Il panorama videoludico del 2026 si tinge di una nostalgia vibrante e tecnologicamente avanzata con l'annuncio che milioni di appassionati stavano aspettando da oltre due decenni. La storica serie di platform Ape Escape, nata dal genio creativo di Japan Studio e diventata uno dei simboli indiscussi dell'era PlayStation, si appresta a tornare sulle scene mondiali. Tuttavia, a differenza del passato, il progetto non sarà gestito internamente dai team di Sony, ma è stato affidato a una realtà esterna che negli ultimi anni ha dimostrato una sensibilità straordinaria nel recuperare e modernizzare lo spirito dei classici: Evening Star.
L'indiscrezione, che ha rapidamente fatto il giro del globo partendo dagli Stati Uniti, è stata lanciata da Jeff Gerstmann, giornalista di lunga data e figura di spicco dell'industria, già fondatore di Giant Bomb. Durante una recente puntata del suo podcast, The Jeff Gerstmann Show, l'insider ha rivelato che Sony Interactive Entertainment ha dato il via libera definitivo alla produzione di un nuovo capitolo di Ape Escape. Secondo quanto riferito, le prime voci su questo accordo erano trapelate già durante il D.I.C.E. Summit tenutosi a febbraio, ma solo di recente lo sviluppo sarebbe entrato in una fase operativa più strutturata, pur rimanendo ancora lontano da una data di uscita ufficiale.
La scelta di Evening Star non è affatto casuale. Lo studio americano è composto da veterani del settore, molti dei quali hanno lavorato al successo planetario di Sonic Mania nel 2017, titolo che ha saputo ridare lustro al porcospino blu di SEGA rispettandone le origini. Più recentemente, nel 2024, il team ha lanciato Penny’s Big Breakaway, un platform 3D che ha ricevuto ampi consensi per la sua fluidità di movimento e per l'utilizzo del proprietario Star Engine. Proprio queste competenze tecniche e artistiche rendono lo studio il candidato ideale per tradurre il gameplay eccentrico e basato sui gadget di Ape Escape negli standard qualitativi odierni, sfruttando le potenzialità del controller DualSense e delle moderne architetture hardware.
Le conferme non si sono fermate a Gerstmann. Anche la testata internazionale Video Games Chronicle (VGC) ha validato la notizia attraverso le proprie fonti interne, aggiungendo un dettaglio fondamentale: Ape Escape non è l'unica proprietà intellettuale dormiente che Sony intende risvegliare attraverso collaborazioni esterne. Questa nuova strategia editoriale sembra mirata a diversificare l'offerta del catalogo PlayStation, permettendo ai team interni come Naughty Dog o Santa Monica Studio di concentrarsi su produzioni cinematografiche AAA, mentre franchise storici e amati vengono affidati a studi indipendenti di provata capacità. In questo contesto si inseriscono anche i rumor riguardanti un possibile ritorno di Killzone, che sarebbe in fase di sviluppo presso lo studio polacco People Can Fly, noto per titoli come Bulletstorm e Outriders.
La trilogia originale di Ape Escape, pubblicata tra il 1999 e il 2005 su PlayStation e PlayStation 2, ha segnato un'epoca non solo per la sua ironia, ma soprattutto per l'innovazione tecnica. Il primo capitolo fu infatti il primo videogioco a richiedere obbligatoriamente l'uso del controller DualShock, utilizzando le due levette analogiche per controllare i vari gadget tecnologici necessari a catturare le scimmie ribelli guidate dal malvagio Specter. Rivivere oggi quelle meccaniche, potenziate da un feedback aptico avanzato e da una gestione della fisica mai vista prima, rappresenta una prospettiva entusiasmante per il mercato del Giappone e dell'occidente. Nonostante la chiusura di Japan Studio avvenuta anni fa, il ritorno di questa IP dimostra che Sony ha finalmente compreso il valore inestimabile del suo patrimonio storico, decidendo di non lasciarlo marcire negli archivi ma di affidarlo a mani esperte capaci di guardare al futuro senza dimenticare il passato.

