Juve-Lazio, la protesta della Curva Sud: l'Allianz Stadium resterà in silenzio

Gli ultras bianconeri annunciano lo sciopero per il match del 18 ottobre: accuse pesanti alla gestione dell'ordine pubblico e solidarietà per i feriti del derby

Juve-Lazio, la protesta della Curva Sud: l'Allianz Stadium resterà in silenzio

Il clima attorno al mondo bianconero si scalda improvvisamente, ma questa volta il campo non c'entra. La tensione tra il tifo organizzato e le autorità preposte alla sicurezza ha raggiunto un punto di rottura che promette di lasciare un segno profondo nella stagione in corso. Attraverso un comunicato ufficiale dai toni estremamente duri, la Curva Sud della Juventus ha annunciato una decisione drastica: i gruppi organizzati non entreranno all'Allianz Stadium in occasione della delicatissima sfida contro la Lazio, in programma per domenica 18 ottobre 2026 alle ore 20:45. Non si tratta di una semplice assenza, ma di una forma di protesta simbolica e politica che mira a denunciare quello che i tifosi definiscono un clima di repressione ingiustificata e una gestione fallimentare dell'ordine pubblico in occasione degli ultimi eventi che hanno coinvolto la piazza torinese.

Il cuore della discordia risiede nei fatti accaduti durante il recente derby Torino-Juventus. In quell'occasione, la tensione tra le due tifoserie è sfociata in scontri che, secondo la ricostruzione dei gruppi organizzati, potevano e dovevano essere evitati attraverso una pianificazione più accurata da parte delle forze dell'ordine. Il comunicato della Curva Sud punta il dito contro una strategia che, invece di prevenire il contatto tra le fazioni, avrebbe quasi favorito l'escalation. La nota ufficiale sottolinea come l'attuale gestione dell'ordine pubblico stia cercando un capro espiatorio nei tifosi, utilizzando lo strumento delle diffide e dei DASPO in modo ritenuto sproporzionato rispetto alla reale entità degli eventi contestati. La sensazione tra i sostenitori della Juventus è che si stia applicando una sorta di responsabilità collettiva per colpire l'intero movimento ultras di Torino, senza una reale analisi delle colpe individuali.

Uno dei punti più controversi e drammatici toccati dal comunicato riguarda l'uso dei lacrimogeni durante i disordini del derby. I tifosi denunciano l'esplosione di gas ad altezza d'uomo, una pratica ritenuta estremamente pericolosa che avrebbe causato ferite gravissime a un ragazzo. Questo giovane tifoso, descritto come del tutto estraneo agli scontri, sarebbe stato colpito alla testa riportando danni permanenti con cui dovrà convivere per il resto della vita. Questo episodio ha esacerbato gli animi, portando i gruppi della Curva Sud a denunciare non solo l'errore tattico della polizia, ma anche un atteggiamento aggressivo e minaccioso da parte di alcuni funzionari della Polizia di Stato. Frasi come "state rialzando troppo la testa, ma noi ve la schiacciamo sul nascere" sono state riportate nel comunicato come prova di un clima intimidatorio che va oltre il semplice mantenimento della sicurezza pubblica nel 2026.

La protesta si estende anche a questioni logistiche che sembrano quasi grottesche nella loro esecuzione. La Curva Sud ha contestato le sanzioni pecuniarie elevate ad alcuni ragazzi per non aver utilizzato delle navette che, secondo la versione dei tifosi, non erano né presenti sul luogo né tantomeno annunciate con chiarezza. Anzi, i tifosi sostengono di essere stati obbligati dalle stesse forze dell'ordine a procedere in corteo, per poi essere sanzionati proprio per aver partecipato a tale "corteo non autorizzato". Questa contraddizione amministrativa e operativa è vista come l'ennesima prova di una volontà repressiva preordinata, volta a colpire finanziariamente e legalmente chiunque frequenti abitualmente il settore caldo della Juventus. La richiesta che arriva dalla base del tifo è chiara: giustizia, verità e, soprattutto, una proporzionalità che sembra essere venuta meno nelle ultime settimane di indagini e provvedimenti.

Guardando al futuro prossimo, l'appuntamento per tutti i sostenitori che condividono questa linea di protesta è fissato per sabato 10 ottobre 2026 alle ore 15:00 proprio davanti all'ingresso della curva all'Allianz Stadium. Sarà un momento di confronto pubblico prima dell'attuazione dello sciopero previsto per la gara contro la Lazio. La scelta di restare fuori durante un big match non è stata presa alla leggera: la squadra di Torino si trova in un momento cruciale del campionato e l'apporto dei tifosi è solitamente fondamentale per trascinare i giocatori. Tuttavia, il comunicato chiude con una frase lapidaria che riassume lo spirito dell'iniziativa: "Se non volete sentire la Nostra voce, sarete costretti ad ascoltare il Nostro silenzio". Questo silenzio peserà come un macigno in uno stadio modernissimo come quello di Torino, dove l'atmosfera è sempre stata il dodicesimo uomo in campo, e costringerà l'opinione pubblica a riflettere sullo stato attuale del rapporto tra istituzioni, società calcistiche e tifoseria organizzata in Italia.

In conclusione, la vicenda della Curva Sud apre una riflessione più ampia sul modello di sicurezza negli stadi nel 2026. Mentre la tecnologia e la sorveglianza diventano sempre più pervasive, la gestione umana del tifo sembra segnare il passo, scivolando verso lo scontro frontale piuttosto che verso il dialogo. La partita contro la Lazio resterà dunque impressa non solo per il risultato sportivo, ma per quegli spalti vuoti e silenziosi che grideranno una rabbia che non ha trovato altri canali per essere espressa. Resta da vedere come la Juventus e le autorità risponderanno a queste accuse pesanti, in un autunno che si preannuncia caldissimo per il calcio italiano e per la tutela dei diritti dei cittadini che frequentano gli impianti sportivi.

Pubblicato Venerdì, 09 Ottobre 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Venerdì, 09 Ottobre 2026

Marco P.

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