Il panorama del gioco d'azzardo legale in Italia sta attraversando una fase di profondo rinnovamento, spinto dalla necessità di adeguare le normative alle vertiginose evoluzioni tecnologiche che hanno caratterizzato gli ultimi anni. In questo scenario, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha assunto un ruolo centrale, avviando ufficialmente una fase cruciale durante la seduta del 7 ottobre 2026. In tale occasione, il Consiglio dell'AGCOM ha deliberato l'apertura di una consultazione pubblica finalizzata a una revisione strutturale delle linee guida emanate nel 2019. Quelle regole, concepite per fornire un'interpretazione operativa al celebre Decreto Dignità, sono rimaste per anni l'unico punto di riferimento per gli operatori del settore che cercavano di districarsi nel complesso divieto assoluto di pubblicità imposto dal legislatore. Tuttavia, il contesto del 2026 è radicalmente mutato rispetto a quello di sette anni fa, rendendo le vecchie interpretazioni non più sufficienti a coprire le nuove dinamiche di mercato.
La questione fondamentale ruota attorno all'articolo 9 del Decreto-legge n. 87 del 2018, poi convertito nella Legge n. 96 del 2018. Questa norma ha introdotto nel nostro ordinamento un divieto totale per qualsiasi forma di comunicazione a carattere promozionale relativa a scommesse e giochi con vincite in denaro. Sebbene la legge primaria sia rimasta invariata nella sua severità, l'AGCOM ha il compito istituzionale di definire i limiti entro i quali la comunicazione si trasforma da informazione lecita a propaganda illecita. La sfida nel 2026 è molto più complessa: non si tratta solo di monitorare spot televisivi o cartellonistica stradale, ma di comprendere come la corretta informazione commerciale possa agire da scudo contro il gioco illegale. Senza una chiara distinzione tra informazione e promozione, il rischio concreto è che il consumatore venga spinto verso operatori privi di concessione di Roma, i quali operano nell'ombra senza rispettare alcun divieto pubblicitario, sfruttando l'invisibilità dei concessionari legali per attrarre le fasce più vulnerabili della popolazione.
Il clima in cui si apre questa consultazione è di forte fermento e coincide con appuntamenti di rilievo internazionale per l'industria del gaming, come il Forum ACADI 2026 e lo SBC Summit. In queste sedi, esperti e stakeholder discutono quotidianamente della sostenibilità del settore e della protezione dell'utente finale. Uno dei punti cardine della revisione dell'AGCOM riguarderà proprio la capacità dei concessionari di fornire dati oggettivi: quote, jackpot, probabilità statistiche di vincita e tipologie di bonus di benvenuto. L'obiettivo è permettere una comunicazione fluida che, pur non essendo promozionale, consenta al giocatore di identificare immediatamente l'offerta legale e sicura. In assenza di questa chiarezza, il mercato nero continua a prosperare, utilizzando tecniche di marketing aggressivo che i regolatori nazionali faticano a contenere senza una collaborazione stretta con le grandi piattaforme digitali.
Un intero capitolo della nuova consultazione sarà dedicato all'esplosione dei nuovi media e al ruolo dei creatori di contenuti. Piattaforme come Twitch, Instagram e TikTok sono diventate il terreno principale per forme di engagement che sfuggono alle definizioni tradizionali di pubblicità. L'AGCOM intende fare luce sulla distinzione tra la recensione tecnica di una piattaforma di gioco e la pubblicità occulta mascherata da intrattenimento. Il ruolo degli influencer, capaci di orientare le preferenze di milioni di follower, richiede criteri di trasparenza rigorosi. La sfida per l'Autorità nel 2026 è quella di definire la responsabilità degli editori digitali e delle piattaforme stesse, garantendo che i messaggi rivolti al pubblico non eludano lo spirito protettivo del Decreto Dignità, specialmente quando i destinatari sono i più giovani.
Anche i servizi di comparazione delle quote e dei bonus finiranno sotto la lente d'ingrandimento del regolatore. Sebbene le linee guida del 2019 ne avessero riconosciuto la funzione informativa essenziale per il consumatore, la consultazione del 2026 mira a introdurre parametri più stringenti per evitare che questi siti diventino strumenti di promozione indiretta. L'uso dei marchi e dei segni distintivi dovrà limitarsi a una funzione puramente identificativa, evitando enfasi visive che possano essere interpretate come un invito al gioco. Parallelamente, l'AGCOM, richiamando le delibere 85/26/CONS e 200/26/CONS, analizzerà come la responsabilità sociale d'impresa possa essere comunicata efficacemente. Le aziende del settore investono ingenti risorse in iniziative benefiche e programmi di gioco responsabile; l'Autorità dovrà stabilire come queste attività possano essere rese note senza che vengano percepite come un espediente per aggirare il bando pubblicitario generale.
Infine, un tema di grande attualità è quello della comunicazione Business to Business (B2B). Con l'aumento dell'ibridazione tra eventi fisici e streaming digitale, la distinzione tra pubblico professionale e pubblico generalista è diventata labile. Durante eventi come lo SBC Summit, la diffusione di contenuti tecnici deve essere garantita, ma l'AGCOM punta a un quadro normativo che protegga i non addetti ai lavori senza penalizzare l'industria italiana nei confronti della concorrenza europea. L'obiettivo finale di questo processo di revisione, che inizierà ufficialmente dopo il 7 ottobre 2026, è raggiungere un equilibrio perfetto tra il rigore della legge e la realtà tecnologica, assicurando che il mercato legale resti un presidio di legalità e sicurezza per tutti i cittadini italiani, consolidando un modello di regolamentazione all'avanguardia in Europa e nel mondo.
Fonte: Jamma.it

