Il ruggito dei campioni d'Italia torna a farsi sentire con prepotenza sotto i portici di Bologna. In una serata che doveva testare la capacità di reazione del gruppo dopo le fatiche e le amarezze della Champions League, l'Inter guidata da Cristian Chivu ha dimostrato perché porta ancora lo scudetto sul petto. La sfida del Dall'Ara, valida per la settima giornata di Serie A, si è rivelata una battaglia tattica intensa, risolta dalla profondità di una rosa che non smette di stupire per qualità e fame di vittorie. Nonostante un inizio in salita, i nerazzurri sono riusciti a ribaltare il punteggio, imponendosi per 3-1 e consolidando una leadership in classifica che ora parla di 19 punti, a tre lunghezze di distanza dalla Lazio.
L'approccio alla gara dei padroni di casa, allenati da Raffaele Palladino, è stato quasi perfetto nei primi trenta minuti. Il Bologna, schierato con un modulo fluido e aggressivo, ha cercato immediatamente di mettere pressione alla retroguardia interista, sfruttando la rapidità di Roberto Piccoli. Proprio l'attaccante rossoblu è stato però protagonista di un episodio sfortunato, venendo costretto al cambio alla mezz'ora per un infortunio muscolare che ha cambiato i piani tattici dei felsinei. Prima della sua uscita, però, il Dall'Ara era esploso di gioia al minuto 18: Tommaso Pobega ha scoccato un destro violento dalla lunga distanza che ha sorpreso un Martinez apparso non impeccabile nel posizionamento. Il gol del vantaggio locale ha galvanizzato il pubblico emiliano, mettendo a nudo alcune fragilità iniziali di un'Inter che sembrava ancora accusare il colpo della sconfitta infrasettimanale.
Tuttavia, la forza mentale della squadra di Cristian Chivu è emersa proprio nel momento di massima difficoltà. Poco prima dell'intervallo, dopo aver rischiato di subire il raddoppio su un contropiede fulmineo orchestrato dai centrocampisti bolognesi, il Biscione ha trovato la zampata del pareggio. Al 44, un cross telecomandato dalla destra del solito Nicolò Barella ha trovato la testa di Marcus Thuram: l'attaccante francese, sempre più leader carismatico di questa squadra nel 2026, ha svettato imperioso battendo Skorupski e ristabilendo l'equilibrio. Un gol fondamentale che ha spento l'entusiasmo del Bologna proprio a ridosso del riposo, permettendo ai nerazzurri di rientrare negli spogliatoi con una consapevolezza rinnovata. La pressione interista è continuata anche nei minuti di recupero del primo tempo, quando il giovane Pio Esposito ha sfiorato il raddoppio con una conclusione ravvicinata, neutralizzata miracolosamente dall'estremo difensore polacco.
Nella ripresa, la partita ha cambiato volto. I ritmi si sono abbassati, con l'Inter a gestire il possesso palla e il Bologna a chiudersi ordinatamente per ripartire. La mossa decisiva di Cristian Chivu è arrivata dalla panchina: l'ingresso di Carlos Augusto ha letteralmente spaccato il match. Al minuto 69, l'esterno brasiliano, appena entrato sul terreno di gioco, ha sfruttato un inserimento perfetto per trafiggere Skorupski con un diagonale preciso, portando il risultato sul 2-1. Da quel momento in poi, il Bologna di Palladino ha faticato a ritrovare le distanze, scontrandosi contro il muro difensivo eretto dai campioni d'Italia. Il sigillo definitivo sulla partita è arrivato all'84, quando ancora uno scatenato Carlos Augusto ha fornito l'assist vincente per Ange-Yoan Bonny, freddo nel depositare in rete il pallone del definitivo 3-1.
Questa vittoria rappresenta un segnale chiarissimo a tutte le pretendenti al titolo: l'Inter non ha intenzione di abdicare. Nonostante le rotazioni e l'inserimento di nuovi innesti nel corso di questa stagione 2025-2026, la struttura della squadra rimane solida e capace di soffrire. Il Bologna, dal canto suo, resta fermo a 5 punti in classifica, una posizione che inizia a preoccupare la dirigenza rossoblu nonostante le buone trame di gioco mostrate a sprazzi. Per i nerazzurri, invece, la marcia trionfale prosegue, con la consapevolezza che la gestione delle energie tra campionato e coppe sarà la chiave per arrivare in fondo a tutte le competizioni. Il successo del Dall'Ara non è solo frutto di individualità, ma di un'organizzazione corale che Cristian Chivu sta affinando giornata dopo giornata, portando l'Inter a essere, ancora una volta, la squadra da battere in questa avvincente Serie A.

