Un braccio di ferro inatteso sta scuotendo il cuore della difesa americana. Appena tre settimane fa, le divergenze tra Anthropic, una società all'avanguardia nel campo dell'intelligenza artificiale, e i vertici del Pentagono hanno portato a una decisione drastica: il divieto totale del software sviluppato da Anthropic. Questo divieto non riguarda solo le attività del Ministero della Difesa degli Stati Uniti, ma si estende anche ai suoi numerosi appaltatori nel settore della difesa. Tuttavia, sembra che gli utenti di Anthropic in questo delicato ambito non siano affatto propensi ad abbandonare gli strumenti a cui si sono affidati.
La radice del problema risiede nelle preoccupazioni espresse dai dirigenti di Anthropic riguardo al potenziale utilizzo dei loro sistemi per la sorveglianza massiva dei cittadini statunitensi e per l'impiego di armi in modalità completamente automatizzata. Queste preoccupazioni hanno suscitato il malcontento dei rappresentanti del Dipartimento della Difesa americano, culminando nella rescissione del contratto per l'utilizzo del chatbot Claude nell'infrastruttura militare degli Stati Uniti. Di conseguenza, Anthropic è stata ufficialmente classificata come fornitore inaffidabile. Ora, il Dipartimento della Difesa USA e una parte dei suoi appaltatori si trovano di fronte alla complessa sfida di dover trasferire i propri sistemi di intelligenza artificiale su piattaforme alternative entro un periodo di sei mesi. Nel frattempo, OpenAI ha già siglato un accordo con il Pentagono, sperando di emergere come il principale sostituto di Anthropic.
Come riportato da Reuters, la realtà sul campo dipinge un quadro diverso. Non solo gli appaltatori del Pentagono, ma anche i suoi stessi dipendenti sembrano riluttanti ad abbandonare gli strumenti offerti da Anthropic. Innanzitutto, molti processi cruciali sono strettamente legati all'utilizzo di questi strumenti, e interromperli in un momento di elevata attività militare per gli Stati Uniti si rivela praticamente impossibile. In secondo luogo, gli utenti considerano le soluzioni di Anthropic più comode ed efficaci rispetto alle alternative attualmente disponibili. Gli specialisti del Pentagono nel settore delle tecnologie dell'informazione sono particolarmente insoddisfatti della direttiva che impone l'abbandono di Anthropic, poiché hanno appena imparato a utilizzare i sistemi in modo confortevole e ora si trovano costretti a disfare tutto il lavoro svolto. Molti ritengono che Claude sia il chatbot più avanzato disponibile sul mercato.
Un appaltatore del Pentagono ha inoltre sottolineato che la ricertificazione dei sistemi su una nuova piattaforma richiederebbe molti mesi, se non addirittura un anno e mezzo nel peggiore dei casi. Inoltre, la transizione verso una nuova piattaforma comporterebbe nuove e ingenti spese per il Pentagono. Infine, una simile migrazione avrebbe un impatto negativo anche sui processi funzionali del Ministero della Difesa americano. Il contratto tra Anthropic e il dipartimento militare statunitense, del valore di 200 milioni di dollari, era stato stipulato nel luglio dell'anno scorso, e Claude era stato integrato nei sistemi ministeriali che gestiscono operazioni segrete, raggiungendo un livello di integrazione molto profondo entro la fine di febbraio. Addirittura, durante l'operazione in Iran, i militari americani hanno continuato a utilizzare le soluzioni di Anthropic nonostante il divieto.
Alcuni dipendenti del Pentagono, tuttavia, sono costretti a rispettare il divieto sull'utilizzo degli strumenti di Anthropic. In alcuni casi, si è costretti ad abbandonare l'automazione di successo dell'elaborazione dei dati e a tornare al lavoro manuale con Excel. Claude Code è stato anche ampiamente utilizzato negli ultimi mesi per scrivere codice di programmazione all'interno del Pentagono. Palantir, una società ben nota in determinati ambienti e un importante appaltatore del Pentagono, utilizza le soluzioni di Anthropic in contratti con il dipartimento per un valore complessivo superiore a 1 miliardo di dollari. La riorganizzazione dell'infrastruttura per un altro software richiederebbe non solo tempo, ma anche ingenti investimenti finanziari. In alcuni casi, le soluzioni di Anthropic vengono utilizzate per generare flussi di dati che sono necessari al Pentagono su base quasi oraria, rendendo estremamente difficile rinunciare a questo software.
Alcuni appaltatori del dipartimento stanno valutando la possibilità di mantenere la capacità di tornare rapidamente alle soluzioni di Anthropic in caso di abbandono. In questo scenario, i rappresentanti del settore sperano che il Pentagono revochi il divieto prima della scadenza del termine di sei mesi previsto per la migrazione.

