Elon Musk contro OpenAI: Sono stato uno sciocco a finanziare il loro successo

La battaglia legale si infiamma: il fondatore di Tesla accusa Sam Altman di aver tradito la missione non-profit originaria per favorire i profitti miliardari di Microsoft

Elon Musk contro OpenAI: Sono stato uno sciocco a finanziare il loro successo

Il panorama tecnologico mondiale è attualmente scosso da una delle battaglie legali più significative del secolo: lo scontro frontale tra Elon Musk e OpenAI, la società di intelligenza artificiale che lui stesso ha contribuito a fondare nel 2015. Recentemente, nuove dichiarazioni emerse dai documenti processuali hanno gettato ulteriore benzina sul fuoco. Musk ha ammesso apertamente di essersi sentito un idiota per aver fornito risorse finanziarie cruciali durante le fasi embrionali della startup, convinto che il progetto sarebbe rimasto un'organizzazione senza scopo di lucro dedicata esclusivamente al bene dell'umanità. In effetti, sono stato io lo sciocco che ha fornito loro i fondi gratuitamente per creare la startup, ha dichiarato il magnate di Tesla e SpaceX nelle carte depositate in tribunale negli Stati Uniti. Musk sostiene di aver versato circa 38 milioni di dollari quasi senza condizioni, somme che, secondo la sua accusa, sono state poi utilizzate impropriamente per costruire quella che oggi è diventata una delle aziende commerciali più preziose del pianeta.

L'inganno percepito dal miliardario risiederebbe nella convinzione che OpenAI avrebbe mantenuto lo status di organizzazione non profit. Secondo le testimonianze di Musk, egli sarebbe stato indotto in errore da una strategia calcolata della dirigenza, una sorta di esca per convincerlo a partecipare alla nascita di un'entità che avrebbe poi mutato pelle, creando una struttura commerciale strettamente legata a giganti come Microsoft. Durante il processo sono emerse comunicazioni risalenti al 2017 tra Musk, l'attuale CEO Sam Altman e il presidente Greg Brockman. In quel periodo cruciale, la leadership di OpenAI stava già discutendo l'idea di creare un ramo commerciale in cui Musk avrebbe potuto detenere oltre la metà delle quote. Tuttavia, di fronte alle resistenze interne dei dipendenti, Musk espresse nel settembre 2017 la volontà di allontanarsi dal progetto di ristrutturazione, lanciando un vero e proprio ultimatum: o la società procedeva in autonomia o manteneva fermamente il suo status non-profit.

La risposta di Sam Altman all'epoca sembrò assecondare Musk, dichiarando un apparente entusiasmo per la conservazione dell'identità originaria della fondazione. Musk, però, oggi sottolinea come avesse tentato di mettere in guardia i fondatori sul fatto che fosse impossibile avere botte piena e moglie ubriaca, ovvero non si poteva sfruttare l'aura etica di una non-profit per poi arricchirsi privatamente. Dopo aver lasciato il consiglio di amministrazione nel 2018, Musk ha assistito da lontano alla svolta decisiva avvenuta nel 2019, quando OpenAI ha stretto l'alleanza strategica con Microsoft. Inizialmente, l'accordo prevedeva un investimento di 1 miliardo di dollari in cambio di una partecipazione agli utili limitata, un'operazione che Musk non contestò immediatamente poiché non sembrava ancora violare palesemente i principi fondanti.

La situazione è precipitata alla fine del 2022, con il rilascio di ChatGPT e l'esplosione della valutazione di mercato di OpenAI, che ha raggiunto cifre astronomiche vicine ai 20 miliardi di dollari (e successivamente oltre gli 80 miliardi). Musk ha espresso la sua profonda preoccupazione a Sam Altman, ribadendo che una non-profit non può avere una capitalizzazione di mercato di tale entità. La difesa di OpenAI poggia sulla necessità di miliardi di dollari per competere nel settore dell'intelligenza artificiale generativa, risorse che solo un modello commerciale e il supporto di Microsoft potevano garantire. Musk, tuttavia, accusa Microsoft di complicità nel deviare OpenAI dalla sua missione filantropica a favore del profitto.

Uno dei punti più caldi della disputa riguarda la cosiddetta AGI (Intelligenza Artificiale Generale), ovvero un sistema capace di superare l'intelligenza umana. Gli accordi iniziali prevedevano che la licenza commerciale verso Microsoft sarebbe decaduta una volta raggiunta l'AGI, per garantire che una tecnologia così potente non fosse controllata da una singola multinazionale. Tuttavia, le definizioni di questo traguardo sono diventate ambigue e Musk ha posto al tribunale una domanda retorica inquietante: vogliamo davvero che Microsoft controlli una superintelligenza digitale? La battaglia legale prosegue a San Francisco, segnando un momento spartiacque per l'etica tecnologica globale e il futuro della regolamentazione dell'intelligenza artificiale.

Pubblicato Venerdì, 01 Maggio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Venerdì, 01 Maggio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


Consulta tutti gli articoli di Anna S.

Footer
Articoli correlati
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Infogioco.it - Sconti