Microsoft e il dilemma della RAM: scompare la guida che chiedeva 32GB per il gaming

Polemiche e dietrofront a Redmond: rimosse le indicazioni che classificavano i 16GB come livello base per Windows 11, mentre i PC Copilot+ faticano nel gioco

Microsoft e il dilemma della RAM: scompare la guida che chiedeva 32GB per il gaming

Recentemente, la multinazionale Microsoft ha rimosso dal proprio portale ufficiale un documento di supporto che aveva sollevato un acceso dibattito tra gli appassionati di hardware e i videogiocatori globali. Il file in questione, intitolato "Gaming features: What the best Windows PC gaming systems have in common", era apparso nella prima settimana di aprile 2024 all'interno del Learning Center del sito web aziendale. Nel testo, il colosso di Redmond sosteneva che una dotazione di 32 GB di memoria RAM rappresentasse l'aggiornamento ideale per un'esperienza di gioco definita "senza preoccupazioni" su Windows 11, indicando invece i 16 GB come il semplice punto di partenza per la maggior parte dei giocatori. Queste affermazioni hanno immediatamente scatenato il malcontento della community, poiché sembravano contraddire i requisiti minimi ufficiali di sistema del software, che prevedono ancora oggi una base minima di soli 4 GB di RAM, nonostante la maggior parte dei PC di fascia economica in commercio ne offra almeno 8 GB.

La controversia non riguarda solo la quantità di memoria, ma anche la possibile origine del documento. Molti analisti hanno ipotizzato che il testo sia stato generato tramite un'intelligenza artificiale, dato il tono eccessivamente ottimistico e la mancanza di coerenza con le linee guida tecniche precedentemente stabilite dalla stessa azienda. Parallelamente, Microsoft ha provveduto a rimuovere un altro documento pubblicato a febbraio 2024, nel quale i nuovi PC Copilot+ venivano pubblicizzati come soluzioni ideali per il gaming di alto livello. Questa strategia di marketing ha generato notevole confusione, specialmente considerando che i computer con etichetta Copilot+ devono obbligatoriamente integrare un chip NPU per l'intelligenza artificiale e almeno 16 GB di RAM, ma non sono necessariamente ottimizzati per i carichi di lavoro grafici richiesti dai titoli moderni tripla A.

Il punto di rottura è arrivato proprio a causa della discrepanza tra il marchio Copilot+ e le reali prestazioni videoludiche. Molti di questi dispositivi sono basati sull'architettura ARM, utilizzando processori come lo Snapdragon X Elite o lo Snapdragon X Plus di Qualcomm. Sebbene questi chip siano straordinariamente efficienti per la produttività e le operazioni legate all'IA, non possono eseguire nativamente la maggior parte dei videogiochi moderni sviluppati per l'architettura x86. Il ricorso a uno strato di emulazione riduce drasticamente le performance, rendendo la definizione di "soluzione gaming" tecnicamente fuorviante per l'utente finale. Rendendosi conto dell'errore comunicativo, Microsoft ha agito silenziosamente durante lo scorso fine settimana, eliminando i link diretti e impedendo persino l'indicizzazione delle pagine rimosse su servizi di archiviazione come la Wayback Machine di Internet Archive.

La gestione della memoria su Windows 11 rimane comunque un tema critico. Attualmente, il sistema operativo tende a consumare risorse in modo significativo a causa della dominanza di applicazioni sviluppate con framework come Electron e WebView2, che occupano grandi quantità di RAM anche per compiti semplici. A tal proposito, il CEO di Microsoft, Satya Nadella, ha confermato l'impegno dell'azienda nel voler ottimizzare le prestazioni per i dispositivi dotati di meno risorse. In fase di test ci sono nuove funzionalità che promettono di ridurre l'impatto della barra delle applicazioni e del menu Start, oltre a miglioramenti nella stabilità di Esplora File, con l'obiettivo di restituire fluidità al sistema. Nonostante i 32 GB rimangano un traguardo auspicabile per chi desidera il massimo delle prestazioni mentre utilizza app di streaming o Discord in background, la realtà del mercato impone a Microsoft una maggiore cautela nelle dichiarazioni ufficiali per non alienare quella vasta fetta di utenti che ancora oggi opera con configurazioni hardware standard.

In conclusione, il dietrofront di Microsoft sottolinea la difficoltà di bilanciare le ambizioni tecnologiche legate all'intelligenza artificiale con le necessità concrete di un'utenza gaming che richiede trasparenza e compatibilità. Mentre la transizione verso i 16 GB come nuovo standard di fatto prosegue, l'idea di imporre i 32 GB come soglia per la tranquillità sembra prematura. Gli sforzi futuri per snellire il codice di Windows 11 saranno determinanti per riconquistare la fiducia dei consumatori, specialmente in un'epoca in cui l'efficienza software conta quanto la potenza bruta dell'hardware.

Pubblicato Mercoledì, 06 Maggio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 06 Maggio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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