Microsoft Edge sotto accusa: le password salvate caricate in chiaro nella memoria RAM all'avvio

Una gestione controversa delle credenziali differenzia il browser di Redmond dai concorrenti Chromium, esponendo gli utenti a potenziali furti di dati

Microsoft Edge sotto accusa: le password salvate caricate in chiaro nella memoria RAM all'avvio

Una recente scoperta nel campo della sicurezza informatica ha acceso i riflettori su un comportamento anomalo e potenzialmente pericoloso di Microsoft Edge. Il browser di punta di Redmond, nonostante sia basato sulla solida architettura Chromium, sembra gestire le credenziali di accesso degli utenti in modo significativamente meno sicuro rispetto ai suoi diretti concorrenti. Secondo quanto emerso da diverse segnalazioni tecniche, in particolare da un'analisi dettagliata condivisa sulla piattaforma social X, il browser decripta e carica in memoria RAM l'intero database delle password salvate non appena l'applicazione viene avviata, mantenendole in chiaro per tutta la durata della sessione.

Questo meccanismo rappresenta una deviazione drastica dagli standard di sicurezza seguiti da altri browser basati sullo stesso motore, come Google Chrome, Brave o Opera. In queste applicazioni, infatti, la decriptazione delle password avviene esclusivamente nel momento in cui l'utente ne fa esplicita richiesta, ad esempio accedendo al pannello di gestione delle credenziali o durante una procedura di login automatico su un sito specifico. Al contrario, Microsoft Edge sembrerebbe rendere disponibili tutti i dati sensibili immediatamente, rendendoli vulnerabili a tecniche di memory scraping da parte di malintenzionati o software malevoli già presenti sul sistema.

Il rischio maggiore, come evidenziato dagli esperti di cybersecurity nel corso del mese di maggio 2024, si palesa in ambienti aziendali o condivisi. Se un utente malintenzionato dovesse ottenere l'accesso amministrativo a un server di Remote Desktop Services, potrebbe potenzialmente estrarre dalla memoria di sistema le password in chiaro di tutti gli utenti attualmente loggati che stanno utilizzando Microsoft Edge. Questa esposizione è stata definita critica poiché non richiede che l'utente stia attivamente visitando il sito web per il quale sono memorizzate le credenziali: i dati sono lì, pronti per essere letti da chiunque abbia gli strumenti giusti per analizzare i processi attivi.

Nonostante la gravità della segnalazione, la risposta ufficiale di Microsoft è stata improntata a una calma olimpica che ha sorpreso molti analisti. L'azienda ha confermato di essere a conoscenza di questo comportamento, ma ha rifiutato di classificarlo come una vulnerabilità o un difetto di progettazione. Secondo i portavoce di Redmond, la scelta di caricare preventivamente le credenziali è dettata da un preciso bilanciamento tra performance, usabilità e sicurezza. L'obiettivo dichiarato è quello di rendere l'esperienza di navigazione più fluida, eliminando i ritardi nella compilazione automatica dei moduli di accesso.

La posizione di Microsoft si basa sul presupposto che, se un hacker è già in grado di leggere la memoria RAM di un computer, significa che il sistema è già stato compromesso alla base. In quest'ottica, la protezione offerta dal browser diventerebbe secondaria rispetto alla falla di sicurezza primaria del sistema operativo. Tuttavia, questa tesi ignora il principio della difesa in profondità (defense in depth), che prevede che ogni applicazione debba offrire il massimo livello di protezione possibile indipendentemente dallo stato di sicurezza dell'ambiente circostante. Gli utenti di Windows 11 e Windows 10 si trovano quindi davanti a un bivio: accettare questo rischio in nome della velocità o migrare verso soluzioni più conservative.

Per mitigare i potenziali pericoli, gli esperti consigliano caldamente l'adozione di un password manager di terze parti, come Bitwarden, 1Password o KeePass. Queste soluzioni esterne non solo offrono una crittografia più robusta, ma non caricano mai l'intero archivio dati in RAM in formato leggibile, richiedendo solitamente una master password o un'autenticazione biometrica per ogni singolo accesso. Inoltre, è fondamentale mantenere sempre aggiornati i propri sistemi di difesa, come Microsoft Defender, per intercettare eventuali tentativi di intrusione prima che possano sfruttare la memoria del browser.

In conclusione, la vicenda solleva interrogativi importanti sulla direzione intrapresa nello sviluppo del software moderno. Se da un lato la velocità e la comodità d'uso sono i driver principali del mercato, dall'altro la privacy e la protezione dei dati sensibili non dovrebbero mai essere sacrificate sull'altare delle prestazioni. Mentre Microsoft continua a monitorare le minacce emergenti, la comunità di sicurezza rimane vigile, suggerendo che un approccio più prudente nella gestione delle API di crittografia all'interno di Edge sarebbe auspicabile per garantire la massima tranquillità agli utenti globali.

Pubblicato Mercoledì, 06 Maggio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 06 Maggio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


Consulta tutti gli articoli di Anna S.

Footer
Articoli correlati
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Infogioco.it - Sconti