Meta lancia l'IA che analizza lo scheletro per scovare i minori di 13 anni sui social

La nuova tecnologia di Mark Zuckerberg scansiona proporzioni fisiche e metadati per bloccare gli account non autorizzati dopo le pesanti sanzioni negli Stati Uniti

Meta lancia l'IA che analizza lo scheletro per scovare i minori di 13 anni sui social

Il colosso tecnologico Meta, guidato da Mark Zuckerberg, ha annunciato il lancio di un innovativo quanto discusso sistema di intelligenza artificiale progettato per identificare e rimuovere gli account appartenenti a bambini di età inferiore ai 13 anni sulle sue piattaforme di punta, Facebook e Instagram. Questa mossa rappresenta una risposta diretta alle crescenti preoccupazioni globali riguardanti la sicurezza online dei minori e segue una serie di pressioni legali senza precedenti subite dall'azienda negli Stati Uniti. La tecnologia si basa su un approccio tecnico peculiare: invece di utilizzare il riconoscimento facciale, che solleverebbe enormi problemi di privacy e conformità normativa, l'algoritmo analizza la crescita e la struttura dello scheletro degli utenti attraverso le fotografie e i video pubblicati nei loro profili.

Secondo quanto dichiarato ufficialmente da Meta, il sistema è in grado di stimare l'età biologica degli individui osservando segni visivi legati allo sviluppo fisico, come l'altezza e le proporzioni corporee, incrociando questi dati con una vasta gamma di segnali comportamentali. Oltre all'analisi visiva, l'intelligenza artificiale scansiona meticolosamente i messaggi, i commenti, le informazioni biografiche e le didascalie dei post alla ricerca di espressioni linguistiche o riferimenti temporali (come feste di compleanno o anni scolastici) che possano tradire la reale età dell'utente. Se il sistema determina che un account appartiene a un bambino di età inferiore ai 13 anni, procede immediatamente con il blocco della pagina. Per recuperare l'accesso, l'utente deve fornire una prova documentale della propria età, un processo di verifica che mira a rendere i social media un ambiente più controllato e meno accessibile a chi non ha ancora raggiunto la soglia minima di utilizzo prevista dai termini di servizio.

L'introduzione di questa tecnologia arriva in un momento critico per l'azienda di Menlo Park. Recentemente, una giuria nello stato del New Mexico ha riconosciuto Meta colpevole di aver violato le leggi sulla protezione dei consumatori, accusando la società di aver ingannato il pubblico sulla sicurezza delle sue piattaforme e di non aver protetto adeguatamente i bambini da contenuti dannosi e predatori. La sentenza ha imposto una multa di ben 375 milioni di dollari, obbligando l'azienda a riconsiderare profondamente le proprie politiche di moderazione. In risposta alle restrizioni imposte dalla magistratura locale, Meta ha persino minacciato di interrompere i propri servizi all'interno dello stato del New Mexico, evidenziando una tensione sempre più accesa tra i giganti del web e le autorità locali americane.

Parallelamente allo sviluppo del sistema di analisi scheletrica, Meta sta estendendo anche a Facebook la funzionalità dei Teen Accounts (Account per adolescenti), già introdotta con successo su Instagram nel corso del 2024. Questo sistema identifica automaticamente gli utenti di età compresa tra i 13 e i 18 anni, inserendoli in una modalità d'uso protetta. Tale configurazione limita drasticamente l'esposizione a contenuti potenzialmente sensibili, blocca i messaggi provenienti da account sconosciuti e impedisce le trasmissioni in diretta per i minori di 16 anni. Dopo il lancio iniziale negli Stati Uniti, Meta prevede di implementare queste restrizioni nel Regno Unito e in tutta l'Europa a partire dal mese di giugno 2025, allineandosi così alle rigide normative del Digital Services Act (DSA) dell'Unione Europea.

Nonostante l'ingente investimento in soluzioni proprietarie basate sull'IA, Meta continua a sostenere che la responsabilità della verifica dell'età non dovrebbe ricadere esclusivamente sulle singole applicazioni. La società ha formalmente esortato i legislatori a spostare l'onere del controllo a livello di sistema operativo (come iOS di Apple o Android di Google) e di negozi di applicazioni digitali. Secondo questa visione, se l'età venisse verificata al momento dell'acquisto di uno smartphone o durante la configurazione di un account sull'App Store, si eliminerebbe la necessità per ogni singola piattaforma social di raccogliere dati biometrici o documenti sensibili. Questa proposta sta guadagnando terreno tra i politici del Congresso degli Stati Uniti e ha già trovato sostenitori in stati come la California e il Colorado, suggerendo un futuro in cui l'accesso alla rete sarà regolato da un sistema di identità digitale più integrato e universale.

Pubblicato Martedì, 05 Maggio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Martedì, 05 Maggio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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