La stagione 2025-2026 si sta rivelando un vero e proprio incubo per i tifosi della Juventus. Dopo l'addio di Igor Tudor e l'arrivo di Luciano Spalletti, la squadra non è riuscita a trovare la giusta continuità e i risultati stentano ad arrivare. La sconfitta contro il Sassuolo ha suonato come un campanello d'allarme, certificando una crisi profonda che affonda le radici in diversi fattori. I numeri, impietosi, parlano chiaro: con soli 54 punti conquistati in 30 giornate, questa è la peggiore Juventus degli ultimi 15 anni.
Per trovare un rendimento così deludente, bisogna tornare indietro alla stagione 2010-2011, quando in panchina sedeva Gigi Delneri. Un paragone che fa rabbrividire i tifosi bianconeri, abituati a ben altri standard. Anche la scorsa stagione, con Thiago Motta e successivamente Tudor alla guida, non era stata esaltante, con 55 punti nello stesso periodo. Tuttavia, la squadra era riuscita a strappare un posto in Champions League, un obiettivo che quest'anno appare tutt'altro che scontato.
La gestione Spalletti, inizialmente accolta con entusiasmo, non ha prodotto i risultati sperati. Nonostante un breve periodo di miglioramento, la squadra è ricaduta negli stessi errori, mostrando una preoccupante mancanza di gioco e di mentalità vincente. Persino Jonathan David, l'attaccante su cui la società aveva investito ingenti risorse, non è riuscito a fare la differenza, deludendo le aspettative.
Il confronto con il passato è impietoso. Negli anni d'oro di Antonio Conte e Massimiliano Allegri, la Juventus viaggiava a ritmi ben più sostenuti. Conte, nel 2013-2014, aveva conquistato ben 81 punti nelle prime 30 giornate, stabilendo un record storico di 102 punti a fine stagione. Allegri, nel suo ciclo vincente, aveva mantenuto una media di 70-80 punti, dominando il campionato italiano per anni. L'ultimo scudetto bianconero risale al 2019-2020, con Maurizio Sarri alla guida, una stagione segnata dalla pandemia ma comunque conclusa con la vittoria del titolo.
Ma quali sono le cause di questo declino? Secondo gli esperti, i motivi sono molteplici. Innanzitutto, errori nella campagna acquisti, con giocatori non all'altezza e ruoli scoperti. In secondo luogo, un atteggiamento in campo non consono agli obiettivi della Juventus, soprattutto nella prima parte della stagione. Infine, il rendimento deludente di alcuni giocatori chiave, anche a causa di numerosi infortuni. La società sembra intenzionata a rinnovare il contratto di Spalletti, un segnale di fiducia che però dovrà essere supportato da investimenti mirati e da una profonda rifondazione della squadra. Urge ricostruire una squadra competitiva, capace di lottare per lo scudetto e di competere ai massimi livelli in Europa.
La Juventus è chiamata a una profonda riflessione. Non è più tempo di alibi o di scuse. Bisogna analizzare gli errori commessi, individuare le responsabilità e ripartire con un progetto ambizioso e lungimirante. I tifosi bianconeri meritano una squadra che sappia onorare la gloriosa storia del club.

