Inchiesta Arbitri, il Caos si Allarga: Nuovi Interrogatori e il Mistero delle Designazioni Pilotate

Dalla Procura di Milano emergono nuovi dettagli sulla presunta frode sportiva: ascoltati Pinzani e Butti mentre il designatore Rocchi sceglie il silenzio.

Inchiesta Arbitri, il Caos si Allarga: Nuovi Interrogatori e il Mistero delle Designazioni Pilotate

Il panorama calcistico italiano si trova nuovamente al centro di una tempesta giudiziaria che scuote le fondamenta della sua integrità sportiva. Presso la Procura di Milano, l’inchiesta guidata dal PM Ascione è entrata in una fase cruciale, portando alla luce dinamiche opache all'interno del settore arbitrale e dei rapporti tra i vertici dell'Aia e le società di Serie A. Questa indagine, nata nell'autunno del 2024, mira a scoperchiare un presunto sistema di designazioni pilotate che avrebbe condizionato l'esito di alcune delle sfide più importanti del campionato italiano e della Coppa Italia. L'ipotesi di reato, pesantissima, è quella di concorso in frode sportiva, un'accusa che ha già portato alla notifica di avvisi di garanzia per figure di primissimo piano come l'ex designatore Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni.

La giornata del 6 maggio 2026 ha segnato l'inizio della cosiddetta "seconda fase" dell'inchiesta, caratterizzata dall'audizione di testimoni chiave che non risultano indagati, ma che sono considerati persone informate sui fatti. Il primo a varcare la soglia degli uffici giudiziari è stato Riccardo Pinzani, figura poliedrica nel mondo del calcio: ex arbitro di lungo corso, già coordinatore dei rapporti con le società per l'Associazione Italiana Arbitri e attuale club referee manager della Lazio. Pinzani è stato ascoltato per oltre tre ore, durante le quali il magistrato ha cercato di ricostruire la rete di comunicazioni e le possibili influenze esercitate dai club nella scelta dei direttori di gara. La sua testimonianza è ritenuta fondamentale per comprendere se esistesse un protocollo informale volto a favorire arbitri considerati "graditi" o, al contrario, a penalizzare quelli percepiti come ostili da determinate dirigenze.

Subito dopo è stato il turno di Andrea Butti, attuale responsabile dell'ufficio Competizioni della Lega Serie A. Butti vanta un passato come manager di alto livello presso l'Inter, un dettaglio che assume rilevanza alla luce delle partite finite sotto la lente d'ingrandimento della Procura. Gli inquirenti stanno infatti analizzando con estrema attenzione le designazioni relative a due match specifici: il derby Inter-Milan di Coppa Italia e la sfida di campionato Bologna-Inter. L'obiettivo è determinare se vi siano state pressioni esterne o accordi sottobanco che abbiano portato alla scelta di determinati ufficiali di gara per queste partite cruciali. La presenza di Andrea Butti in Procura testimonia la volontà degli investigatori di esplorare ogni possibile connessione tra la struttura organizzativa della Lega e gli organi arbitrali.

Il quadro si complica ulteriormente con l'attesa convocazione di Giorgio Schenone, Club Referee Manager dell'Inter. Il suo nome emerge in un'intercettazione datata aprile 2025, in cui Rocchi e Gervasoni facevano riferimento a un misterioso "Giorgio" in merito a presunte pressioni ricevute. Sebbene Schenone non sia al momento indagato, il suo ruolo di interfaccia tra il club nerazzurro e il mondo arbitrale lo rende un soggetto di estremo interesse per gli inquirenti, intenzionati a verificare se quel riferimento intercettato possa essere la prova di un tentativo di alterare l'equità delle designazioni. La posizione di Gianluca Rocchi, nel frattempo, rimane di attesa strategica: l'ex designatore, avvalendosi della facoltà di non rispondere durante l'ultimo invito a comparire fissato intorno al 25 aprile, ha scelto il silenzio, lasciando che siano le prove raccolte e le testimonianze degli altri protagonisti a delineare il suo eventuale coinvolgimento.

Nonostante l'imponente mole di documenti e audizioni, l'indagine ha dovuto affrontare ostacoli significativi, come lo stop alle intercettazioni telefoniche imposto dal GIP nell'estate scorsa. Questo rallentamento ha reso più difficile l'identificazione dei presunti "concorrenti" di Rocchi e Gervasoni nella frode sportiva, ovvero coloro che avrebbero materialmente sollecitato o beneficiato delle designazioni truccate. Tuttavia, il lavoro del PM Ascione non si ferma, concentrandosi ora sull'analisi incrociata di tabulati e sulla ricostruzione dei flussi di comunicazione tra le sedi delle società e i vertici dell'Aia. Il calcio italiano attende con ansia l'esito di questa inchiesta, che potrebbe riscrivere non solo i risultati sportivi di un'intera stagione, ma anche le regole di trasparenza che governano il rapporto tra arbitri e club, in un momento in cui la credibilità del sistema è messa duramente alla prova dai sospetti di corruzione e favoritismo.

Pubblicato Mercoledì, 06 Maggio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 06 Maggio 2026

Marco P.

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