Il mercato dei processori sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Dopo un 2023 segnato da un aumento dei prezzi della memoria, il 2024 si apre con una crescente difficoltà di approvvigionamento di CPU Intel e AMD, in particolare a partire dalla fine di febbraio. I principali produttori di PC segnalano un divario sempre più ampio tra le proprie necessità e la capacità dei fornitori di soddisfare la domanda.
Un produttore di sistemi server ha rivelato che i tempi di attesa per le CPU ordinate, che prima si attestavano su una o due settimane, sono ora saliti a otto o addirittura dodici settimane. In alcuni casi, si parla di attese fino a sei mesi. Questa situazione critica sta mettendo a dura prova l'intera filiera, con ripercussioni sui tempi di consegna e sui costi finali dei prodotti.
Secondo quanto riportato dal Nikkei Asian Review, un produttore di PC gaming prevede un ulteriore peggioramento della situazione tra aprile e giugno. La priorità dei produttori di processori sembra essere orientata verso il segmento server, relegando il mercato PC a un ruolo secondario. Di conseguenza, i produttori di PC riceveranno nel secondo trimestre un numero significativamente inferiore di processori rispetto al primo. La disponibilità limitata rende difficile risolvere il problema semplicemente investendo maggiori risorse finanziarie.
Intel ha confermato di aver comunicato ai clienti una modifica selettiva dei prezzi su determinati prodotti, senza però fornire ulteriori dettagli. AMD, dal canto suo, non ha rilasciato commenti. Questa situazione di incertezza sta spingendo alcuni produttori di PC a esplorare alternative, come l'adozione di processori con architettura Arm. Un produttore ha ammesso di voler ampliare la gamma di modelli basati su Arm a causa della scarsità di CPU Intel e AMD.
Anche Asus ha evidenziato come la carenza di processori x86 stia diventando più acuta nella fascia media di prezzo, poiché Intel e AMD si concentrano sulla fornitura di modelli più costosi. Parallelamente, Asus sta accelerando la transizione verso soluzioni basate su Arm per i propri PC, con una quota di soluzioni Copilot PC che utilizzano processori Arm salita al 30%, rispetto a poco più del 20% alla fine dello scorso anno.
Nel 2023, i processori x86 rappresentavano l'85% del mercato PC e il 78% del segmento server. Tuttavia, l'architettura Arm sta guadagnando terreno, con aziende come Nvidia, MediaTek, Qualcomm e Apple che offrono soluzioni per server e PC. Recentemente, anche Arm ha presentato i propri processori AGI per applicazioni server, entrando in un mercato finora inesplorato.
Un produttore di server ha previsto un aumento della domanda del 15% nel settore dei sistemi general-purpose, mentre la capacità di Intel di soddisfare tale domanda crescerà solo di poche unità percentuali. Di conseguenza, la carenza di processori server è destinata ad aggravarsi. Secondo Counterpoint Research, la domanda di sistemi server general-purpose e sistemi di archiviazione dati è superiore alle previsioni, alimentando ulteriormente la richiesta di CPU.
Intel prevede di aumentare la produzione solo in futuro, ma deve affrontare anche difficoltà con i substrati per i chip. AMD, che si affida a produttori terzi come TSMC, deve competere con altri sviluppatori per l'accesso alle linee di produzione. La produzione di CPU non è redditizia come quella di GPU, e gli ordini di AMD potrebbero non essere considerati prioritari.
I vertici di Intel e AMD hanno riconosciuto l'aumento della domanda di processori server, ma le soluzioni per risolvere la carenza di CPU sembrano ancora lontane. La situazione attuale richiede una maggiore diversificazione delle architetture e un'attenta valutazione delle priorità di produzione per evitare ulteriori ripercussioni sul mercato PC e server.

