Nuove nubi si addensano sull'orizzonte dei PlayStation Studios. A poche settimane dalla chiusura di Bluepoint Games, una decisione che ha suscitato un acceso dibattito tra i videogiocatori, emergono indiscrezioni preoccupanti riguardo al futuro di un altro team interno a Sony: Dark Outlaw Games.
A differenza di Bluepoint Games, noto per i suoi remake di successo come Demon's Souls, Dark Outlaw Games è una software house meno conosciuta, composta da un team di meno di 50 persone. Alla guida di questo studio troviamo un veterano dell'industria videoludica, Jason Blundell, figura di spicco nel mondo di Call of Duty, celebre per aver contribuito in modo significativo alla creazione e allo sviluppo della modalità Zombies.
La storia di Blundell con Sony è già segnata da una precedente interruzione. In passato, infatti, lo sviluppatore aveva interrotto la sua collaborazione con il colosso nipponico quando era a capo di Deviation Games, un altro team che ha subito la chiusura da parte di Sony. La formazione di Dark Outlaw Games risale a circa un anno fa, e le voci che circolano attualmente suggeriscono che Sony non avrebbe concesso allo studio il tempo necessario per portare a termine il progetto in sviluppo. La ragione di questa decisione sembra risiedere nella mancanza di fiducia dei vertici dell'azienda nel lavoro svolto finora.
I rumors, diffusi su piattaforme come ResetEra, non si limitano a Dark Outlaw Games. Si parla anche di possibili licenziamenti che potrebbero coinvolgere le sedi inglesi e americane di PlayStation, sebbene le cifre non sembrerebbero particolarmente elevate. Un altro aspetto interessante riguarda la strategia di Sony nel mercato mobile. Secondo le indiscrezioni, l'azienda potrebbe voler ridurre il proprio impegno in questo settore, concentrandosi esclusivamente sul supporto dei giochi attualmente in sviluppo, tra cui quelli di NCSOFT, Ratchet and Clank e MLB The Show Mobile. Al momento, queste informazioni rimangono nel campo delle speculazioni e non vi è ancora una conferma ufficiale da parte di Sony. Tuttavia, la frequenza con cui emergono queste voci solleva interrogativi sul futuro dei PlayStation Studios e sulla strategia complessiva dell'azienda nel panorama videoludico.

