Il gigante tecnologico Fujitsu ha ufficialmente tracciato la rotta per il suo futuro, segnando la fine di un'epoca storica. Entro il 2035, in coincidenza con il centesimo anniversario dalla sua fondazione, l'azienda con sede a Tokyo cesserà definitivamente ogni attività legata ai mainframe. L'annuncio, arrivato durante un recente briefing per gli investitori guidato dal CEO Takahito Tokita, rappresenta un aggiornamento significativo rispetto ai piani precedentemente comunicati nel 2022, quando il gruppo aveva ipotizzato la fine delle vendite già per il 2030. Questa decisione non è solo un cambio di catalogo, ma una trasformazione profonda dell'identità aziendale di Fujitsu, che si prepara a lasciare a IBM il ruolo di unico fornitore globale superstite di questa tecnologia leggendaria ma sempre più di nicchia.
La transizione dai sistemi mainframe non sarà un semplice abbandono, bensì un'evoluzione verso paradigmi computazionali di nuova generazione. Takahito Tokita ha chiarito che il vuoto lasciato dai mainframe sarà colmato da soluzioni all'avanguardia, come i supercomputer basati sull'intelligenza artificiale che utilizzeranno i processori della famiglia Monaka, oltre allo sviluppo di potenti computer quantistici. La visione di Fujitsu è ora intrinsecamente legata all'Intelligenza Artificiale, intesa non solo come prodotto ma come motore interno di gestione. L'azienda ha già implementato una piattaforma dati standardizzata a livello globale, che dall'anno fiscale corrente servirà a ottimizzare i processi decisionali e le valutazioni manageriali attraverso l'uso di algoritmi proprietari, migliorando drasticamente velocità e qualità operativa.
Sul fronte dei servizi, il brand Uvance rimarrà il pilastro centrale per la consulenza e i servizi IT, ma con un cambio radicale nel modello di business. Fujitsu intende infatti allontanarsi progressivamente dalla tradizionale integrazione di sistemi e dai modelli di fatturazione basati su tariffe orarie. Al loro posto, verrà introdotta una struttura di profitto basata sul valore generato e sui risultati concreti ottenuti per il cliente. Questa mossa mira a garantire una maggiore sostenibilità economica e a stabilizzare i flussi di cassa, eliminando la dipendenza storica dalle entrate concentrate nel quarto trimestre dell'anno fiscale, favorendo una distribuzione più omogenea dei ricavi durante tutto l'esercizio finanziario.
Oltre alla tecnologia e ai modelli finanziari, la rivoluzione di Fujitsu coinvolge anche le risorse umane e le partnership strategiche. Fujitsu Japan ha cessato il reclutamento di massa annuale dei neolaureati, una pratica tipica della cultura aziendale giapponese, per passare a una strategia di acquisizione di talenti con competenze specifiche e immediatamente spendibili. Parallelamente, l'azienda sta intensificando la collaborazione con il settore della difesa del Giappone, un ambito in forte espansione data l'attuale situazione geopolitica in Asia. Questa diversificazione strategica, unita all'investimento massiccio in chip personalizzati e tecnologie quantistiche, posiziona Fujitsu non più come un fornitore di hardware legacy, ma come un attore cruciale nella sovranità tecnologica e nella sicurezza nazionale.
La sfida per il prossimo decennio sarà accompagnare i clienti storici verso la migrazione dei loro carichi di lavoro dai mainframe verso il cloud e le nuove architetture distribuite. Sebbene il 2035 sembri lontano, la complessità di questi sistemi richiede una pianificazione decennale. In questo scenario, l'industria osserva con attenzione le mosse di IBM, che potrebbe trovarsi a gestire un monopolio assoluto su un mercato che, seppur in contrazione, rimane vitale per banche, governi e istituzioni che ancora oggi si affidano alla stabilità impareggiabile del ferro di vecchia scuola. Fujitsu, tuttavia, ha deciso di scommettere sul futuro, puntando tutto sulla velocità dell'innovazione anziché sulla gestione del passato.

