Fujitsu ha annunciato un piano di riduzione del personale nel Regno Unito, prevedendo un taglio di circa il 10% della sua forza lavoro. Questa decisione giunge in un momento particolarmente delicato per l'azienda, già alle prese con le conseguenze dello scandalo legato al software Horizon, fornito a Post Office, e con la conseguente perdita di importanti contratti nel settore pubblico britannico.
Nonostante un afflusso di 280 milioni di sterline dalla sede centrale in Giappone negli ultimi due anni, la divisione britannica di Fujitsu si trova in difficoltà. L'azienda ha dichiarato che, in mancanza di un numero sufficiente di adesioni volontarie al piano di uscita, potrebbe ricorrere a licenziamenti forzati, come riportato da Computer Weekly. L'obiettivo è di ridurre di 425 unità il personale, con particolare impatto sulla divisione UK Delivery, responsabile dei servizi IT e del supporto clienti, dove si prevede un taglio di 270 posizioni. Tuttavia, la riorganizzazione coinvolgerà tutti i dipartimenti.
Le difficoltà di Fujitsu UK sono strettamente connesse allo scandalo del software Horizon, che ha causato gravi problemi a centinaia di impiegati postali, ingiustamente accusati di ammanchi finanziari a causa di errori nel sistema. Questo ha portato alla perdita di una quota significativa di commesse nel settore pubblico e a difficoltà nell'ottenere nuovi contratti, sia pubblici che privati. A gennaio, il direttore operativo aveva già richiesto una riduzione dei costi del 10%.
Un ulteriore colpo è stato la perdita del contratto da 245 milioni di sterline con l'HMRC (l'agenzia delle entrate britannica), che ha già interessato un centinaio di dipendenti. Parte di questi sarà trasferita al nuovo fornitore, Netcompany, tramite il meccanismo di tutela dei diritti dei lavoratori (TUPE), mentre altri saranno licenziati.
In seguito alla vasta eco mediatica suscitata dal caso Horizon, Fujitsu ha volontariamente rinunciato a partecipare a nuove gare d'appalto pubbliche fino alla conclusione delle indagini, prevista non prima della fine del 2026. L'azienda è stata duramente criticata dai parlamentari britannici per non aver ancora definito l'ammontare dei fondi da destinare al risarcimento delle vittime dello scandalo, che ha già comportato costi per miliardi di sterline a carico dei contribuenti.
Alcuni hanno definito Fujitsu un "parassita" e richiesto il pagamento di centinaia di milioni di sterline per i danni causati. Pur non negando le responsabilità di altri soggetti coinvolti, come i vertici di Post Office e le autorità giudiziarie, è stato sottolineato come Fujitsu abbia di fatto manipolato i dati contabili dei dipendenti postali, negando inizialmente tale condotta e successivamente colludendo con i dirigenti di Post Office per ottenere condanne ingiuste. Migliaia di cittadini britannici ingiustamente condannati non hanno ancora ricevuto un adeguato risarcimento, mentre Post Office e Fujitsu continuano a scaricarsi reciprocamente la responsabilità.
La situazione rimane complessa e in evoluzione, con forti ripercussioni sull'immagine e sulla credibilità di Fujitsu nel Regno Unito. L'azienda dovrà affrontare sfide significative per ricostruire la fiducia e recuperare la sua posizione nel mercato britannico.

