Force of Nature: la moto a vapore da record che sfida le leggi della fisica a Santa Pod

L'ingegnere Graham Sykes riscrive la storia della velocità con un bolide capace di toccare i 338 kmh sfruttando la spinta supersonica del vapore acqueo

Force of Nature: la moto a vapore da record che sfida le leggi della fisica a Santa Pod

Il mondo del drag racing ha assistito a un evento senza precedenti durante l'ultima edizione del Festival of Power, tenutosi presso lo storico circuito di Santa Pod Raceway a Podington, nella contea del Bedfordshire, in Inghilterra. In questa cornice leggendaria, nota per ospitare i veicoli più veloci del pianeta, una creazione ingegneristica unica chiamata Force of Nature ha lasciato il pubblico e gli esperti a bocca aperta. Non si tratta di una comune moto da corsa, bensì di un prodigio della tecnica alimentato esclusivamente a vapore, capace di prestazioni che sfidano la logica dei motori a combustione interna e si avvicinano a quelle dei jet a reazione.

La Force of Nature è stata concepita e realizzata da Graham Sykes, un ingegnere di 62 anni originario del North Yorkshire, che insieme alla moglie Diane ha dedicato oltre sei anni di lavoro incessante nel proprio laboratorio privato per perfezionare questo mostro di potenza. Durante le prove di accelerazione, il bolide ha coperto la distanza dei 402 metri (il classico quarto di miglio) in soli 5,503 secondi, raggiungendo una velocità di uscita di quasi 311 km/h. Questo risultato straordinario la colloca come la seconda motocicletta più veloce al mondo su tale distanza, battuta solo dai prototipi a reazione alimentati a perossido di idrogeno. Tuttavia, è sulla distanza di 201 metri (un ottavo di miglio) che la creazione di Sykes ha mostrato la sua vera natura, fermando il cronometro a 3,258 secondi con una velocità di punta di quasi 338 km/h, stabilendo il record mondiale assoluto per un veicolo a vapore.

La tecnologia alla base di questo successo è lontana anni luce dalle vecchie locomotive del XIX secolo. Il cuore pulsante della Force of Nature è un serbatoio ad alta pressione contenente 120 litri di acqua deionizzata e ultra-distillata. Per preparare il lancio, l'acqua viene riscaldata fino alla temperatura critica di 260 °C utilizzando un apparato esterno soprannominato Mothership, un bruciatore a cherosene purificato da 44 kW. All'interno del serbatoio, la pressione interna raggiunge le 50 atmosfere. Quando Graham Sykes, in sella al veicolo, preme il pulsante di attivazione sul manubrio, si aprono delle valvole azionate ad azoto che rilasciano l'acqua attraverso un ugello posteriore a velocità supersoniche. In quel preciso istante, l'acqua surriscaldata si trasforma istantaneamente in vapore, espandendosi di 1620 volte il suo volume originale. Questo processo genera una spinta brutale, descritta dai presenti come un vero e proprio boato sonico, con un consumo di circa 40 litri di acqua al secondo.

Gestire una tale potenza richiede una struttura ciclistica all'avanguardia. La moto, giunta ora alla sua quinta fase di sviluppo, presenta un telaio notevolmente allungato e carenature in fibra di carbonio studiate per garantire la massima stabilità aerodinamica. La posizione di guida è stata ridisegnata per permettere al pilota di resistere a una forza di accelerazione spaventosa, pari a 6 g, una sollecitazione fisica che mette a dura prova anche gli atleti più preparati. Non esiste una manopola del gas nel senso tradizionale: una volta che il flusso di vapore viene innescato, la spinta è costante e totale fino all'esaurimento della riserva idrica nel serbatoio. Il pilota deve semplicemente mantenere il veicolo in traiettoria mentre viene letteralmente sparato lungo la pista di Santa Pod.

Nonostante l'incredibile efficienza dimostrata in pista, Graham Sykes ha chiarito che la Force of Nature non vedrà mai un'applicazione stradale. I rischi intrinseci legati alla gestione di acqua a temperature e pressioni così elevate, uniti alla pericolosità del getto di vapore in uscita, rendono questo mezzo un esperimento puro dedicato esclusivamente alla ricerca del record. Tuttavia, il team non intende fermarsi qui. L'obiettivo dichiarato per le prossime sessioni di test nel 2024 e oltre è quello di abbattere il muro dei 5 secondi nel quarto di miglio, un traguardo che proietterebbe definitivamente il vapore nell'olimpo delle tecnologie di propulsione estrema. La sfida lanciata da Sykes dimostra come, con passione e ingegno, sia possibile reinterpretare tecnologie storiche per raggiungere vette di velocità che fino a pochi anni fa erano considerate impossibili per un motore non a scoppio. Il Regno Unito si conferma così ancora una volta la culla di un'ingegneria audace e visionaria, capace di trasformare l'acqua in una forza inarrestabile.

Pubblicato Lunedì, 27 Aprile 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Lunedì, 27 Aprile 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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