Windows 10, il supporto diventa un lusso: raddoppia il costo del programma ESU nel 2026

Con l'inizio del secondo anno di aggiornamenti di sicurezza estesi, le aziende affrontano costi raddoppiati mentre Windows 11 consolida la sua egemonia globale

Windows 10, il supporto diventa un lusso: raddoppia il costo del programma ESU nel 2026

Il panorama informatico globale sta attraversando una fase di transizione critica mentre ci avviciniamo alla fine di ottobre 2026. Questo periodo segna ufficialmente la conclusione del primo anno e l'inizio del secondo per il programma Extended Security Updates (ESU) di Windows 10, il sistema operativo che ha dominato il mercato per un decennio. Dopo la cessazione del supporto ufficiale avvenuta il 14 ottobre 2025, Microsoft aveva offerto alle aziende un'ancora di salvezza per mantenere i propri sistemi protetti contro le vulnerabilità emergenti. Tuttavia, come ampiamente previsto dai piani pluriennali di Redmond, il costo di questa protezione sta per subire un incremento drastico, passando dai 61 dollari del primo anno ai 122 dollari per dispositivo per il secondo anno di copertura.

Questo raddoppio del canone non è solo una scelta commerciale, ma una chiara strategia di pressione economica volta a spingere le organizzazioni verso Windows 11. I dati più recenti forniti dalla piattaforma di analisi Statcounter, che monitora oltre un milione di siti web in tutto il mondo, mostrano che questa strategia sta dando i suoi frutti. La quota di mercato di Windows 11 ha raggiunto un impressionante 71,5%, segnando un distacco netto rispetto al 27,77% ancora detenuto da Windows 10. Sebbene queste cifre siano stime basate sul traffico web e non dati ufficiali rilasciati direttamente da Microsoft, esse delineano un trend inarrestabile: la migrazione di massa è ormai in una fase avanzata, consolidata dal timore delle aziende di gestire infrastrutture vulnerabili o eccessivamente costose.

La situazione presenta sfumature interessanti a seconda della geografia e della tipologia di utente. All'interno dello Spazio Economico Europeo (SEE), le normative sulla protezione dei dati e la concorrenza hanno permesso un accesso più fluido agli aggiornamenti di sicurezza. Al contrario, nel resto del mondo, gli utenti privati che non desiderano passare al nuovo sistema devono ricorrere a metodi alternativi per mantenere un livello minimo di sicurezza, come l'accumulo di punti tramite Microsoft Rewards o l'integrazione forzata con i servizi cloud attraverso Windows Backup. Per il settore enterprise, tuttavia, non esistono scorciatoie: l'aumento dei costi del programma ESU rappresenta una voce di bilancio che inizia a pesare gravemente, specialmente per le medie imprese che gestiscono parchi macchine di centinaia di unità.

Ma perché quasi un terzo del mercato resiste ancora su un sistema operativo tecnicamente superato? Le ragioni sono radicate nella complessità dell'hardware moderno. Molte aziende si trovano intrappolate dall'obbligo di utilizzare apparecchiature specializzate o macchinari industriali i cui driver non sono compatibili con i requisiti di sicurezza di Windows 11, come il chip TPM 2.0. In questi contesti, la sostituzione del software implicherebbe la sostituzione di hardware costosissimo, rendendo i 122 dollari del canone ESU un male minore rispetto a un investimento milionario. Secondo un'analisi dettagliata condotta da Lansweeper, una società leader nella gestione degli asset IT, i sistemi che ancora eseguono Windows 10 oggi sono i più 'resilienti' e difficili da aggiornare. Si tratta dello zoccolo duro dell'informatica industriale e medica, dove la stabilità operativa prevale sull'innovazione estetica.

Lansweeper suggerisce che il raddoppio dei costi provocherà un piccolo 'picco' di migrazioni residue nei prossimi mesi del 2026, poiché molte aziende avevano pianificato l'aggiornamento proprio in coincidenza con questo aumento tariffario. Per chi rimarrà, il costo del supporto diventerà una sorta di 'tassa sull'inerzia', un costo operativo inevitabile legato a cicli di vita dell'hardware che non coincidono con quelli del software. Mentre il mercato guarda già alle innovazioni introdotte dall'intelligenza artificiale e dai Copilot+ PC, una parte significativa del mondo produttivo continua a lottare con il lascito di Windows 10, cercando un equilibrio precario tra sicurezza informatica e sostenibilità finanziaria. La domanda per il 2027 rimane aperta: quanto sono disposte a pagare le aziende quando il costo triplicherà ulteriormente?

Pubblicato Mercoledì, 07 Ottobre 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 07 Ottobre 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


Consulta tutti gli articoli di Anna S.

Footer
Articoli correlati
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Infogioco.it - Sconti