Nonostante un inizio di stagione 2026 da incorniciare, con due vittorie su tre gare, Andrea Kimi Antonelli si trova a dover affrontare un problema inatteso: le partenze. Il giovane talento bolognese, leader del Mondiale di F1, ha infatti sbagliato tre partenze su quattro (considerando anche la Sprint in Cina), mettendo in luce una criticità che potrebbe compromettere il suo cammino verso il titolo. La Mercedes, pur soddisfatta dei risultati ottenuti, è consapevole che questo aspetto deve essere affrontato e risolto al più presto.
Toto Wolff, team principal della Mercedes, ha commentato la vittoria di Antonelli in Giappone con un misto di gioia e preoccupazione: "Toto era molto felice per la vittoria. Ma mi darà un calcio nel sedere per la partenza che ho fatto". Queste parole sottolineano l'importanza delle partenze nel contesto della Formula 1, dove ogni dettaglio può fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Antonelli stesso è consapevole della necessità di migliorare in questo aspetto, riconoscendo che gli errori commessi finora sono stati determinati da diverse cause.
In Australia, ad esempio, il problema è stato legato alla batteria, che non gli ha permesso di effettuare i burn out necessari per scaldare le gomme posteriori. "Ho avuto un problema, non ho neanche potuto fare burn out mentre arrivavo in griglia perché non avevo potenza ed ero molto preoccupato perché la macchina non rispondeva quando andavo a spingere sull'acceleratore. Dopo mi sono fermato nella casella e quando ho messo la modalità motore e ho visto zero sulla batteria, mi sono un po' spaventato", ha spiegato Antonelli. Questo inconveniente ha messo in evidenza i punti di forza della Ferrari in partenza, un aspetto su cui Mercedes sta lavorando per colmare il divario.
In Cina, durante la Sprint, un'incomprensione con il suo ingegnere di pista, Peter Bonnington, ha portato alla selezione errata delle mappature per la partenza, compromettendo irrimediabilmente la sua performance. Questo errore è costato ad Antonelli un via disastroso, seguito da un contatto con Hadjar e una penalità di 10 secondi. Infine, in Giappone, il problema è stato legato al rilascio della frizione, avvenuto in modo troppo brusco e causando lo slittamento delle ruote posteriori. "Devo dire che in Giappone la domenica non mi sono goduto la vittoria come volessi perché ero incavolato per la partenza. Sicuramente ero consapevole di essere stato molto fortunato nonostante ciò. Ero contento di come fossi riuscito a sfruttare l'occasione e anche del passo in gara. Però ero molto arrabbiato per la partenza, perché è stata una roba scioccante proprio, da mani nei capelli. Ci sto già lavorando", ha ammesso Antonelli.
Nonostante questi problemi, Antonelli ha dimostrato di possedere un talento eccezionale e una grande capacità di adattamento. La sua vittoria in Giappone, ottenuta nonostante una partenza difficile, ne è la prova. Tuttavia, è fondamentale che il giovane pilota risolva al più presto i suoi problemi al via, per poter competere al meglio con avversari agguerriti come George Russell e per non vanificare il potenziale della sua Mercedes W17. Antonelli sta lavorando duramente per affinare la procedura di partenza, analizzando i dati, effettuando simulazioni e confrontandosi con i suoi ingegneri. Ha persino chiesto di ricevere a casa il volante con i suoi settaggi, per poter provare diverse soluzioni e trovare un sistema affidabile.
Il mese di pausa che la Formula 1 si sta concedendo in aprile rappresenta per Antonelli un'opportunità preziosa per concentrarsi su questo aspetto e prepararsi al meglio per le prossime gare. Come ha sottolineato lo stesso pilota: "Penso di aver rilasciato la frizione troppo rapidamente, più di quanto avrei dovuto. Inoltre avevo anche le gomme un po' più fredde, quindi sono andato oltre il grip che avevo a disposizione e ho perso tante posizioni". La determinazione e l'impegno di Antonelli fanno ben sperare per il futuro. Se il giovane pilota riuscirà a risolvere i suoi problemi al via, potrà sicuramente dire la sua nella lotta per il titolo mondiale e confermare il suo status di talento emergente della Formula 1. La Mercedes confida in lui e lo sostiene in questo percorso di crescita, consapevole di avere tra le mani un potenziale campione.

