Naughty Dog e il segreto di Uncharted: perché fu preferito il remake di The Last of Us

Nuovi leak confermano l'esistenza di un prototipo di Drake's Fortune scartato per la troppa complessità tecnica rispetto a Joel ed Ellie.

Naughty Dog e il segreto di Uncharted: perché fu preferito il remake di The Last of Us

Nel panorama videoludico contemporaneo, poche aziende godono del prestigio e dell'influenza di Naughty Dog. Tuttavia, anche i giganti del settore devono compiere scelte strategiche dolorose, spesso dettate da equilibri sottili tra visione creativa e fattibilità tecnica. Recentemente, nuove e schiaccianti prove sono emerse riguardo a quello che molti fan sospettavano da tempo: l'esistenza di un progetto, poi naufragato, per un remake completo di Uncharted: Drake's Fortune. Sebbene oggi il pubblico associ l'era moderna dello studio al perfezionamento tecnico di The Last of Us Parte I, i piani originali della Sony Interactive Entertainment sembravano puntare inizialmente verso il ritorno alle origini per Nathan Drake.

Le rivelazioni più recenti arrivano dal noto dataminer Thekempy, una figura ormai centrale nella documentazione storica dei titoli di punta di PlayStation Studios. Attraverso un'analisi meticolosa del codice di The Last of Us Parte II, sono stati rinvenuti asset e frammenti di script che non appartengono all'universo di Joel ed Ellie, bensì a quello del primo storico Uncharted uscito originariamente su PlayStation 3. Questi file non erano semplici rimasugli di produzione, ma veri e propri test condotti utilizzando il motore grafico più avanzato dello studio, suggerendo che tra il 2018 e il 2019 lo sviluppo fosse già entrato in una fase embrionale ma concreta.

Secondo quanto approfondito nel podcast Last Stand Media dal giornalista Colin Moriarty, il progetto era stato inizialmente affidato al Visual Art Support Group, uno studio interno di San Diego specializzato nel supporto tecnico e nelle animazioni per le grandi produzioni Sony. L'idea era quella di modernizzare il debutto di Nathan Drake, portando l'esperienza del 2007 agli standard qualitativi visti in Uncharted 4: Fine di un Ladro. Tuttavia, la collaborazione tra il gruppo di supporto e Naughty Dog ha presto fatto emergere delle criticità insormontabili. Come già accennato in passato da Jason Schreier in alcune sue inchieste giornalistiche, il lavoro richiesto per aggiornare il primo Uncharted si è rivelato immensamente superiore alle aspettative iniziali.

La discrepanza principale risiedeva nel gameplay e nel design dei livelli. Mentre The Last of Us, uscito nel 2013, possedeva già una struttura narrativa e meccaniche di gioco molto vicine agli standard moderni, Uncharted: Drake's Fortune mostrava i segni del tempo in modo molto più evidente. Le sparatorie, il sistema di copertura e l'esplorazione verticale del primo capitolo avrebbero richiesto non un semplice restauro estetico, ma una ricostruzione totale da zero. Al contrario, il remake di The Last of Us si presentava come una sfida più gestibile e fluida, permettendo al team di concentrarsi sul perfezionamento dei dettagli senza dover stravolgere il cuore pulsante dell'opera originale.

Uno dei dettagli più affascinanti emersi dalle ricerche di Thekempy riguarda una specifica demo tecnica che era stata effettivamente completata. Si tratta della celebre sequenza iniziale in cui Nate ed Elena volano verso l'isola a bordo dell'aereo di Sully, prima di essere abbattuti e costretti al lancio con il paracadute. Questa scena era stata interamente renderizzata con la tecnologia di Uncharted 4, servendo come "proof of concept" per convincere i vertici di Sony della validità del progetto. Nonostante l'impatto visivo straordinario, la direzione dello studio ha preferito dirottare tutte le risorse su The Last of Us Parte I, ritenendolo un investimento più sicuro e coerente con la strategia cross-mediale che stava prendendo forma in quegli anni.

Oggi, nel 2026, a dieci anni esatti dalla conclusione ufficiale della saga con Fine di un Ladro, il dibattito sul futuro di Uncharted rimane più acceso che mai. Sebbene il remake sia stato messo in pausa o cancellato per dare priorità a The Last of Us, l'esistenza di quegli asset dimostra che l'interesse per la serie non è mai del tutto svanito nei corridoi di Santa Monica. La decisione di Naughty Dog riflette una tendenza dell'industria videoludica moderna: la ricerca della perfezione assoluta spesso richiede di sacrificare progetti che necessiterebbero di troppi compromessi o di una modernizzazione troppo radicale per essere considerata profittevole in tempi brevi.

In conclusione, mentre i fan continuano a sperare in un ritorno trionfale di Nathan Drake, queste nuove prove archeologiche digitali ci offrono uno sguardo raro sui processi decisionali di uno dei team più talentuosi al mondo. Il remake di Uncharted non è stato scartato per mancanza di amore verso il brand, ma per una lucida analisi delle sfide tecnologiche. Resta il rammarico per quello che avrebbe potuto essere un ritorno spettacolare alle origini dell'avventura, ma la storia dei videogiochi insegna che nessun grande franchise rimane mai sepolto troppo a lungo, specialmente quando il suo DNA continua a scorrere segretamente nei motori grafici dei suoi successori.

Pubblicato Martedì, 30 Giugno 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Martedì, 30 Giugno 2026

Marco P.

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Editore professionista appassionato di sport come calcio, padel, tennis e tanto altro. Sarò il vostro aggiornamento quotidiano sulle nuove release di giochi nel mondo delle slot machine da casino sia fisico che online e inoltre, anche cronista sportivo.


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