Brutte notizie potrebbero profilarsi all'orizzonte per gli abbonati a Xbox Game Pass. Secondo autorevoli indiscrezioni, Microsoft starebbe valutando la rimozione di Call of Duty dal catalogo day one del suo servizio in abbonamento. Una decisione, se confermata, che scuoterebbe dalle fondamenta il modello economico e l'attrattiva stessa del Game Pass.
A lanciare l'allarme è Jez Corden di Windows Central, figura sempre ben informata sulle vicende di casa Xbox. Nel suo ultimo intervento sul canale YouTube, Corden ha spiegato come l'inserimento di un colosso come Call of Duty all'interno di un abbonamento mensile stia generando una distorsione degli equilibri finanziari del servizio. Il problema, in sostanza, è che il franchise di Activision, ora sotto l'egida di Microsoft, assorbe una fetta eccessiva dei ricavi generati dagli abbonamenti, limitando le risorse disponibili per investire in nuovi contenuti e sostenere la crescita del Game Pass.
Ma non è tutto. Sempre secondo Corden, l'effetto perverso si estenderebbe anche alle vendite dirette del gioco. La possibilità di accedere a Call of Duty tramite abbonamento disincentiverebbe l'acquisto individuale del titolo, erodendo ulteriormente i margini di guadagno. "Game Pass ha distrutto il modello di business di Call of Duty in modo piuttosto negativo", ha sentenziato il giornalista, sottolineando come i dati sui ricavi sarebbero già in calo.
Di fronte a questo scenario, Microsoft starebbe vagliando diverse opzioni. Una delle ipotesi più accreditate è l'introduzione di un nuovo livello di abbonamento, una sorta di "super tier" premium, dedicato ai grandi giochi live service come appunto Call of Duty. Questo pacchetto, ovviamente, avrebbe un costo superiore rispetto al piano base, che tornerebbe ad essere più accessibile e focalizzato su un'offerta di titoli meno blasonati. Un modello, per intenderci, simile a quello adottato da piattaforme di streaming come Netflix o Disney+, che riservano i contenuti più esclusivi a piani di abbonamento specifici.
Ma la vera bomba Corden la sgancia quando affronta direttamente la possibilità della rimozione di Call of Duty dal Game Pass: "Se lo tolgono da Game Pass quest'anno, cosa che dalle mie fonti risulta possibile, penso che questo rivelerebbe alcune crepe nella strategia". Parole che suonano come un campanello d'allarme, e che mettono in discussione la sostenibilità a lungo termine del modello Game Pass con l'inclusione di titoli di tale portata.
Parallelamente, Microsoft starebbe lavorando anche ad altre novità per la piattaforma Xbox, in particolare per quanto riguarda il sistema degli Achievement. Tra le modifiche in arrivo, si vocifera di nuove opzioni di personalizzazione per le notifiche, la possibilità di mettere in risalto i giochi completati al 100% e persino la facoltà di nascondere dalla bacheca pubblica i titoli di cui non si va particolarmente fieri. Insomma, un restyling completo per rendere l'esperienza di gioco ancora più coinvolgente e personalizzata.
In definitiva, il quadro che emerge è quello di una Microsoft alle prese con una profonda riflessione strategica sul futuro del Game Pass. La gestione di un catalogo così ricco e variegato, che include titoli dal peso commerciale enorme, si sta rivelando più complessa del previsto. Le scelte che verranno prese nei prossimi mesi potrebbero ridisegnare il valore percepito dell'abbonamento da parte degli utenti, e determinare il successo o il fallimento di una formula che ha rivoluzionato il mondo dei videogiochi.

