Sony chiude definitivamente Destruction AllStars: tramonta un'altra esclusiva PS5

Il colosso giapponese stacca la spina ai server e rimuove il titolo dal PS Store, confermando le difficoltà della strategia live service

Sony chiude definitivamente Destruction AllStars: tramonta un'altra esclusiva PS5

Il panorama dei titoli live service di Sony Interactive Entertainment subisce un altro duro colpo, segnando la fine di un'era per uno dei progetti più chiacchierati dell'attuale generazione. In queste ore, la multinazionale del Giappone ha confermato ufficialmente la chiusura definitiva di Destruction AllStars, l'arcade racing basato sul combattimento tra veicoli sviluppato dallo studio britannico Lucid Games. La notizia non giunge del tutto inaspettata per gli osservatori più attenti, ma colpisce per la perentorietà con cui il titolo è stato rimosso dal PlayStation Store, insieme alla sua valuta premium, i punti distruzione, senza alcun preavviso significativo per l'utenza rimasta.

Lanciato originariamente nel febbraio 2021, il gioco avrebbe dovuto rappresentare una delle punte di diamante del lancio di PlayStation 5. Inizialmente previsto come titolo a prezzo pieno di 70 euro, fu poi posticipato e offerto gratuitamente agli abbonati PlayStation Plus nel tentativo di costruire rapidamente una base di giocatori solida. Nonostante l'idea ambiziosa di fondere il parkour a piedi con la distruzione automobilistica in arene futuristiche, Destruction AllStars non è mai riuscito a conquistare il cuore del grande pubblico, ricevendo recensioni tiepide dalla critica e faticando a mantenere un numero di utenti attivi sufficiente a giustificare i costi di manutenzione dei server.

Le motivazioni ufficiali addotte da Sony per la chiusura definitiva risiedono in continui e insormontabili problemi tecnici che hanno afflitto l'infrastruttura di rete. Già a partire dall'estate del 2024, numerosi utenti avevano segnalato l'impossibilità di accedere ai match multiplayer, con tempi di matchmaking infiniti e crash di sistema frequenti. In questo 2026, la situazione è diventata insostenibile, portando i vertici di Sony Interactive Entertainment a prendere la decisione più drastica. Mentre le funzionalità online sono state disabilitate immediatamente, le modalità per giocatore singolo rimarranno accessibili fino al 25 novembre, data oltre la quale resteranno disponibili solo le sfide della modalità arcade, sebbene la stessa azienda abbia ammesso di non poter garantire il corretto funzionamento del software nel lungo periodo.

Questo fallimento si inserisce in un contesto più ampio di revisione strategica per il colosso nipponico. Negli ultimi anni, Sony ha cancellato o chiuso circa dieci progetti legati ai giochi come servizio, cercando disperatamente la formula magica per replicare successi come quelli della concorrenza. Il caso di Destruction AllStars segue a ruota il clamoroso flop di Concord, rimosso dal mercato dopo sole due settimane dal rilascio, e le incertezze che circondano altri progetti ambiziosi come Marathon di Bungie, che non ha ancora soddisfatto appieno le aspettative interne durante le fasi di test. La difficoltà di Lucid Games nel gestire un'economia in-game sostenibile e nel fornire aggiornamenti costanti ha evidenziato quanto sia complesso competere in un mercato saturo di giganti.

Analizzando il percorso di Destruction AllStars, emerge chiaramente come il passaggio dal modello premium al modello budget da 20 euro, avvenuto poco dopo il lancio, non sia bastato a risollevare le sorti di una proprietà intellettuale che mancava di una forte identità narrativa o di un gameplay loop capace di creare dipendenza. Gli appassionati del genere nel Regno Unito e in tutto il mondo vedono oggi svanire l'ennesima esclusiva che avrebbe dovuto dimostrare la versatilità dell'hardware di PlayStation 5. La rimozione improvvisa dal negozio digitale solleva inoltre nuovi interrogativi sulla conservazione dei videogiochi nell'era del digitale puro, lasciando chi ha investito tempo e denaro nel titolo con un pugno di mosche.

Nonostante queste battute d'arresto, la dirigenza di Sony non sembra intenzionata ad abbandonare totalmente il settore dei live service, sebbene l'approccio stia diventando molto più cauto e selettivo. La chiusura di Destruction AllStars funge da monito per l'intera industria: la potenza del marchio PlayStation e la qualità tecnica di base non sono più sufficienti a garantire la longevità di un prodotto se non supportate da un'infrastruttura impeccabile e da una community vibrante e ascoltata. Il futuro vedrà probabilmente una maggiore concentrazione sulle esperienze single-player di alto profilo, marchio di fabbrica di Sony, con incursioni nel multiplayer solo quando la qualità e la tenuta tecnologica saranno garantite ai massimi livelli mondiali.

Pubblicato Mercoledì, 27 Maggio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 27 Maggio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


Consulta tutti gli articoli di Anna S.

Footer
Articoli correlati
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Infogioco.it - Sconti