Cesc Fabregas e la rivoluzione Como: l'identità di un club che sfida le grandi del calcio

Dal palco di Trento, il tecnico spagnolo racconta la scalata dei lariani tra filosofia di gioco propositiva, impatto turistico e il sogno di un vivaio tutto italiano

Cesc Fabregas e la rivoluzione Como: l'identità di un club che sfida le grandi del calcio

La nona edizione del Festival dello Sport di Trento si è trasformata in un palcoscenico d'eccezione per Cesc Fabregas, l'uomo che ha saputo trasformare il Como 1907 da una scommessa ambiziosa a una realtà consolidata del calcio europeo. Il 4 ottobre 2026 resterà impresso come il momento in cui la filosofia lariana ha trovato la sua definitiva consacrazione pubblica, non solo per i risultati sul campo ma per la profondità di un progetto che abbraccia sport, economia e cultura. Durante il suo intervento, il tecnico spagnolo ha voluto sottolineare come il percorso intrapreso dal club non sia frutto del caso o di una spesa folle, ma di una visione strategica che fonde sincerità d'intenti e un'identità tattica quasi dogmatica. Quando parliamo del Como oggi, non parliamo solo di una squadra di calcio, ma di un fenomeno sociale che sta ridisegnando i confini tra sport e promozione territoriale nella regione della Lombardia, portando il nome della città in tutto il mondo grazie a un brand diventato sinonimo di eleganza e competitività.

Secondo Fabregas, il segreto risiede nella chiarezza del progetto iniziale presentato dalla proprietà, la famiglia Hartono. Fin dai primi contatti, la trasparenza è stata la base su cui costruire una struttura capace di guardare oltre il risultato immediato della domenica. La crescita della società è palpabile in ogni settore, dal miglioramento delle infrastrutture dello stadio Giuseppe Sinigaglia, ormai diventato un gioiello architettonico sulle rive del lago, alla modernizzazione dei centri d'allenamento. Questo processo ha permesso alla squadra di scendere in campo con una convinzione che va oltre la semplice tattica: si tratta di una mentalità europea trapiantata sulle rive del Lario. Il tecnico ha spiegato con estrema lucidità che la differenza nel calcio moderno non la fa solo il vincere, ma il modo in cui ci si propone agli avversari e al pubblico. Il suo Como gioca per dominare, per creare spettacolo e per attrarre un pubblico che non è più composto solo da tifosi storici, ma da turisti internazionali che arrivano in Italia per vivere l'esperienza della partita unita alla bellezza del paesaggio circostante, generando un indotto economico senza precedenti per il territorio.

Uno dei temi più caldi e dibattuti durante l'incontro a Trento è stato quello dell'internazionalizzazione della rosa e del numero di calciatori stranieri presenti nel campionato di Serie A. Fabregas ha difeso con vigore le scelte del club, ricordando con orgoglio che la promozione storica avvenuta nel 2024 è stata ottenuta con un gruppo composto per il 95% da calciatori italiani. Tuttavia, il salto di qualità richiesto dai palcoscenici internazionali e dalle competizioni continentali ha imposto una ricerca di talenti su scala globale. Il tecnico ha ammesso che il mercato italiano offre profili di altissimo livello che lui stesso ammira profondamente, ma ha anche evidenziato le difficoltà economiche e strutturali nel concludere determinate operazioni in un mercato sempre più inflazionato. La risposta della società non è stata però quella di abbandonare l'identità nazionale, bensì di investire pesantemente nelle squadre Under e nel settore giovanile. L'obiettivo dichiarato per le prossime stagioni è quello di produrre internamente i futuri campioni della Nazionale Italiana, creando un ponte diretto tra la cantera lariana e la prima squadra, garantendo così una sostenibilità tecnica ed economica sul lungo periodo.

L'identità di gioco del Como, descritta da Fabregas come propositiva, coraggiosa e votata all'attacco, ha avuto un impatto diretto anche sulla percezione esterna del club. La visibilità globale garantita da uno stile di gioco così riconoscibile e dalla presenza di figure carismatiche ha incrementato il flusso turistico, rendendo ogni match casalingo un evento di portata mondiale trasmesso in decine di paesi. Il tecnico ha ribadito un concetto fondamentale che guida il suo lavoro quotidiano: la preparazione di ogni singola partita avviene partendo dall'essenza della propria squadra, mai solo in funzione dell'avversario. 'Prima di ogni match mi chiedo come voglio perdere, eventualmente', ha dichiarato provocatoriamente, per spiegare che preferisce uscire dal campo sconfitto ma fedele ai propri principi piuttosto che snaturarsi per strappare un punto fortunoso. Questa coerenza è ciò che rende il Como una delle squadre più ammirate del panorama calcistico attuale, capace di attirare le simpatie di chi ama il calcio estetico e organizzato, richiamando alla mente le grandi dinastie del calcio spagnolo e inglese adattate al contesto tattico della Serie A.

Guardando al futuro, la sfida per Fabregas e per la dirigenza guidata da Mirwan Suwarso è quella di mantenere questa traiettoria di crescita senza perdere l'umiltà e il contatto con la realtà locale che ha caratterizzato i primi passi del progetto. Il consolidamento nelle zone alte della classifica e le ambizioni di trofei richiedono un equilibrio perfetto tra innovazione tecnologica, scouting avanzato basato sui dati e gestione delle risorse umane. Il tecnico spagnolo si sente ormai parte integrante di questa famiglia e ha ribadito il suo impegno a lungo termine per far sì che il Como non sia una meteora passeggera, ma un pilastro del calcio italiano del futuro. La conclusione del suo intervento a Trento è stata un inno alla sportività e alla cultura del lavoro: se un avversario si dimostra superiore nonostante l'applicazione del sistema lariano, il primo a fare i complimenti sarà proprio lui, perché il rispetto per il gioco e per l'avversario rimane il valore supremo della sua gestione tecnica. In questo scenario, il 2026 si conferma l'anno della piena maturità per un club che ha saputo sognare in grande restando con i piedi ben piantati nel terreno fertile della propria identità, dimostrando che con la sincerità e il lavoro si può riscrivere la storia del calcio di provincia.

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Pubblicato Lunedì, 05 Ottobre 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Lunedì, 05 Ottobre 2026

Marco P.

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Editore professionista appassionato di sport come calcio, padel, tennis e tanto altro. Sarò il vostro aggiornamento quotidiano sulle nuove release di giochi nel mondo delle slot machine da casino sia fisico che online e inoltre, anche cronista sportivo.


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