La festa per la conquista del ventunesimo scudetto non ha ancora smesso di riecheggiare tra le mura di Appiano Gentile e lungo le strade di Milano, ma per il capitano dell'Inter, Lautaro Martinez, il tempo dei festeggiamenti deve ora lasciare spazio a quello della concentrazione più estrema. "El Toro", l'uomo simbolo di questa cavalcata trionfale, ha un chiodo fisso nella mente: il doblete. Non si tratta solo di sollevare un altro trofeo, ma di consolidare un'egemonia nazionale che vedrebbe i nerazzurri trionfare sia in Serie A che in Coppa Italia, un traguardo che darebbe una dimensione storica ancora più profonda alla gestione tecnica di Cristian Chivu e alla leadership dell'argentino sul campo e nello spogliatoio.
La sfida di sabato prossimo allo Stadio Olimpico contro la Lazio rappresenta molto più di una semplice formalità di campionato. Sebbene la classifica non abbia più nulla da chiedere a un'Inter già laureatasi campione d'Italia con largo anticipo, per Lautaro Martinez ogni minuto trascorso sul terreno di gioco è vitale in questo momento della stagione. Il capitano viene da un periodo travagliato, segnato da quel maledetto 18 febbraio quando, sul difficile terreno sintetico di Bodo, il suo polpaccio ha ceduto bruscamente, costringendolo a un lungo stop forzato. Il rientro graduale, avvenuto prima con la sfida contro la Roma all'inizio di aprile e poi con lo spezzone di gara contro il Parma, ha mostrato un giocatore affamato, capace di segnare due reti fondamentali per blindare il titolo, ma ancora alla ricerca della condizione atletica ottimale per affrontare novanta minuti ad alta intensità.
Contro gli emiliani, Lautaro ha giocato soltanto 23 minuti, ma lo ha fatto con una foga agonistica che ha impressionato tifosi e addetti ai lavori. Quei minuti, sommati ai 56 collezionati nel match contro i giallorossi, non sono però sufficienti per chi, come lui, è abituato a trascinare la squadra dall'inizio alla fine. Ora che i muscoli del capitano sono tornati integri e la paura di ricadute sembra svanita, l'obiettivo è chiaro: riprendersi la titolarità già sabato 9 maggio a Roma. Questa partita agirà da vero e proprio banco di prova, un antipasto tattico e fisico in vista della finalissima di Coppa Italia che si disputerà appena quattro giorni dopo, mercoledì, sempre contro la formazione biancoceleste guidata da Igor Tudor. Mettere minuti nelle gambe significa ritrovare quel ritmo partita che solo la competizione ufficiale può garantire, permettendo ai muscoli di riabituarsi alle sollecitazioni più dure.
Mister Cristian Chivu si trova davanti a un piacevole dilemma tattico. Sebbene l'idea di un turnover ragionato fosse inizialmente nei piani, specialmente per dare spazio a giovani promesse come Bonny e Pio Esposito, le condizioni fisiche di quest'ultimo suggeriscono cautela. Pio Esposito, infatti, sta ancora smaltendo un fastidioso dolore alla schiena accusato durante l'ultima uscita casalinga, e questo potrebbe spalancare definitivamente le porte a Lautaro Martinez dal primo minuto. Accanto a lui, la certezza rimane Marcus Thuram, con cui l'argentino ha costruito un'intesa quasi telepatica durante tutta la stagione. La coppia Thu-La è pronta a tornare al centro del mondo interista, cercando di scardinare la difesa laziale per mandare un segnale chiaro in vista del trofeo nazionale.
Non solo l'attacco è al centro delle attenzioni. Rimangono infatti dubbi sulla disponibilità di Hakan Calhanoglu. Il metronomo turco non sarà sicuramente della partita sabato, poiché lo staff medico preferisce non correre rischi inutili in un match di campionato ormai ininfluente per la classifica. Tuttavia, il suo obiettivo è esserci per la finale di mercoledì. La missione doblete è un impegno collettivo che coinvolge ogni singolo elemento della rosa, dai titolari inamovibili alle seconde linee che hanno saputo farsi trovare pronte nel momento del bisogno. Vincere la Coppa Italia dopo lo scudetto significherebbe chiudere un cerchio perfetto, nobilitando ulteriormente una stagione che ha già regalato emozioni incredibili al popolo nerazzurro.
Oltre agli obiettivi con il club, per Lautaro Martinez c'è anche una prospettiva internazionale di assoluto rilievo. Il prossimo Mondiale è ormai all'orizzonte e il capitano dell'Inter vuole arrivarci nelle migliori condizioni possibili, sia fisiche che mentali. Essere il leader di una squadra capace di vincere tutto in Italia è il miglior biglietto da visita per presentarsi al ritiro della nazionale argentina come uno degli attaccanti più forti e in forma del pianeta. La sua voglia di giocare ogni partita, anche quando il risultato sembra contare poco per la bacheca, deriva proprio da questa mentalità vincente: non staccare mai la spina, mantenere alta la tensione e onorare la maglia fino all'ultimo secondo di gioco. Sabato all'Olimpico, dunque, non sarà una passerella per campioni già sazi, ma l'inizio dell'assalto finale a un trofeo che l'Inter sente già di poter stringere tra le mani.

