Si avvia alla conclusione definitiva uno dei capitoli più mediatici e controversi del calcio italiano recente. In data 7 maggio 2026, la Procura di Milano ha ufficialmente chiuso il fascicolo penale relativo allo scandalo scommesse che ha scosso il mondo dello sport tra il 2021 e il 2023. Al centro della vicenda, i centrocampisti Sandro Tonali e Nicolò Fagioli, i quali hanno scelto la via del patteggiamento per sanare i propri conti con la giustizia ordinaria, dopo aver già scontato le pesanti squalifiche inflitte dalla giustizia sportiva nei mesi precedenti.
La notizia, riportata inizialmente dal Corriere della Sera, chiarisce come la contestazione penale non riguardasse esclusivamente l'atto del puntare denaro, quanto piuttosto la violazione delle normative che vietano la pubblicizzazione o l'invito all'utilizzo di piattaforme di gioco non autorizzate dallo Stato. Questa specifica contravvenzione, che nell'ordinamento italiano può prevedere fino a tre mesi di arresto, è stata risolta attraverso accordi tra la difesa dei calciatori e il pubblico ministero, portando a una significativa riduzione della pena pari a un terzo del totale, come previsto dal rito speciale. Per Sandro Tonali, attualmente in forza al Newcastle, la pena è stata convertita in una sanzione pecuniaria di 78.250 euro, una cifra che riflette la gravità della condotta ma che gli permette di chiudere definitivamente ogni pendenza legale senza ulteriori restrizioni della libertà personale.
Diversa è stata la modalità di risoluzione per Nicolò Fagioli, oggi legato alla Fiorentina. Il centrocampista ha concordato una pena di un mese di arresto, la quale è stata però oggetto di sospensione condizionale. La sua posizione è stata attentamente valutata dai magistrati di Milano, considerando anche il percorso di recupero intrapreso dall'atleta per superare le problematiche legate alla ludopatia, un tema che è emerso con forza durante tutta la durata delle indagini e che ha spinto le istituzioni calcistiche e statali a una riflessione più profonda sulla tutela dei giovani professionisti. Il patteggiamento rappresenta per entrambi un passo fondamentale per lasciarsi alle spalle un periodo turbolento e concentrarsi esclusivamente sulla carriera agonistica, cercando di riconquistare la fiducia dei tifosi e delle società di appartenenza.
Oltre ai due nomi di spicco, l'inchiesta milanese ha coinvolto un numero considerevole di altri tesserati. Ben 18 persone, tra cui figurano nomi illustri del panorama internazionale come Mattia Perin, Weston McKennie, Leandro Paredes, Angel Di Maria, Raoul Bellanova e Samuele Ricci, hanno potuto estinguere la contravvenzione mossa a loro carico. In questo caso, la violazione era relativa all'aver scommesso su siti non autorizzati, ma dalle indagini è emerso chiaramente che nessuno di loro ha mai puntato su incontri di calcio, limitando le proprie giocate a giochi d'azzardo come il poker. Per tale ragione, hanno potuto usufruire dell'istituto dell'oblazione, estinguendo il reato con il pagamento di una somma simbolica di 258 euro ciascuno.
Una menzione a parte meritano le posizioni di Alessandro Florenzi e Nicolò Zaniolo. Entrambi i calciatori, protagonisti di diversi fascicoli processuali che hanno toccato diverse città italiane, sono stati prosciolti dal tribunale di Milano. Il motivo risiede nel fatto che i due avevano già provveduto a sanare la propria posizione attraverso l'oblazione in un precedente procedimento aperto presso la Procura di Torino. Il principio del ne bis in idem, che impedisce di essere giudicati due volte per lo stesso fatto, ha dunque portato alla loro uscita definitiva dall'inchiesta meneghina, confermando come la macchina giudiziaria stia cercando di armonizzare le diverse indagini nate sul territorio nazionale.
L'intero scandalo scommesse ha evidenziato una vulnerabilità sistemica all'interno del calcio professionistico europeo. Le autorità di Milano, lavorando in sinergia con la FIGC e le forze dell'ordine, hanno cercato di inviare un segnale forte: la trasparenza e il rispetto delle regole sono requisiti imprescindibili per chiunque vesta maglie di prestigio. Sebbene le sanzioni pecuniarie e i patteggiamenti possano sembrare lievi rispetto ai guadagni dei calciatori, il danno d'immagine e le ripercussioni psicologiche hanno segnato profondamente i protagonisti. La chiusura di questo processo segna la fine di un'era di incertezza, ma apre la strada a nuove normative interne ai club per monitorare e prevenire comportamenti a rischio. Il futuro del calcio italiano passa anche dalla capacità di educare i propri talenti alla responsabilità, evitando che piattaforme illegali possano infiltrarsi nuovamente negli spogliatoi di Serie A e delle leghe internazionali.

