L'ultimo atto del Messia: Lionel Messi saluta l'Argentina al Monumental

Dalla gloria di Qatar 2022 all'ultima notte a Buenos Aires: la parabola leggendaria del Diez che ha cambiato per sempre la storia dell'Albiceleste

L'ultimo atto del Messia: Lionel Messi saluta l'Argentina al Monumental

Il 6 Ottobre 2026 rimarrà scolpito nella memoria collettiva come il giorno in cui il calcio ha smesso, per un attimo, di respirare. A Buenos Aires, l'aria è carica di un'elettricità densa, quasi tangibile. Non è solo una partita di calcio quella che si sta per consumare allo stadio Monumental; è una vera e propria liturgia laica, l'ultima rappresentazione sacra di Lionel Messi con la maglia dell'Argentina. La sfida contro la rappresentativa del Benin è poco più che un pretesto narrativo, una cornice necessaria per permettere al mondo di tributare l'ultimo saluto a un uomo che ha smesso di essere un semplice atleta per diventare un'icona trascendente, il "Messianico", come lo ha felicemente battezzato lo scrittore Sebastian Fest.

Il percorso della Pulce, che oggi a 39 anni appare più come un gigante che come il ragazzino fragile arrivato a Barcellona venticinque anni fa, è stato un viaggio epico fatto di cadute dolorose e rinascite divine. Per anni, il popolo argentino lo ha guardato con sospetto, chiamandolo "Petto Freddo" o paragonandolo impietosamente a Diego Armando Maradona e alla passione viscerale di Evita Peron. Ma Lionel Messi ha saputo attendere, ha saputo soffrire il silenzio delle finali perse durante l'era dei Kirchner, per poi esplodere nella gloria assoluta di Qatar 2022. Quel titolo mondiale ha cancellato ogni dubbio, trasformando il talento espatriato in un eroe nazionale intoccabile, capace di unire un Paese spesso diviso da crisi economiche e tensioni politiche.

Oggi, con un bottino impressionante di 125 gol in nazionale e ben 48 trofei complessivi in bacheca, Messi si presenta al suo popolo per l'ultimo tango. La decisione, maturata dopo la sconfitta nella finale di Copa America disputata a New York nel luglio scorso contro la Spagna, è stata influenzata anche da vicende personali profonde, in primis la scomparsa del padre Jorge Messi. Proprio Jorge era stato il motore della sua carriera, colui che lo aveva accompagnato dai primi calci a Rosario fino ai vertici del calcio globale. Chiudere contro la Spagna, il suo Paese d'adozione, sarebbe stato poetico ma amaro; per questo, il commissario tecnico Lionel Scaloni lo ha convinto a concedersi un'ultima passerella trionfale in patria, davanti agli 80.000 del Monumental.

Mentre il suo eterno rivale Cristiano Ronaldo vive un crepuscolo complicato e solitario, Messi ha scelto una via diversa: il buen retiro negli Stati Uniti con l'Inter Miami, dove continua a incantare la MLS, e una nuova veste da imprenditore con l'acquisizione del club spagnolo Eldense. Eppure, nulla pareggia l'emozione di indossare quella maglia Albiceleste, per l'occasione disegnata con inserti in oro zecchino sul numero 10. Il ricordo vola inevitabilmente a quel lontano 2005, all'esordio disastroso contro l'Ungheria durato meno di un minuto per un'espulsione, o al debutto mondiale del 2006 sotto la guida di Pekerman, quando un Messi diciottenne segnava già alla Serbia e Montenegro. Da allora, sei edizioni dei Mondiali e una leadership silenziosa ma carismatica hanno ridefinito i canoni del calcio moderno.

Il ritiro di Messi non segna solo la fine di una carriera, ma il passaggio di testimone a una nuova generazione che è cresciuta nel suo mito. Il centro sportivo di Ezeiza, che già porta il suo nome, sarà la culla dei nuovi talenti che dovranno onorare il solco tracciato dal Diez. Nonostante l'amarezza di vederlo partire, l'Argentina non piange per Leo come faceva un tempo per la frustrazione; piange per la gratitudine di aver testimoniato un miracolo sportivo durato vent'anni. Quando l'arbitro fischierà la fine dei 90 minuti contro il Benin, si chiuderà un'epoca d'oro, lasciando il mondo del calcio orfano della sua luce più pura, ma consapevole che la leggenda di Lionel Messi rimarrà eterna, sospesa tra il cielo di Buenos Aires e il mito dei grandi della storia.

Pubblicato Martedì, 06 Ottobre 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Martedì, 06 Ottobre 2026

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