Formula 1 2026: Pirelli svela le strategie per la tripletta americana

Da Austin a Interlagos, la casa milanese adatta le mescole alle esigenze dei team eliminando i salti di gamma e puntando sulla prestazione pura

Formula 1 2026: Pirelli svela le strategie per la tripletta americana

La stagione 2026 della Formula 1 si avvia verso la sua fase decisiva, e con la conclusione della serrata trasferta asiatica, l’attenzione del circus si sposta ora con forza verso il continente americano. Pirelli, in qualità di Global Tyre Partner e fornitore unico di pneumatici, ha ufficializzato oggi le selezioni dei compound per il cruciale trittico di gare che vedrà protagoniste le piste di Austin, Città del Messico e San Paolo tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre. Queste decisioni arrivano in un momento di estrema tensione sportiva, dove ogni millesimo guadagnato nella gestione del degrado gomma può valere il titolo mondiale. Rispetto alla passata stagione, la casa italiana ha optato per un approccio più lineare e aggressivo, basato sull’analisi dei dati raccolti nel 2025, quando l'utilizzo di alcune mescole troppo dure aveva spinto le scuderie verso strategie di gara quasi obbligate.

Il primo appuntamento di questa entusiasmante tripletta si terrà presso il Circuit of the Americas (COTA) in Texas, per il Gran Premio degli Stati Uniti in programma dal 23 al 25 ottobre. Su un tracciato noto per i suoi importanti dislivelli e per la natura abrasiva del manto stradale, Pirelli ha selezionato il tris composto da C2 (P Zero White Hard), C3 (P Zero Yellow Medium) e C4 (P Zero Red Soft). Si tratta di un cambiamento significativo rispetto al 2025, quando per la gomma dura venne scelta la C1. La decisione di eliminare il cosiddetto salto di mescola deriva dalla constatazione che i team, lo scorso anno, avevano evitato il compound più rigido a favore di una gestione più dinamica delle mescole medie e morbide. Con una gamma più compatta, i tecnici si aspettano una maggiore varietà strategica su una pista che sollecita lateralmente gli pneumatici, specialmente nel primo settore caratterizzato dalla successione di curve veloci ispirate a Silverstone e Suzuka.

Senza soluzione di continuità, il mondiale si sposterà poi in altura per il Gran Premio di Città del Messico, previsto dal 30 ottobre al 1 novembre. L'autodromo Hermanos Rodriguez rappresenta da sempre una sfida unica per gli ingegneri a causa dell'aria rarefatta dovuta agli oltre 2.200 metri di altitudine, che influisce non solo sul raffreddamento delle power unit ma anche sulla generazione di carico aerodinamico. In questo contesto, Pirelli porterà le mescole più tenere della gamma: C3 come Hard, C4 come Medium e C5 come Soft. Anche qui scompare il salto di mescola visto in precedenza. Sarà un weekend particolarmente sentito per Sergio Perez, che davanti al proprio pubblico e al volante della Cadillac cercherà di sfruttare al massimo il grip meccanico offerto dalla C5. La scelta di ammorbidire la selezione complessiva mira a contrastare la tendenza delle vetture a scivolare molto in queste condizioni atmosferiche, garantendo così prestazioni più costanti durante i lunghi stint di gara.

A chiudere il trittico sarà lo storico tracciato di Interlagos per il Gran Premio di San Paolo, dal 6 all'8 novembre. In Brasile, la casa della P lunga ha deciso di osare ulteriormente, confermando lo stesso set del Messico: C3, C4 e C5. Rispetto al 2025, si tratta di uno step più morbido di un intero grado. Questa mossa è stata dettata dal comportamento dei team nelle scorse edizioni, dove la gomma dura originale era stata relegata a un ruolo marginale, con i piloti che preferivano affrontare una gara a due soste pur di mantenere il ritmo elevato garantito dalle coperture più soffici. La natura 'old school' di Interlagos, con i suoi continui saliscendi e le curve in contropendenza, metterà a dura prova la resistenza termica della C5, ma aprirà la porta a scenari tattici imprevedibili, dove l'utilizzo di tutti e tre i compound potrebbe diventare la strategia vincente per scalare la classifica.

Le scelte effettuate da Pirelli per queste tre tappe sottolineano una volontà precisa: ridurre i margini di sicurezza eccessivi per favorire lo spettacolo e l'incertezza. Nel 2026, con vetture sempre più evolute e capaci di generare carichi imponenti, la gestione delle temperature diventerà il fattore discriminante. Non avere più il salto di mescola significa fornire ai piloti una progressione di grip più intuitiva, permettendo loro di spingere al limite senza dover adattare bruscamente lo stile di guida tra una fase e l'altra della corsa. La tripletta americana non sarà quindi solo una prova di forza logistica per le squadre, ma un vero e proprio banco di prova tecnologico dove la chimica dei polimeri italiani incontrerà l'asfalto infuocato di tre dei circuiti più iconici del mondo, pronti a emettere verdetti definitivi sulla corsa al titolo iridato.

Pubblicato Venerdì, 09 Ottobre 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Venerdì, 09 Ottobre 2026

Marco P.

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