La battaglia legale tra Elon Musk e OpenAI si fa sempre più intensa. A gennaio, Musk ha intentato una causa contro OpenAI e Microsoft, chiedendo un risarcimento compreso tra i 79 e i 134 miliardi di dollari. L'accusa? Aver abbandonato la missione originaria di sviluppare l'intelligenza artificiale (AI) a beneficio dell'umanità, stringendo invece un'alleanza con il colosso del software.
Recentemente, un giudice ha definito la valutazione dei danni "presa a caso", ma ha scelto di non respingere completamente la richiesta, aprendo la strada a un processo con giuria. Durante un'udienza, gli avvocati di OpenAI hanno tentato di convincere il giudice Yvonne Gonzalez Rogers a invalidare le pretese economiche di Musk. Tuttavia, il giudice ha preferito lasciare che una giuria esamini le argomentazioni presentate dai legali di Musk in aprile. Nonostante ciò, il giudice ha espresso dubbi sull'oggettività della valutazione dei danni, affermando che la giuria potrebbe concludere che l'esperto di Musk ha semplicemente "inventato" le cifre.
Il giudice ha respinto la richiesta di OpenAI di escludere la testimonianza dell'esperto di Musk dalle prove, ritenendo inappropriato prendere una decisione del genere sulla base di una "mozione di cinque pagine". Ha suggerito che i giurati ascoltino le prove e prendano una decisione autonoma. Se il tribunale dovesse accogliere integralmente le richieste di Musk, Microsoft dovrebbe risarcirlo con 25 miliardi di dollari, mentre OpenAI dovrebbe sborsare ben 109 miliardi di dollari. Secondo il giudice, accogliere la richiesta di OpenAI equivarrebbe a interrompere l'intero processo, data l'assenza di prove concrete del danno subito dall'attore.
L'esperto incaricato di valutare i danni è Paul Wazzan, investitore e economista della società di consulenza Berkley Research Group. I suoi calcoli si basano sull'assunto che i 38 milioni di dollari investiti da Musk nelle prime fasi, unitamente al suo contributo immateriale, rappresentino tra il 50% e il 75% della capitalizzazione della parte no-profit di OpenAI, che a sua volta detiene poco più di un quarto della parte commerciale della startup, attualmente valutata 730 miliardi di dollari. Elon Musk ha partecipato alla nascita di OpenAI nel 2015 e ha fornito supporto finanziario alla startup, ma ha lasciato il consiglio di amministrazione nel 2018 a causa di contrasti con il CEO Sam Altman. Nel 2023, Musk ha fondato una startup concorrente nel campo dell'AI, chiamata xAI, che si è successivamente fusa con il social network X e con la società aerospaziale SpaceX, anch'esse fondate da Musk.
OpenAI ha insistito nella sua richiesta che la causa intentata da Musk sia motivata da ragioni commerciali e faccia parte di una campagna diffamatoria contro la startup. I rappresentanti di OpenAI hanno messo in dubbio l'adeguatezza del metodo di calcolo dei danni utilizzato dall'esperto di Musk, sottolineando l'assenza di una formula chiara per determinarli. L'udienza è prevista per il 28 aprile. I rappresentanti di Musk cercheranno di convincere la giuria che OpenAI e Sam Altman in particolare hanno violato i termini del contratto e ingannato Elon Musk. Il giudice Rogers ha anche ammesso che sarà difficile trovare una giuria adatta per un caso del genere, poiché dovrebbe essere composta da persone di un livello sociale piuttosto elevato.
La causa solleva interrogativi importanti sul futuro dell'AI e sulle responsabilità delle aziende che la sviluppano. Il dibattito è aperto: l'AI deve essere sviluppata a beneficio dell'umanità o per scopi commerciali? Chi deve controllare lo sviluppo dell'AI? La decisione della giuria in questo caso potrebbe avere un impatto significativo sul futuro dell'AI e sulle relazioni tra le aziende tecnologiche e i loro fondatori.

