OpenAI domina la corsa all'energia: raggiunto l'obiettivo di 10 GW con anni di anticipo

La startup di Sam Altman accelera l'espansione infrastrutturale globale stringendo alleanze cruciali con Amazon e Oracle per alimentare la prossima generazione di intelligenza artificiale

OpenAI domina la corsa all'energia: raggiunto l'obiettivo di 10 GW con anni di anticipo

Il panorama tecnologico globale sta assistendo a una manovra strategica senza precedenti da parte di OpenAI, l'organizzazione che ha dato i natali a ChatGPT. Non si tratta più solo di sviluppare algoritmi raffinati o modelli linguistici di grandi dimensioni, ma di assicurarsi le fondamenta fisiche necessarie per farli girare: l'energia e la potenza computazionale. In un contesto dove la capacità di calcolo è diventata la nuova valuta pregiata dell'economia digitale, l'azienda guidata da Sam Altman ha dimostrato una velocità di esecuzione sbalorditiva, superando ogni previsione interna ed esterna riguardo alla propria crescita infrastrutturale.

Secondo quanto emerso recentemente, OpenAI ha già blindato contratti per l'accesso a una potenza di calcolo pari a 10 GW, un traguardo che inizialmente la società contava di raggiungere soltanto entro il 2029. Questo balzo in avanti di ben quattro anni non è casuale, ma è il risultato di una politica di acquisizione aggressiva che ha visto il suo culmine negli ultimi 90 giorni. In questo brevissimo arco temporale, la startup è riuscita ad assicurarsi ben 3 GW supplementari, accelerando una tabella di marcia che molti esperti del settore ritenevano fin troppo ottimistica. Di questi ultimi incrementi, circa 2 GW sono stati garantiti attraverso una partnership strategica con Amazon tramite la sua divisione AWS (Amazon Web Services), mentre il restante gigawatt proviene da un fornitore la cui identità rimane attualmente riservata.

Il fatto che OpenAI sia riuscita a contrattualizzare una simile mole di risorse non implica necessariamente che tutta questa potenza sia immediatamente operativa. La costruzione dei data center e l'approvvigionamento di chip avanzati, come le GPU di NVIDIA, richiedono tempi tecnici significativi. Tuttavia, la capacità di chiudere accordi di tale portata riflette una fiducia granitica da parte degli investitori e dei partner tecnologici. Spesso, i fondi raccolti da OpenAI vengono reinvestiti direttamente nei servizi offerti dai medesimi partner, creando un ecosistema finanziario e operativo circolare dove colossi come Microsoft, Oracle e SoftBank giocano ruoli interconnessi.

Nel gennaio 2023, era stato annunciato l'ambizioso progetto Stargate, un'iniziativa da 500 miliardi di dollari volta a costruire una rete di infrastrutture computazionali massicce sul suolo degli Stati Uniti. Sebbene Stargate rimanga il pilastro centrale della visione di Altman, la società ha dimostrato una notevole flessibilità, adattando i propri piani alle contingenze geopolitiche e logistiche. Ad esempio, OpenAI ha recentemente deciso di congelare o ridimensionare alcuni progetti internazionali, come l'espansione dei centri dati nel Regno Unito e in Norvegia, preferendo concentrare le risorse dove l'accesso all'energia e il supporto normativo sono più immediati. Anche un previsto ampliamento in Texas ha subito dei rallentamenti, segno che la startup non esita a ricalibrare i propri investimenti per massimizzare l'efficienza.

La fame di energia di OpenAI è dettata dalle leggi di scala dell'intelligenza artificiale: più i modelli diventano complessi, più richiedono risorse immense per l'addestramento e l'inferenza. Il raggiungimento anticipato della soglia dei 10 GW è un segnale chiaro inviato ai competitor come Google e Meta. Significa che OpenAI si sta preparando per il lancio di modelli di prossima generazione, potenzialmente GPT-5 o sistemi ancora più evoluti capaci di ragionamento multimodale avanzato. Questa infrastruttura sarà fondamentale anche per sostenere progetti come Sora, l'IA per la generazione video che richiede una potenza di calcolo esponenzialmente superiore ai chatbot testuali.

In conclusione, la mossa di OpenAI sottolinea come la battaglia per la supremazia nell'intelligenza artificiale si sia spostata dal software all'hardware e all'energia. Assicurarsi 10 GW di potenza significa possedere la capacità elettrica paragonabile a quella necessaria per alimentare milioni di abitazioni, ma destinata interamente ai processori. Mentre il mondo osserva l'evoluzione delle capacità creative delle macchine, dietro le quinte Sam Altman e i suoi partner stanno ridisegnando la mappa energetica globale per garantire che il futuro dell'IA abbia tutto il carburante necessario per manifestarsi. La sfida ora passerà dalla firma dei contratti alla messa in funzione effettiva di queste enormi centrali del sapere digitale, in una corsa contro il tempo che non ammette pause.

Pubblicato Giovedì, 30 Aprile 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Giovedì, 30 Aprile 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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