L'intelligenza artificiale divora i libri usati in Giappone: boom di vendite e distruzione di massa

Tonnellate di volumi vengono acquistate da giganti tech per il training degli algoritmi e poi ridotte in polpa

L'intelligenza artificiale divora i libri usati in Giappone: boom di vendite e distruzione di massa

Il mercato del libro usato in Giappone sta attraversando una trasformazione senza precedenti, segnata da una dinamica tanto redditizia quanto inquietante. Le librerie dell'usato nel Paese del Sol Levante segnalano una crescita delle vendite di ben cinque volte rispetto alla media storica. Non si tratta però di un ritorno collettivo alla lettura cartacea da parte dei cittadini, bensì di una massiccia operazione di acquisizione dati da parte dei colossi tecnologici globali. Intere biblioteche vengono acquistate in blocco e spedite all'estero, con un caso emblematico di una spedizione di 50 tonnellate di volumi diretta negli Stati Uniti. Il sospetto, confermato da diversi addetti ai lavori, è che questi testi vengano scansionati sistematicamente per alimentare i modelli di intelligenza artificiale di nuova generazione e poi distrutti definitivamente.

Questo picco di attività ha generato sentimenti contrastanti tra i proprietari delle storiche librerie di Tokyo e di altre grandi città. Secondo le ultime ricostruzioni, una parte significativa di queste acquisizioni finisce in un hub logistico situato nella prefettura di Okayama. Qui, i libri vengono digitalizzati ad altissima velocità prima di essere destinati al riciclo o alla trasformazione in cellulosa. L'aspetto più controverso è che dietro questi ordini massicci si celerebbero aziende come Anthropic e altri leader del settore dell'intelligenza artificiale, che dopo aver rastrellato i mercati occidentali, hanno rivolto la loro attenzione al ricchissimo patrimonio testuale giapponese. Le librerie che operano tramite piattaforme online ricevono quotidianamente centinaia di ordini che spesso provengono da account diversi ma puntano tutti allo stesso indirizzo di spedizione a Okayama, dove le attività di scansione rimangono avvolte dal massimo riserbo.

Un dato particolarmente rilevante riguarda il cambiamento drastico nei generi richiesti. Se in passato i best-seller erano i manga e i romanzi popolari, oggi la fame degli algoritmi si concentra su saggistica di alto livello: filosofia, storia politica, medicina, diritto e testi specialistici sulla cultura del periodo Edo. Questi volumi sono considerati oro colato per il training dei LLM (Large Language Models), poiché contengono strutture logiche complesse, terminologie tecniche precise e sfumature culturali che non sono facilmente reperibili sul web aperto. L'industria dell'intelligenza artificiale nel 2026 ha ormai saturato i dati disponibili online e sta letteralmente cannibalizzando il supporto cartaceo per superare i limiti attuali dell'apprendimento automatico.

Dal punto di vista legale, il Giappone rappresenta un terreno fertile per queste operazioni. La normativa nazionale sul copyright è notoriamente permissiva quando si tratta di addestramento di modelli di intelligenza artificiale, consentendo l'uso di materiale protetto a meno che non si dimostri un danno diretto e sproporzionato agli interessi dei detentori dei diritti. Tuttavia, la scala industriale di queste acquisizioni silenziose solleva dubbi etici enormi. Una volta scansionati e distrutti, questi libri scompaiono dal mercato secondario, rendendo le opere rare inaccessibili agli studiosi e al pubblico generale. Se questa tendenza dovesse continuare, il rischio concreto è l'eradicazione fisica di pezzi significativi del patrimonio culturale nipponico in nome della supremazia tecnologica.

Gli esperti del settore mettono in guardia sulle conseguenze a lungo termine per il business delle librerie dell'usato. Sebbene nell'immediato i profitti siano alle stelle, l'esaurimento degli stock di libri di qualità potrebbe portare al collasso dell'ecosistema culturale locale. Senza un ricambio e con la distruzione sistematica dei testi scansionati, il mercato rischierebbe di restare vuoto, privando le future generazioni della possibilità di consultare fonti fisiche originali. In questo scenario, la digitalizzazione forzata diventa un'arma a doppio taglio: da un lato preserva il sapere in forma binaria per le macchine, dall'altro distrugge il legame fisico e storico con la conoscenza umana, trasformando la cultura in semplice materia prima industriale da processare e smaltire.

Pubblicato Venerdì, 25 Settembre 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Venerdì, 25 Settembre 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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