L'euforia finanziaria che accompagna l'inarrestabile ascesa dei sistemi di Intelligenza Artificiale ha spinto i vertici di Nvidia a rompere una delle loro regole più ferree: quella di limitare le previsioni finanziarie al solo trimestre successivo. Guardando con determinazione al prossimo anno fiscale, Nvidia ha annunciato di prevedere un incremento dei propri ricavi del 70%, raggiungendo la sbalorditiva cifra di 673 miliardi di dollari. Questo traguardo permetterebbe all'azienda di posizionarsi come la seconda società tecnologica statunitense per fatturato, subito dopo Amazon (trainata da AWS), lasciandosi definitivamente alle spalle colossi storici del calibro di Apple e Alphabet (la holding che controlla Google).
Questa proiezione appare decisamente più audace rispetto alle stime degli analisti di LSEG, i quali avevano ipotizzato una crescita più contenuta, intorno al 44%, per l'anno fiscale che inizierà a febbraio 2027. Con questa mossa, il management di Nvidia invia un segnale inequivocabile agli investitori: il boom dell'IA non è affatto vicino all'esaurimento, ma sta entrando in una fase di consolidamento e ulteriore espansione strutturale. Jensen Huang, carismatico fondatore e CEO di Nvidia, ha spiegato durante l'ultimo report trimestrale che queste stime sono state formulate tenendo conto dei limiti fisici della catena di approvvigionamento. Secondo Huang, il potenziale della domanda di mercato sarebbe persino superiore al +70% previsto, ma l'azienda ha preferito basarsi su ciò che i fornitori possono ragionevolmente garantire in termini di volumi produttivi.
La carenza di componenti critici rimarrà una costante per il settore almeno fino alla fine di gennaio 2028, stando alle analisi interne. Huang ha ammesso che la domanda per i prodotti dell'azienda è destinata a raddoppiare nel corso del prossimo anno, costringendo Nvidia a lavorare a stretto contatto con partner produttivi per ottimizzare ogni singolo passaggio della logistica. Nel secondo trimestre dell'anno fiscale corrente, i ricavi complessivi sono già cresciuti del 106% su base annua, toccando i 96,2 miliardi di dollari e superando le aspettative del mercato, ferme a 92,2 miliardi. Anche la redditività ha segnato punti importanti, con un margine di profitto salito al 75%, nonostante un aumento dei costi operativi del 55%, necessari per sostenere l'innovazione tecnologica.
Un dato particolarmente significativo riguarda l'utile netto, che è balzato del 126% arrivando a 59,7 miliardi di dollari. È interessante notare come una fetta di questa somma, circa 7,8 miliardi, derivi dai proventi degli investimenti strategici che Nvidia ha effettuato in altre realtà di punta come Intel, SpaceX e diverse società quotate. Nel segmento cruciale dei Data Center, i ricavi hanno raggiunto il record di 89 miliardi di dollari, con una crescita del 117%. Nvidia ha iniziato a dettagliare con maggior precisione la provenienza di questi flussi: il comparto degli hyperscaler (i grandi fornitori di cloud pubblico) ha contribuito per 48,7 miliardi di dollari, mentre il restante è stato generato da clienti industriali, aziendali e fornitori cloud di nuova generazione, i cosiddetti neocloud.
Per sostenere questi nuovi attori del mercato, che spesso non dispongono di una solida storia creditizia per ottenere finanziamenti tradizionali, Nvidia ha promosso la creazione di un fondo dedicato al finanziamento di progetti IA. In cambio del supporto economico per l'acquisto di hardware, l'azienda di Santa Clara si riserva una partecipazione sui ricavi futuri di questi nuovi provider. La visione di Jensen Huang sul futuro del calcolo è chiara: la nascita dei cosiddetti agenti IA richiederà una potenza di elaborazione da 15 a 100 volte superiore rispetto a quella necessaria per un essere umano che lavora su un comune PC. Giganti come OpenAI hanno già confermato l'intenzione di acquistare massicce quantità di hardware fino al 2030, mentre con Amazon AWS è già attivo un accordo per la fornitura di 2 milioni di chip IA nei prossimi due anni.
Sul fronte dell'innovazione hardware, l'attenzione è tutta rivolta al passaggio generazionale. Mentre le spedizioni degli acceleratori con architettura Hopper verso la Cina sono riprese, seppur rappresentando meno dell'1% del fatturato del segmento Data Center a causa delle restrizioni commerciali, il mercato globale guarda con impazienza a Blackwell e, soprattutto, alla futura architettura Vera Rubin. Proprio i sistemi Vera Rubin dovrebbero rappresentare circa il 20% dei ricavi del comparto centri dati già nel trimestre in corso, con un'accelerazione prevista tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027. Nonostante la pressione sui margini dovuta all'aumento dei costi delle memorie ad alta velocità, Nvidia continua a premiare i propri azionisti: solo nell'ultimo trimestre sono stati restituiti 26 miliardi di dollari tra riacquisti di azioni proprie e dividendi.
In conclusione, il posizionamento di Nvidia nel 2026 non è più solo quello di un fornitore di componenti, ma di un vero e proprio architetto dell'infrastruttura digitale globale. Con investimenti massicci previsti dai giganti del cloud, che passeranno dagli attuali 800 miliardi a 1,3 trilioni di dollari nel prossimo anno, l'azienda si trova al centro di un ecosistema che riscriverà le regole della produttività mondiale attraverso l'automazione intelligente e il calcolo accelerato di prossima generazione.

