I problemi riscontrati durante i primi lanci della navicella Boeing Starliner, attribuiti a errori nel codice e a un'errata interpretazione dei dati telemetrici, hanno spinto Boeing a ripensare radicalmente l'approccio al monitoraggio satellitare. Invece di affidarsi a complesse analisi di dati grezzi, la società ha sviluppato un'innovativa soluzione basata sull'intelligenza artificiale: un modello linguistico di grandi dimensioni (LLM) progettato per operare direttamente a bordo dei satelliti e tradurre i dati di telemetria in un linguaggio comprensibile agli operatori.
Inizialmente, gli ingegneri di Boeing nutrivano dubbi sulla possibilità di integrare modelli linguistici così avanzati nelle piattaforme satellitari standard. I computer destinati all'utilizzo nello spazio devono infatti rispondere a requisiti specifici, dove l'affidabilità e la resistenza alle radiazioni sono prioritarie rispetto alla pura potenza di calcolo. Tuttavia, il team di Boeing Space Mission Systems ha superato queste sfide, adattando con successo un LLM per funzionare su hardware commerciale conforme agli standard spaziali.
Il sistema sviluppato è in grado di analizzare in tempo reale i dati provenienti dai sensori del satellite e generare report sullo stato dei suoi sistemi in un linguaggio naturale, eliminando la necessità di interpretare codici complessi a terra. Arvel Chappell III, responsabile dell'AI Lab di Boeing, ha sottolineato come il team sia riuscito a concretizzare un'idea che inizialmente sembrava impossibile, superando le restrizioni imposte dalle specifiche dell'hardware.
Uno dei principali vantaggi di questa tecnologia è la drastica riduzione dei tempi di latenza e l'aumento dell'autonomia operativa dei satelliti. Elaborando i dati di telemetria direttamente a bordo, si minimizza la quantità di informazioni da trasmettere a terra, consentendo agli operatori di interagire con il satellite in modo quasi dialogico, ponendo domande e ricevendo risposte chiare e immediate. Inoltre, il modello è strettamente vincolato ai parametri fisici dei sistemi satellitari, riducendo al minimo il rischio di "allucinazioni" tipiche dei modelli linguistici e garantendo la sicurezza delle operazioni critiche.
L'utilizzo di hardware standard, inoltre, apre la strada all'aggiornamento delle capacità dei satelliti esistenti tramite semplici aggiornamenti software, evitando costose e complesse sostituzioni di piattaforme. Questa innovazione promette di accelerare notevolmente l'adozione di nuove funzionalità da parte delle flotte satellitari, portando vantaggi significativi in termini di efficienza, sicurezza e riduzione dei costi.
L'innovazione di Boeing rappresenta un passo avanti significativo nel campo della tecnologia spaziale, aprendo nuove prospettive per la gestione e il controllo dei satelliti. La capacità di interpretare i dati di telemetria in linguaggio naturale non solo semplifica le operazioni, ma consente anche di reagire più rapidamente a eventuali anomalie, migliorando la sicurezza e l'affidabilità delle missioni spaziali. Questo sviluppo potrebbe avere un impatto significativo su diversi settori, dalle comunicazioni alle osservazioni terrestri, aprendo la strada a nuove applicazioni e servizi basati sullo spazio.

