Motorola sotto accusa: gli smartphone dirottano Amazon per iniettare codici di affiliazione

Un aggiornamento dell'app di sistema Smart Feed intercetta l'avvio del marketplace, sollevando seri dubbi sulla privacy e la sicurezza degli utenti

Motorola sotto accusa: gli smartphone dirottano Amazon per iniettare codici di affiliazione

In un panorama tecnologico sempre più complesso, dove la fiducia dei consumatori rappresenta l'asset più prezioso per i produttori di hardware, recenti segnalazioni riguardanti gli smartphone prodotti da Motorola stanno scuotendo profondamente la stabilità del mercato. Alcuni utenti esperti hanno infatti scoperto un comportamento anomalo, e per certi versi predatorio, del sistema operativo integrato nei dispositivi del brand alato. Sembra che il software di sistema sia in grado di intercettare l'apertura dell'applicazione ufficiale di Amazon per inserire forzatamente codici di affiliazione di terze parti a insaputa dell'utente. Questo fenomeno, che si manifesta attraverso un rapido e quasi impercettibile reindirizzamento tramite browser prima del caricamento effettivo del marketplace, solleva interrogativi inquietanti sulla gestione delle applicazioni preinstallate e sulla trasparenza dei processi pubblicitari nel 2026.

La criticità tecnica risiede in un componente software specifico denominato Smart Feed, una utility di sistema che ha recentemente ricevuto un aggiornamento alla versione 2.03.0070. Secondo le analisi condotte, quando un utente tenta di avviare Amazon dal menu generale delle applicazioni, il sistema non procede con l'apertura diretta, ma attiva per una frazione di secondo una finestra di navigazione in Chrome. Durante questo brevissimo intervallo, il traffico dati viene reindirizzato verso un URL esterno prima di approdare finalmente sulla piattaforma di shopping, ma con un tag di affiliazione già iniettato nella sessione di navigazione. È interessante notare come questo comportamento non si verifichi se l'app viene lanciata direttamente dalla schermata home, suggerendo una manipolazione intenzionale e specifica a livello di launcher o di gestione dell'elenco applicazioni.

Il caso è esploso inizialmente sulla piattaforma Reddit, dove un proprietario del nuovo Razr 60 Ultra ha documentato minuziosamente l'anomalia. Attraverso l'uso degli strumenti diagnostici ADB (Android Debug Bridge), l'utente è riuscito a tracciare la rotta dei pacchetti dati, risalendo alla fonte del reindirizzamento: il dominio devicenative.com. Questo portale appartiene a un servizio specializzato nella distribuzione di pubblicità nativa integrata direttamente nel firmware degli smartphone, una pratica che, sebbene non sia una novità assoluta, sta assumendo contorni sempre più aggressivi e invasivi. La testata giornalistica 9to5Google ha successivamente confermato la validità delle accuse, evidenziando che il problema è strettamente legato all'ultima release di Smart Feed, mentre i dispositivi che mantengono la vecchia versione 2.03.0056 non sembrano essere affetti da questo bug o funzionalità indesiderata.

L'indagine tecnica si è spinta ancora più a fondo, rivelando che la catena di reindirizzamento attraversa il dominio kira-abboud.com, un indirizzo web apparentemente riconducibile all'influencer e blogger Kira Abboud. Tuttavia, la vicenda assume i contorni di un vero e proprio giallo tecnologico: l'indirizzo in questione non risulta censito in nessuno dei canali social ufficiali dell'influencer e il codice di affiliazione utilizzato, identificato come sramz-kff-008-20, differisce totalmente dai link che la stessa condivide abitualmente con la sua community. Questo dettaglio fondamentale suggerisce due possibili scenari: un errore macroscopico nella configurazione delle campagne pubblicitarie da parte di un partner esterno o, nel peggiore dei casi, un'intrusione di terze parti che ha manipolato i parametri dell'applicazione di Motorola per dirottare i profitti delle commissioni Amazon verso account non autorizzati.

Nonostante la gravità della situazione e il potenziale danno d'immagine, i vertici di Motorola non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali nel merito. Questa mancanza di comunicazione sta alimentando il malcontento tra gli utenti, specialmente considerando che l'incidente colpisce trasversalmente l'intera gamma del produttore. Sebbene alcuni modelli di fascia media come il Moto G Stylus (2026) sembrino per ora immuni, i dispositivi di punta sono in prima linea. Persino l'esclusivo Razr Fold, uno smartphone pieghevole d'avanguardia proposto al pubblico al prezzo di 1900 dollari, manifesta lo stesso comportamento, trasformando un dispositivo di lusso in uno strumento di generazione forzata di entrate pubblicitarie. Per gli utenti preoccupati per la propria riservatezza e per l'integrità dei propri dati, esiste fortunatamente una contromisura immediata: la disattivazione manuale dell'app Smart Feed attraverso le impostazioni di sistema. Questa procedura interrompe istantaneamente i reindirizzamenti verso Amazon senza compromettere la stabilità complessiva dell'interfaccia utente o le prestazioni generali dello smartphone.

Questa controversia riaccende l'annoso dibattito sui cosiddetti bloatware e sulla legittimità etica di utilizzare applicazioni di sistema, spesso impossibili da disinstallare completamente, per monetizzare ulteriormente un prodotto hardware già pagato dall'utente finale. In un'era in cui la sovranità digitale e la protezione della privacy sono diventate priorità assolute per i consumatori globali, vedere un marchio storico e rispettato come Motorola coinvolto in simili dinamiche rappresenta un segnale d'allarme per l'intero comparto della telefonia mobile. Resta da capire se la colpa sia da attribuire a un partner pubblicitario poco trasparente o a una strategia aziendale deliberata volta a incrementare i margini di profitto. Nel frattempo, la raccomandazione per tutti i possessori di dispositivi del brand è quella di monitorare con estrema attenzione il comportamento delle proprie applicazioni e di non sottovalutare minimi rallentamenti o anomalie durante il lancio di servizi di e-commerce, proteggendo attivamente la propria esperienza d'uso quotidiana.

Pubblicato Mercoledì, 27 Maggio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 27 Maggio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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