Egemone nello spazio: la Cina testa il nuovo motore a propulsione liquida da 750 N

Superata la resistenza dei modelli USA ed europei: la nuova tecnologia di Xi'an accelera del 30% il posizionamento dei satelliti pesanti

Egemone nello spazio: la Cina testa il nuovo motore a propulsione liquida da 750 N

Il panorama aerospaziale globale ha assistito a una dimostrazione di forza tecnologica senza precedenti, segnando una nuova pietra miliare nella corsa verso le orbite profonde. La Cina ha completato con successo il test in orbita di un innovativo motore a propulsione liquida progettato per il posizionamento di precisione dei satelliti, un'operazione che consolida il ruolo del colosso asiatico come leader dell'innovazione ingegneristica extratmosferica. Questa nuova unità propulsiva, caratterizzata da una spinta nominale di 750 N, è stata sviluppata con l'obiettivo di colmare il divario con le tecnologie occidentali e, in termini di resistenza operativa, ha già stabilito un nuovo standard di riferimento per l'intero settore.

L'esperimento è stato condotto con il supporto del satellite per comunicazioni 26A, lanciato il 23 giugno 2026 dal moderno spazioporto di Wenchang. Per il trasporto è stato impiegato il vettore Lunga Marcia 7A, una scelta che sottolinea l'affidabilità della famiglia di razzi cinesi nelle missioni di alto profilo. Dopo il distacco dal lanciatore, il satellite ha raggiunto l'orbita di trasferimento stabilita, per poi attivare il proprio motore apogeo e procedere autonomamente verso l'orbita geostazionaria, situata a circa 35.800 km dalla superficie terrestre. Questo processo di innalzamento dell'orbita non è solo un esercizio di potenza, ma una prova di precisione balistica e termodinamica che richiede una stabilità estrema dei componenti.

Sviluppato dai ricercatori della China Academy of Aerospace Propulsion Technology con sede a Xi'an, il motore ha dimostrato capacità eccezionali durante il volo inaugurale. In questa specifica missione, l'unità ha eseguito cinque manovre di correzione orbitale, accumulando un tempo di funzionamento totale di 11.617 secondi, pari a circa 3,2 ore di operatività continua. Tuttavia, sono i dati provenienti dai test a terra a stupire maggiormente la comunità scientifica internazionale: il motore ha infatti resistito a oltre 14 ore di funzionamento ininterrotto, superando di gran lunga le 10 ore previste dal progetto originale. Per questa classe di propulsori chimici apogei, la longevità è il parametro critico, poiché devono sopportare carichi termici e chimici ciclici senza alcuna degradazione delle prestazioni.

Il segreto di tale resistenza risiede in un innovativo rivestimento protettivo proprietario, sviluppato nei laboratori di Xi'an, capace di resistere a temperature elevatissime e all'azione corrosiva degli agenti ossidanti. In termini di efficienza pura, il propulsore cinese si attesta su livelli competitivi rispetto ai migliori standard mondiali, con un impulso specifico di circa 320 secondi. Questo dato indica la capacità del motore di generare spinta ottimizzando il consumo di carburante, un fattore vitale per prolungare la vita operativa dei satelliti che devono mantenere la propria posizione per decenni. Attualmente, il mercato è dominato da eccellenze come il modello europeo LEROS-1B, con una spinta di 635 N e un impulso di 317 secondi, e l'americano R-42DM prodotto da Aerojet Rocketdyne, che vanta una spinta di 890 N e un impulso di 327 secondi. La nuova soluzione cinese si inserisce esattamente tra questi due giganti, offrendo però una durata di vita certificata che appare superiore.

L'integrazione di motori più potenti e resistenti permette di ridurre drasticamente i tempi necessari per raggiungere l'orbita operativa. Secondo i dati pubblicati da China Space News, il passaggio dai precedenti motori da 400 N a questo nuovo modello da 750 N consente di accorciare i tempi di inserimento orbitale del 30% per i satelliti più pesanti. Questo non solo garantisce una messa in servizio più rapida, ma riduce anche il carico di stress meccanico sulla struttura del veicolo spaziale. Guardando al futuro, la tabella di marcia della Cina è ancora più ambiziosa: gli ingegneri sono già al lavoro su una versione potenziata da 5000 N, destinata a equipaggiare i rimorchiatori spaziali e le grandi piattaforme orbitali del prossimo decennio, aprendo la strada a una logistica spaziale sempre più efficiente e alla futura colonizzazione commerciale dell'orbita terrestre alta.

Pubblicato Domenica, 05 Luglio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Domenica, 05 Luglio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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