Occhiali spia? App Android rivela la presenza di Ray-Ban Meta con IA

Un'app sviluppata in Germania scansiona i segnali Bluetooth degli occhiali intelligenti di Meta, sollevando preoccupazioni sulla privacy e sulla registrazione occulta

Occhiali spia? App Android rivela la presenza di Ray-Ban Meta con IA

Un docente dell'università di scienze applicate di Darmstadt, in Germania, Yves Jeanrenaud, ha sviluppato un'applicazione Android chiamata Nearby Glasses. Questa app è in grado di scansionare i dati trasmessi via Bluetooth Low Energy (BLE) alla ricerca di identificatori univoci degli occhiali intelligenti Ray-Ban Meta, dotati di intelligenza artificiale.

La tecnologia Bluetooth trasmette pacchetti di dati, ha spiegato lo scienziato. Mentre gli indirizzi MAC (identificatori dei dispositivi) e gli UUID (identificatori dei servizi) vengono generati casualmente, gli identificatori dei pacchetti di trasmissione BLE predefiniti dal produttore sono fissi e non modificabili. L'applicazione potrebbe generare falsi positivi, ad esempio rilevando dispositivi dello stesso produttore come i visori per la realtà virtuale di Meta. Pertanto, lo sviluppatore sottolinea che l'app segnala solamente la presenza potenziale di dispositivi con IA, senza garantire che la persona che li indossa stia effettivamente monitorando l'utente dell'applicazione.

Nel repository del codice sorgente dell'applicazione è presente un avviso che invita gli utenti a non perseguitare le persone sospettate di sorveglianza occulta basandosi esclusivamente sul segnale rilevato dall'app. La funzione di registrazione video degli occhiali Ray-Ban Meta sta infatti causando sempre più controversie nella vita quotidiana.

Meta ha dichiarato a The Register: «A differenza degli smartphone, i nostri occhiali sono dotati di un indicatore LED che si accende ogni volta che si avvia una registrazione, segnalando chiaramente che è in corso. Le nostre condizioni di servizio specificano che gli utenti sono responsabili del rispetto delle leggi e dell'utilizzo corretto degli occhiali Ray-Ban Meta. Come per qualsiasi dispositivo di registrazione, non devono essere utilizzati per attività dannose come molestie, violazione della privacy o raccolta di informazioni sensibili». Tuttavia, online si trovano diverse guide su come disabilitare questo indicatore.

Lo scienziato tedesco ha concluso: «La soluzione non è perfetta, ma spero possa essere utile a qualcuno. Finché il consenso e le questioni relative alla privacy nel campo delle tecnologie indossabili non saranno presi sul serio, spero che questo strumento possa aiutare qualcuno a sentirsi più sicuro».

L'introduzione degli occhiali Ray-Ban Meta ha riacceso il dibattito sulla privacy e sull'etica nell'utilizzo di dispositivi indossabili con capacità di registrazione video e audio. La facilità con cui questi dispositivi possono essere utilizzati per registrare momenti privati e conversazioni senza il consenso delle persone coinvolte solleva interrogativi importanti sulla necessità di regolamentare l'uso di tali tecnologie.

Mentre Meta sottolinea l'importanza di un utilizzo responsabile e del rispetto delle leggi sulla privacy, la possibilità di disattivare l'indicatore LED di registrazione solleva preoccupazioni sulla trasparenza e sulla possibilità di abusi. L'app Nearby Glasses rappresenta un tentativo di fornire agli utenti uno strumento per difendersi da potenziali violazioni della privacy, ma la sua efficacia e accuratezza rimangono oggetto di discussione.

È fondamentale che la società civile, i legislatori e le aziende tecnologiche collaborino per sviluppare normative chiare e meccanismi di controllo efficaci che proteggano la privacy dei cittadini nell'era delle tecnologie indossabili. Questo include la definizione di standard per la trasparenza delle funzionalità di registrazione, l'obbligo di ottenere il consenso informato prima di registrare persone e la creazione di strumenti che consentano alle persone di rilevare e prevenire la sorveglianza occulta.

Il caso degli occhiali Ray-Ban Meta e dell'app Nearby Glasses evidenzia la necessità di un approccio proattivo alla protezione della privacy nell'era digitale. Solo attraverso un dialogo aperto e una regolamentazione adeguata sarà possibile garantire che le nuove tecnologie siano utilizzate in modo responsabile e nel rispetto dei diritti fondamentali di tutti i cittadini.

Pubblicato Giovedì, 26 Febbraio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Giovedì, 26 Febbraio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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