Sony e l'addio ai dischi: la fine di un'era e la sfida della preservazione digitale

Dal 2028 PlayStation sar solo digitale, mentre GOG rilancia la filosofia DRM-free per salvare la storia dei videogiochi

Sony e l'addio ai dischi: la fine di un'era e la sfida della preservazione digitale

Il panorama videoludico contemporaneo sta subendo una trasformazione radicale che mette in discussione i pilastri stessi del collezionismo e del possesso. In questo 2026, il colosso giapponese Song si trova a gestire una delle fasi più delicate della sua storia, stretto tra la necessità di massimizzare i profitti e un malcontento crescente della base utenti. La notizia, giunta il 20 luglio 2026, conferma un sospetto che aleggiava da tempo: la produzione di copie fisiche per PlayStation 5 e per i sistemi successivi cesserà definitivamente a partire da gennaio 2028. Questa decisione segna un punto di non ritorno, trasformando il Giappone e i mercati globali in ecosistemi puramente digitali.

Le analisi finanziarie del reparto gaming di Sony dipingono un quadro complesso. Si prevede un calo delle vendite hardware del 6% per il prossimo anno fiscale, un dato influenzato dai rincari della componentistica e dall'assenza di titoli first-party capaci di agire come system-seller. Tuttavia, è la transizione al digitale a scuotere maggiormente la community. Oltre al valore economico del possesso fisico, esiste una questione culturale profonda. Secondo un recente studio della Video Game History Foundation, circa il 90% dei titoli pubblicati prima del 2000 è già a rischio estinzione. In un mondo senza dischi, chi garantisce che un gioco acquistato oggi sarà giocabile tra vent'anni? Il sistema chiuso di PlayStation non offre le stesse garanzie di preservazione di piattaforme nate con una filosofia differente.

Un esempio lampante di questa contrapposizione è GOG, lo store di CD Projekt RED. Recentemente, GOG ha rilanciato il suo impegno per la preservazione, garantendo che i titoli acquistati rimangano scaricabili e utilizzabili senza alcun DRM. Questo significa che l'utente possiede realmente una copia del software, svincolata dalla sopravvivenza dei server dell'azienda. Al contrario, il PlayStation Store ha introdotto a marzo 2026 un aggiornamento restrittivo: le licenze digitali richiedono una connessione internet almeno ogni 30 giorni per rimanere attive. Senza questo check-in, i giochi diventano temporaneamente inutilizzabili, evidenziando come l'utente stia solo noleggiando un servizio piuttosto che acquistando un bene.

Il confronto è impietoso. Mentre il CEO Dave Oshry ammette che GOG fatica a competere con giganti come Steam, il valore etico della sua proposta è indiscutibile. La trasparenza sulla proprietà dovrebbe essere un diritto del consumatore, ma le logiche di Sony sembrano puntare verso un controllo totale dell'ecosistema, eliminando il mercato dell'usato e centralizzando ogni transazione. La scomparsa dei dischi entro il 2028 non è solo un'evoluzione tecnologica, ma un cambio di paradigma che potrebbe alienare una fetta importante di appassionati. In conclusione, la sfida per il futuro non riguarda solo la potenza delle console, ma la capacità dell'industria di rispettare la propria storia e i propri acquirenti.

Pubblicato Lunedì, 20 Luglio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Lunedì, 20 Luglio 2026

Marco P.

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Editore professionista appassionato di sport come calcio, padel, tennis e tanto altro. Sarò il vostro aggiornamento quotidiano sulle nuove release di giochi nel mondo delle slot machine da casino sia fisico che online e inoltre, anche cronista sportivo.


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