Inter, Handanovic rompe il silenzio: La verit su Conte e il divorzio amaro

L'ex capitano nerazzurro analizza il ciclo vincente da Spalletti a Inzaghi, svela i motivi dell'addio al club e critica la gestione dei giovani nel 2026

Inter, Handanovic rompe il silenzio: La verit su Conte e il divorzio amaro

Il panorama calcistico milanese stato scosso dalle recenti e profonde dichiarazioni di Samir Handanovic, una figura che per oltre un decennio ha rappresentato la colonna portante e il leader carismatico dell'Inter. In una lunga e dettagliata intervista rilasciata a Il Giornale il 3 settembre 2026, l'ex portiere sloveno ha deciso di fare chiarezza sul suo addio definitivo al club nerazzurro, un evento che ha lasciato interdetti molti sostenitori. Dopo aver appeso i guantoni al chiodo nel 2023, Handanovic aveva intrapreso un percorso di formazione interna, passando dal ruolo di osservatore a quello di allenatore della formazione Under 17, dove ha mostrato doti tecniche e umane non comuni per due stagioni consecutive. Tuttavia, lo scorso giugno si consumato il divorzio, una separazione nata da visioni inconciliabili sulla gestione dei talenti emergenti. Handanovic ha rivelato che la proposta di guidare la Primavera era subordinata a condizioni che avrebbero minato la sua autonomia decisionale: la necessit di far giocare atleti provenienti dall'Under 23 a discapito del gruppo che lavorava quotidianamente sul campo. Secondo l'ex capitano, questa una piaga del sistema calcio in Italia, un'abitudine che impedisce la reale crescita meritocratica dei ragazzi.

Il racconto di Samir Handanovic non si ferma alla cronaca recente, ma scava nelle radici del successo dell'Inter degli ultimi anni, proponendo una riflessione storiografica di grande interesse. Egli attribuisce a Luciano Spalletti il merito di aver gettato le fondamenta di un progetto che allora sembrava fragile. Sotto la guida del tecnico toscano, la squadra riusc a centrare la qualificazione in Champions League per due anni consecutivi proprio all'ultima giornata, un traguardo che, sebbene sofferto, ha permesso alla societ di stabilizzarsi economicamente e tecnicamente. "Il mio gruppo ha costruito, quello venuto dopo ha raccolto", ha affermato con orgoglio lo sloveno, sottolineando come la crescita di dirigenti e calciatori sia stata un processo lento ma inesorabile. Un passaggio critico stato riservato al confronto con i rivali del Milan: analizzando una foto della squadra rossonera campione d'Italia nel 2022, Handanovic ha fatto notare come oggi siano rimasti solo Maignan e Saelemaekers, ponendo l'accento sulla difficolt di costruire cicli vincenti in assenza di continuit organica.

L'analisi entra nel vivo quando si parla di Antonio Conte, l'uomo che ha riportato lo scudetto sulla sponda nerazzurra di Milano. Handanovic riconosce l'impatto devastante, in senso positivo, della mentalit e della tattica del tecnico pugliese, ma non nasconde le ombre di una gestione estremista. Descrive un ambiente dove il calcio assorbiva ogni istante della vita privata, rendendo quasi impossibile persino programmare impegni quotidiani banali a causa di orari di allenamento comunicati solo all'ultimo momento. "I giocatori danno tutto per lui, ma la sua intensit ha una data di scadenza", ha spiegato l'ex portiere, teorizzando che dopo un paio d'anni il rischio di un collasso emotivo e professionale diventi quasi inevitabile. Questo approccio ha per permesso di forgiare lo "zoccolo duro" che ha poi dominato la scena nazionale negli anni a seguire, pur portando spesso al logorio dei rapporti tra l'allenatore e la dirigenza.

Passando all'era di Simone Inzaghi, Handanovic evidenzia un netto cambio di paradigma. Se Conte era il generale della disciplina e della tattica rigorosa, Inzaghi stato descritto come il tecnico capace di "liberare la fantasia" dei campioni. Grazie a questa libert creativa, l'Inter ha iniziato a esprimere un calcio pi estetico e fluido, meno meccanico ma altrettanto efficace. Lo sloveno vede in questa evoluzione il segreto della longevit del club ai vertici del calcio italiano nel 2026. Guardando al campionato in corso, Handanovic si dice convinto che l'Inter resti la squadra da battere e che sia estremamente difficile che possa perdere lo scudetto, spendendo parole di stima anche per colleghi come Chivu, che continua a dimostrare il suo valore nel panorama tecnico internazionale.

Infine, un retroscena inedito ha svelato una possibile traiettoria di carriera che avrebbe potuto portare Handanovic in Inghilterra. Nel 2023, subito dopo aver lasciato il calcio giocato con la maglia dell'Inter, ci furono contatti concreti con Roberto De Zerbi per un trasferimento al Brighton. L'idea dello sloveno non era solo quella di continuare a giocare ad alti livelli in Premier League, ma soprattutto quella di studiare da vicino i metodi di allenamento di De Zerbi, un tecnico che egli ammira profondamente per innovazione e coraggio tattico. Sebbene quel trasferimento non si sia concretizzato, l'episodio testimonia la fame di conoscenza e la voglia di Handanovic di eccellere anche nella sua nuova veste di allenatore. Nonostante l'amarezza per come si conclusa l'avventura nerazzurra a giugno, lo sloveno guarda al futuro con ottimismo, certo che la sua occasione per guidare un progetto serio e coerente non tarder ad arrivare, magari proprio lontano da quella Milano che stata casa sua per quattordici anni indimenticabili.

Pubblicato Giovedì, 03 Settembre 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Giovedì, 03 Settembre 2026

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