Un rigore sbagliato che pesa come un macigno. In casa Juventus, l'errore di Locatelli dal dischetto contro il Verona, dopo quello di David contro il Lecce, ha scatenato un mare di polemiche e riacceso il dibattito sulla scelta del rigorista. Un errore che potrebbe costare caro alla Juve nella corsa alla Champions League.
La tensione è palpabile, e la reazione di Luciano Spalletti in conferenza stampa ne è la prova lampante. "Maremma impestata, diteci voi come decidere il rigorista", ha tuonato il tecnico, visibilmente irritato dalle domande sulla scelta di affidare il penalty a Locatelli. "Facciamo un altro referendum su chi deve battere il rigore. Altrimenti si va al manicomio".
Spalletti ha poi cercato di spiegare le sue ragioni, ripercorrendo le recenti vicissitudini dagli undici metri: "L'altra volta (contro il Lecce, ndr) lo ha calciato David e mi avete detto: 'perché Locatelli gli ha dato il pallone?'. Poi lo ha battuto Yildiz (contro la Cremonese) glielo hanno parato e poi ha segnato, ma tutti: 'Perché ha calciato lui?'. Ora lo abbiamo fatto calciare a Locatelli e mi viene chiesto perché ha battuto lui? Perché Yildiz aveva il pallone in mano prima del rigore? Chiunque lo prenderebbe se gli dovesse capitare. O lo butta via o lo prende in mano, no? È positivo che uno voglia calciarlo ma il rigorista era Locatelli".
Ma cosa è successo realmente sul terreno di gioco al minuto 87', quando l'arbitro, dopo aver consultato il VAR, ha assegnato il rigore alla Juventus per un tocco di mano di Idzes? Inizialmente, sul dischetto si è presentato Dusan Vlahovic, con il pallone in mano. Sembrava lui il designato. Poi, l'intervento di Yildiz, che ha preso il pallone, salvo poi cederlo a Locatelli.
Spalletti ha rivelato che erano "in due o tre che volevano batterlo, lui è rigorista e mi ha detto che se la sentiva ma si possono sbagliare, è umano". Un rigore che, se trasformato, avrebbe potuto dare una spinta decisiva alla Juventus nella corsa Champions. Invece, l'errore di Locatelli lascia l'amaro in bocca e alimenta i rimpianti. La decisione di affidare il rigore a Locatelli, nonostante la presenza di altri candidati, continua a far discutere e solleva interrogativi sulla gestione dei momenti cruciali della partita.
Questo episodio si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà per la Juventus, che sta vivendo una stagione altalenante. La squadra, dopo un buon inizio, ha subito un calo di rendimento, e la qualificazione alla prossima Champions League è tutt'altro che scontata. La pressione è alta, e ogni errore viene amplificato. La gestione dei rigori, in particolare, è diventata un vero e proprio caso, con scelte che hanno spesso generato polemiche e malumori.
Ora, la Juventus è chiamata a reagire e a ritrovare la solidità e la determinazione necessarie per raggiungere i propri obiettivi. La strada è ancora lunga e difficile, ma la squadra ha le qualità per superare questo momento di difficoltà. Sarà fondamentale fare tesoro degli errori commessi e lavorare sodo per migliorare sotto tutti i punti di vista. La qualificazione alla Champions League è un traguardo fondamentale per il futuro del club, e la Juventus farà di tutto per raggiungerlo.

