In un Hill Dickinson Stadium ribollente di passione e tensione, il Manchester City ha visto le proprie certezze incrinarsi sotto i colpi di un Everton indomabile, concludendo la sfida con un pareggio per 3-3 che ha il sapore amaro di una sconfitta strategica. Gli uomini di Pep Guardiola, costretti a inseguire un Arsenal in stato di grazia in una delle corse al titolo pi serrate degli ultimi decenni, hanno mostrato segni di fragilit difensiva inaspettata, salvandosi dal tracollo totale solo grazie alla classe cristallina di Jeremy Doku nei secondi finali di una partita infinita. Questo risultato lascia i Citizens a cinque lunghezze di distanza dalla capolista londinese, rendendo la prossima sfida contro il Crystal Palace un crocevia fondamentale e senza appello per le speranze di gloria della squadra di Manchester.
Il match era iniziato con il City in pieno controllo territoriale, capace di sbloccare il punteggio al minuto 43 grazie a una perla tecnica. stato proprio il talento belga Jeremy Doku a inventare una traiettoria imparabile: servito con precisione chirurgica da Cherki, l'esterno ha fintato il cross per poi rientrare sul suo piede preferito e scagliare un tiro a giro che si insaccato proprio sotto l'incrocio dei pali, lasciando Jordan Pickford del tutto immobile. Tuttavia, la tensione agonistica salita vertiginosamente poco prima dell'intervallo, quando un brutto intervento di Keane ai danni dello stesso Doku ha scatenato le furiose proteste della panchina di Guardiola. Nonostante l'intervento del VAR per valutare una possibile espulsione, il direttore di gara ha optato per il semplice cartellino giallo, una decisione che ha alimentato il nervosismo tra le fila degli ospiti e ha dato coraggio ai padroni di casa di Liverpool.
Nella ripresa, il volto della gara cambiato radicalmente, trasformandosi in una battaglia di nervi. Nonostante la presenza rassicurante di Gianluigi Donnarumma tra i pali, autore di almeno due parate prodigiose su conclusioni ravvicinate, la difesa del City crollata sotto la pressione asfissiante dei Toffees. Al minuto 68, un clamoroso errore in fase di impostazione da parte di Marc Guehi ha regalato palla a Barry, che non ha sbagliato a tu per tu con il portiere italiano, siglando il gol del pareggio. La spinta dell'Everton non si esaurita e, appena cinque minuti dopo, il centrale O'Brien ha svettato pi in alto di tutti su un calcio d'angolo perfetto battuto da Garner, ribaltando incredibilmente la situazione. Lo shock per il City diventato totale all'81', quando ancora uno scatenato Barry ha firmato il 3-1, seminando il panico tra i difensori avversari e facendo sognare una vittoria storica a tutto lo stadio.
In un finale di partita frenetico e carico di adrenalina, emerso il carisma di Erling Haaland. L'attaccante norvegese, visibilmente frustrato per la scarsit di palloni ricevuti fino a quel momento, ha accorciato le distanze all'83' con un pallonetto millimetrico che ha beffato la retroguardia di casa. Il forcing finale del Manchester City si trasformato in un assalto disperato, premiato solo al 97' minuto quando, in piena zona Cesarini, ancora Jeremy Doku ha trovato lo spazio per la deviazione vincente del definitivo 3-3. Questo pareggio strappato con i denti evita la capitolazione totale, ma complica terribilmente i piani di rimonta nei confronti di un Arsenal che ora vede il traguardo sempre pi vicino, potendo contare su un vantaggio psicologico e numerico notevole a poche giornate dal termine della Premier League.
Parallelamente, nella capitale Londra, si consumato un altro atto della crisi senza fine del Chelsea. Presso lo storico Stamford Bridge, i Blues sono stati travolti da un Nottingham Forest cinico e organizzato, capace di imporsi con un perentorio 3-1. La stagione dei londinesi, iniziata con i fasti della vittoria nel Mondiale per Club sotto la guida di Enzo Maresca, si sta trasformando in un calvario sportivo senza precedenti. Dopo l'addio a Maresca a inizio gennaio e il fallimento della breve parentesi di Liam Rosenior, esonerato solo pochi giorni fa, la squadra passata nelle mani del tecnico ad interim Calum McFarlane, che non riuscito a invertire una rotta che vede ora il club relegato a un umiliante nono posto in classifica, ormai fuori dalle coppe europee.
Il protagonista assoluto della serata londinese stato il nigeriano Taiwo Awoniyi, autore di una doppietta devastante tra il 2' e il 52' minuto. La sua fisicità debordante ha messo in crisi totale la retroguardia del Chelsea, portando anche al calcio di rigore trasformato da Igor Jesus al 15'. In un clima di contestazione aperta da parte dei tifosi di casa, il gol della bandiera siglato da Joao Pedro al 93' servito solo ad attenuare minimamente il passivo, ma non ha impedito la sesta sconfitta consecutiva in campionato. La partita stata inoltre funestata da violenti scontri di gioco: i testa a testa che hanno coinvolto l'esordiente Jesse Derry, Abbott, Robert Sanchez e Morgan Gibbs-White hanno richiesto l'intervento immediato dei sanitari e diverse sostituzioni forzate, gettando un'ombra di preoccupazione sulla salute dei calciatori coinvolti in vista del finale di stagione. Guardando al futuro, il calendario mette ora il Manchester City di fronte a prove di carattere fondamentali, mentre per il Chelsea si prospetta un'estate di rifondazione totale per cercare di cancellare le macerie di una stagione fallimentare.

