Il fine settimana a Buriram segna per Fabio Quartararo l'inizio di un capitolo cruciale: la sua ultima stagione con Yamaha. Un anno che si preannuncia carico di incognite, soprattutto alla luce delle modeste aspettative riposte sulla nuova M1 V4. A pochi giorni dal suo 27esimo compleanno, Quartararo si prepara ad affrontare la sua ottava stagione in MotoGP, una stagione di transizione in attesa di una nuova avventura professionale con un altro costruttore.
La Yamaha, la casa che lo ha lanciato nel 2019 nella massima categoria e con cui ha trionfato nel 2021 conquistando il titolo mondiale, ha intrapreso una coraggiosa rivoluzione tecnica. Abbandonata la tradizionale filosofia del motore a quattro cilindri in linea, ha optato per un più performante V4, seguendo l'esempio degli altri costruttori. Tuttavia, i risultati finora ottenuti non sembrano essere all'altezza delle aspettative e del potenziale della casa di Iwata.
Quartararo, dal canto suo, non si nasconde dietro a proclami o false speranze. "Non ho aspettative", ha candidamente ammesso alla vigilia del Gran Premio di Thailandia a Buriram. Una dichiarazione che riflette una certa rassegnazione, ma anche la consapevolezza del proprio valore. "È difficile mantenere la calma perché sono consapevole del mio potenziale", ha aggiunto il pilota, cercando di giustificare le sue reazioni impulsive, talvolta sfociate in gesti di stizza in pista e ai box.
Proprio Quartararo è stato uno dei principali fautori della svolta tecnica di Yamaha, spingendo per l'adozione del motore V4. Ma il prototipo attuale sembra essere ancora lontano dalle sue aspettative. "A settembre, quando ho provato la moto a Barcellona, le sensazioni non erano positive, il motore era nuovo e la situazione non è cambiata molto", ha spiegato, evidenziando la mancanza di progressi significativi.
Il pilota francese sollecita un cambio di passo da parte del costruttore giapponese. "Sono gli ingegneri che devono trovare qualcosa che ci permetta di trovare una base solida", ha sottolineato, quantificando in secondi il divario prestazionale tra la nuova moto e il modello precedente, equipaggiato con il quattro cilindri in linea. "Il ritmo della simulazione di gara nei test è stato di circa sette decimi più lento rispetto all'anno scorso. Yamaha non sa quando la moto sarà veloce, ma in sei mesi non siamo riusciti a migliorare", ha concluso con amarezza Quartararo.
Le parole di Quartararo, seppur velate di delusione, non suonano come una resa. Il pilota sembra determinato a dare il massimo in questa stagione, consapevole dei propri mezzi e desideroso di onorare al meglio il suo impegno con Yamaha. Allo stesso tempo, guarda già al futuro, forte di una decisione presa che gli consente di affrontare con maggiore serenità questa fase di transizione. Resta da vedere quale sarà la prossima sfida di Fabio Quartararo e se la Yamaha riuscirà a colmare il gap prestazionale per consentirgli di competere al vertice in questo ultimo anno insieme. Le prossime gare saranno decisive per capire se ci saranno margini di miglioramento e quali saranno le reali ambizioni del pilota francese.

