Bagnaia al veleno a Barcellona: crisi tecnica con la Ducati e durissimo attacco ai colleghi

Il campione piemontese finisce in Q1 al Montmelò e lancia una dura provocazione sull assenteismo nella Safety Commission: Una gran cavolata che danneggia tutti

Bagnaia al veleno a Barcellona: crisi tecnica con la Ducati e durissimo attacco ai colleghi

Nel cuore pulsante della stagione MotoGP 2026, il weekend del Gran Premio di Catalogna si è aperto con una doccia fredda per Francesco Bagnaia. Dopo la brillante performance mostrata solo pochi giorni fa sul tracciato di Le Mans, dove la sua Ducati Desmosedici GP26 sembrava aver finalmente trovato l'equilibrio perfetto per dominare la concorrenza, il pilota piemontese è tornato a fare i conti con i fantasmi di una stagione finora caratterizzata da troppi alti e bassi. Al Circuit de Barcelona-Catalunya, nella giornata di venerdì 15 maggio 2026, Pecco ha chiuso con un amaro dodicesimo tempo cronometrato, un risultato che lo costringerà a passare dalle forche caudine della Q1 durante le qualifiche di sabato.

Le difficoltà incontrate da Francesco Bagnaia non sono però figlie del caso, ma di un problema cronico di grip che affligge la versione 2026 della rossa di Borgo Panigale su asfalti a bassa aderenza. Il tracciato catalano, noto per essere uno dei più critici sotto questo aspetto, ha messo a nudo le debolezze della moto numero 63. Nonostante il distacco dalla vetta sia contenuto in poco più di tre decimi, la sensazione di precarietà è evidente. Pecco ha spiegato ai media, tra cui Motorsport.com, come la sua moto soffra di uno spin eccessivo: quando tenta di scaricare la potenza a terra, la ruota posteriore non trova trazione, obbligando l'elettronica a intervenire pesantemente e castrando così la velocità in uscita di curva. Un contrasto netto con quanto visto solo un anno fa, quando la gestione della gomma su questa pista era uno dei suoi punti di forza assoluti.

La situazione tecnica è resa ancora più complessa dal confronto interno con gli altri piloti della casa bolognese. Mentre Bagnaia fatica, altri sembrano aver trovato una strada più efficace, in particolare Fabio Di Giannantonio, che secondo il due volte campione del mondo è l'unico capace di mantenere una costanza di rendimento invidiabile, guidando una moto che risponde in modo prevedibile agli input. Questo disallineamento nei dati preoccupa il box Ducati, specialmente in vista di una Q1 che si preannuncia come una vera e propria trappola. Sabato mattina, infatti, Pecco dovrà vedersela con avversari del calibro di Jorge Martin, Enea Bastianini e il talentuoso Ai Ogura, tutti a caccia dei due soli posti disponibili per l'accesso alla fase finale delle qualifiche.

Ma oltre alla cronaca sportiva, Francesco Bagnaia ha sollevato un polverone politico e di sicurezza che sta scuotendo il paddock di Barcellona. Lo spunto è arrivato dal brutto incidente occorso a Jorge Martin durante la sessione mattutina. Il pilota dell'Aprilia è scivolato alla curva 12, finendo violentemente contro gli airfence dopo che la sua stessa moto si era frapposta tra lui e le barriere, in un punto dove lo spazio di fuga è considerato da molti insufficiente. Questo episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dell'impianto catalano, ma è stata la reazione di Pecco riguardo alla Safety Commission a colpire maggiormente gli addetti ai lavori.

Bagnaia non ha usato giri di parole per definire una gran cavolata l'assenteismo dei suoi colleghi alle riunioni sulla sicurezza. Il pilota della Ducati ha rivelato un retroscena inquietante: nel precedente appuntamento in Francia, alla riunione ufficiale erano presenti soltanto in tre. Un numero irrisorio che toglie potere contrattuale ai piloti nei confronti della Dorna e della proprietà dei circuiti. Pecco ha sottolineato come la mancanza di coesione tra i corridori impedisca di ottenere cambiamenti necessari, come il rifacimento di asfalti ormai obsoleti o la modifica di regole arbitrarie introdotte a stagione in corso. Il riferimento è alla gestione della pit-lane, dove nell'ultimo periodo si è passati da una tolleranza che ha permesso ad alcuni piloti di guadagnare punti pesanti, a sanzioni severissime come il ride through per infrazioni identiche.

Secondo Francesco Bagnaia, l'unico modo per farsi ascoltare è presentarsi compatti davanti alla commissione, specialmente in una stagione come questa, dove le velocità di punta delle MotoGP 2026 hanno raggiunto vette tali da rendere molti circuiti al limite dell'omologazione. Il weekend di Barcellona si preannuncia dunque infuocato non solo per le temperature dell'asfalto, ma anche per un clima teso all'interno dell'associazione piloti. Mentre il team cerca soluzioni per restituire grip alla GP26, il suo pilota di punta si erge a leader carismatico, richiamando tutti all'ordine e alla responsabilità, perché la sicurezza non può essere un optional o un impegno da disertare per mancanza di tempo.

Pubblicato Venerdì, 15 Maggio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Venerdì, 15 Maggio 2026

Marco P.

Marco P.

Editore professionista appassionato di sport come calcio, padel, tennis e tanto altro. Sarò il vostro aggiornamento quotidiano sulle nuove release di giochi nel mondo delle slot machine da casino sia fisico che online e inoltre, anche cronista sportivo.


Consulta tutti gli articoli di Marco P.

Footer
Articoli correlati
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Contenuto promozionale
Infogioco.it - Sconti