Elon Musk e il piano segreto per acquisire OpenAI: i retroscena della rottura con Sam Altman

Nuove prove giudiziarie svelano l'offerta di un posto nel board di Tesla e il tentativo di trasformare il laboratorio di IA in una divisione del colosso dell'automotive

Elon Musk e il piano segreto per acquisire OpenAI: i retroscena della rottura con Sam Altman

La battaglia legale che vede contrapposti Elon Musk e i vertici di OpenAI continua a rivelare dettagli inediti e sorprendenti sulla genesi di quella che oggi è la società leader nell'intelligenza artificiale generativa. Dalle ultime udienze processuali tenutesi questa settimana negli Stati Uniti, è emerso che nel 2017 il miliardario sudafricano non solo puntava a ottenere il controllo totale della startup, ma aveva già pianificato una ristrutturazione aggressiva per trasformarla in una divisione commerciale integrata all'interno di Tesla. Questa strategia prevedeva una manovra di acquisizione di fatto che avrebbe cambiato per sempre il destino del settore tecnologico globale, spostando l'asse dell'innovazione IA sotto l'ombrello produttivo della casa automobilistica di Austin.

Secondo le testimonianze e i documenti presentati in aula, Musk cercò di convincere Sam Altman, attuale CEO di OpenAI, offrendogli una posizione di rilievo all'interno del consiglio di amministrazione di Tesla. L'obiettivo era chiaro: creare una sinergia totale tra i sistemi di guida autonoma e le potenzialità computazionali dei modelli di linguaggio che allora erano ancora in una fase embrionale. Per facilitare questa transizione e ammorbidire le resistenze del management, il fondatore di SpaceX arrivò persino a regalare diverse autovetture Tesla ad alcuni membri chiave del team di OpenAI, un gesto interpretato dai legali della startup come un tentativo di "indebita persuasione" per spingere l'organizzazione verso una deriva commerciale controllata da un unico uomo.

Un ruolo centrale in questa intricata vicenda è ricoperto da Siobhan Zilis, figura di spicco nel panorama delle aziende di Musk, nonché madre di quattro dei suoi figli e dirigente presso Neuralink. Zilis ha confermato che nel 2017 l'idea di creare un laboratorio di intelligenza artificiale direttamente in Tesla era un'opzione seriamente discussa e sostenuta da una fitta corrispondenza interna. Tuttavia, il progetto non andò mai in porto a causa delle divergenze insormontabili sulla governance. Le prove documentali suggeriscono che Elon Musk, dopo aver fallito nel suo tentativo di scalata, abbia iniziato a mostrare un atteggiamento ostile, culminato con la sua uscita dal board di OpenAI nel 2018 e il successivo reclutamento di talenti della startup per portarli a lavorare sui progetti di intelligenza artificiale forte direttamente in Tesla.

Oltre alle manovre di potere di Musk, le udienze hanno gettato luce sulla complessa dinamica interna di OpenAI attraverso la testimonianza di Mira Murati. L'ex Chief Technology Officer, che ha recentemente lasciato la società per fondare una propria startup, ha descritto un clima di profonda sfiducia generato, a suo dire, dai comportamenti manipolatori di Sam Altman. Murati ha affermato che Altman tendeva a fornire versioni contrastanti dei fatti ai diversi dirigenti, alimentando il caos e minando l'autorità dei colleghi. Nonostante queste critiche, Murati ha ammesso di aver sostenuto il ritorno di Altman dopo il drammatico licenziamento del 2023, temendo che senza la sua guida la società potesse implodere.

Le rivelazioni toccano anche il lancio di ChatGPT, avvenuto nel 2022. Pare che il consiglio di amministrazione fosse all'oscuro dei dettagli operativi fino a ridosso del rilascio pubblico, una mancanza di comunicazione che generò forti attriti. Siobhan Zilis ha aggiunto che il board espresse insoddisfazione per come Altman gestì quella fase cruciale, sottolineando una tendenza a bypassare gli organi di controllo per accelerare la commercializzazione dei prodotti. Questo scenario dipinge un quadro di OpenAI molto lontano dall'idilliaco laboratorio no-profit immaginato alle origini, rivelando una struttura segnata da lotte di potere, ambizioni sfrenate e una competizione feroce per il dominio del futuro digitale.

In conclusione, quanto emerso nelle aule di tribunale dimostra come il conflitto tra Elon Musk e OpenAI non sia solo una questione di divergenze filosofiche sulla sicurezza dell'IA, ma una vera e propria guerra per la sovranità tecnologica. La visione di Musk di un'IA centralizzata in Tesla si scontrava con l'ambizione di Altman di creare un ecosistema indipendente, seppur fortemente legato a partner come Microsoft. Mentre la causa legale prosegue, resta evidente che le decisioni prese in quegli anni critici hanno plasmato l'attuale panorama dell'innovazione, definendo chi oggi controlla le tecnologie più potenti mai create dall'uomo e quali interessi, economici o ideologici, guidino il loro sviluppo verso il prossimo decennio.

Pubblicato Giovedì, 07 Maggio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Giovedì, 07 Maggio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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