Il panorama dell'industria dei videogiochi contemporanea è testimone di un nuovo, drammatico capitolo che vede coinvolta Build a Rocket Boy, lo studio di sviluppo fondato dal veterano dell'industria ed ex mente creativa di Rockstar Games, Leslie Benzies. Quella che doveva essere una sfida ai colossi del settore si è trasformata in una spirale di crisi profonda, culminata con il rilascio dell'aggiornamento Blacklisted lo scorso 28 aprile. Nonostante le grandi aspettative riposte in questa patch, concepita per essere il punto di svolta per il tormentato action-adventure MindsEye, i risultati sono stati diametralmente opposti a quelli sperati, innescando una nuova e pesantissima ondata di licenziamenti che mette in serio dubbio il futuro stesso dell'azienda.
Secondo quanto riportato da fonti vicine alla situazione e confermato dalla testata giornalistica Kotaku, circa 170 dipendenti sono stati allontanati dalla sede di Edimburgo e dagli altri uffici satellite a partire dalla fine della scorsa settimana. Si tratta della terza ondata di tagli al personale nell'arco di soli dodici mesi, dopo i precedenti ridimensionamenti avvenuti a giugno e marzo. Questi numeri descrivono una parabola discendente impressionante: al suo apice, Build a Rocket Boy vantava un organico di circa 800 professionisti. Dopo la ristrutturazione di marzo, la forza lavoro era scesa a circa 240 persone, ma le ultime decisioni del management avrebbero ridotto il team a soli 80 specialisti. Questa drastica riduzione sembra riflettere la volontà del CEO Mark Gerhard, il quale, in una recente intervista rilasciata a GamesBeat, aveva espresso l'intenzione di trasformare lo studio in un'entità più snella e agile composta da circa 100 unità.
Il progetto MindsEye, integrato all'interno dell'ambiziosa piattaforma Everywhere, era stato presentato come un'opera rivoluzionaria in grado di ridefinire il concetto di contenuto generato dagli utenti attraverso il sistema Arcadia. La dirigenza aveva più volte evocato casi celebri di riscatto videoludico, come quelli di Cyberpunk 2077 e No Man’s Sky, sperando che un supporto post-lancio costante potesse trasformare un debutto fallimentare in un successo a lungo termine. Tuttavia, la realtà dei dati racconta una storia ben diversa. Sulla piattaforma Steam, il picco di utenti contemporanei nelle ultime 24 ore non ha superato le 20 persone, un numero impietoso per un progetto di tale portata che ha beneficiato di investimenti milionari. La percezione del pubblico rimane estremamente negativa, tanto che il gioco si è guadagnato l'ingloriosa etichetta di peggior titolo del 2025 secondo diverse testate specializzate.
Invece di un'analisi autocritica sulle meccaniche di gioco o sulla strategia di marketing, i vertici di Build a Rocket Boy hanno adottato una linea difensiva controversa, attribuendo l'insuccesso dell'aggiornamento Blacklisted all'operato di presunti "sabotatori interni ed esterni". Questa retorica del complotto ha creato un clima di tensione tra i dipendenti rimasti e quelli licenziati, molti dei quali lamentano una gestione poco trasparente e una visione creativa frammentata che non ha mai trovato una direzione solida sotto la guida di Leslie Benzies. Mentre il mercato globale dei videogiochi attraversa una fase di correzione dolorosa, il caso di MindsEye diventa un monito su quanto sia difficile competere nel segmento AAA senza una community solida e una struttura aziendale stabile. Al momento, le prospettive di una ripresa appaiono flebili, e la sopravvivenza stessa di Arcadia sembra appesa a un filo, lasciando l'industria a interrogarsi su quale sarà il destino finale di uno degli studi che prometteva di cambiare le regole del gioco.

