Google sfida Nvidia nel mercato degli acceleratori AI con i suoi chip TPU

L'azienda di Mountain View punta a competere con Nvidia offrendo i suoi TPU a sviluppatori terzi e investendo in startup di server

Google sfida Nvidia nel mercato degli acceleratori AI con i suoi chip TPU

Nel vivace settore degli acceleratori AI, si pensava che i principali concorrenti di Nvidia fossero AMD e, in misura minore, Intel. Tuttavia, Google, con i suoi processori TPU (Tensor Processing Unit), sta dimostrando ambizioni così significative da non poter essere ignorata nell'analisi del panorama competitivo.

Storicamente, Google è stata uno dei maggiori consumatori di acceleratori Nvidia. Negli ultimi tre anni, l'amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, ha menzionato l'utilizzo di chip Nvidia nell'infrastruttura di calcolo dell'azienda in 10 occasioni su 12 durante le conference call trimestrali. Il lancio del modello AI Gemini 3 ha iniziato a cambiare questo scenario, poiché i rappresentanti di Google hanno dichiarato di averlo addestrato esclusivamente sui propri processori TPU. Il successo di Gemini 3 ha funzionato come una sorta di pubblicità per questi chip, e ora Google starebbe negoziando la loro fornitura a sviluppatori terzi di sistemi AI. Finora, Google ha utilizzato i TPU solo per le proprie esigenze, ma recentemente sono emerse voci secondo cui Meta Platforms sarebbe interessata.

Quest'ultima, tuttavia, ha stipulato un contratto per la fornitura di processori centrali Nvidia, un settore relativamente nuovo per il produttore di chip. Recentemente, è emerso che Google intende fornire supporto finanziario ai creatori di sistemi server che sono disposti a utilizzare chip TPU per la loro costruzione. Ad esempio, Google intende investire fino a 100 miliardi di dollari nel capitale della startup Fluidstack. Nvidia ha già utilizzato schemi di cooperazione simili con i fornitori di servizi cloud, investendo nel capitale di CoreWeave, Nebius e Lambda.

Spostare Nvidia nel mercato dei chip AI non è facile anche a causa della carenza di capacità produttiva contrattuale. Nvidia è già diventata il più grande cliente di TSMC, il principale produttore di chip personalizzati. In queste condizioni, anche Apple ha problemi a ottenere da TSMC un numero sufficiente di chip, sebbene storicamente sia stato uno dei clienti privilegiati del fornitore taiwanese. Semplicemente, Google non sarà in grado di produrre con TSMC un numero di chip sufficiente sia per le proprie esigenze che per le vendite ai clienti.

La mossa di Google rappresenta un tentativo audace di diversificare il mercato degli acceleratori AI, finora dominato da Nvidia. Resta da vedere se Google riuscirà a superare le sfide produttive e logistiche per affermarsi come un concorrente credibile. La competizione nel settore degli acceleratori AI è destinata ad intensificarsi nei prossimi anni, con implicazioni significative per l'innovazione e l'accesso alla tecnologia AI.

Pubblicato Mercoledì, 25 Febbraio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 25 Febbraio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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