Iran, il Presidente Pezeshkian ordina il ripristino totale di Internet dopo 87 giorni di blackout

Fine dell'isolamento digitale: il governo di Teheran vota all'unanimità per tornare alla connettività pre-crisi dopo le tensioni militari

Iran, il Presidente Pezeshkian ordina il ripristino totale di Internet dopo 87 giorni di blackout

In una mossa che segna un punto di svolta per la stabilità interna e l'economia digitale della regione, il Presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian, ha ufficialmente emesso un ordine esecutivo per il ripristino immediato dell'accesso a Internet in tutto il Paese. La decisione mette fine a un periodo di isolamento digitale forzato durato ben 87 giorni, uno dei più lunghi e severi mai registrati nella storia recente delle comunicazioni globali. L'annuncio è giunto attraverso i canali ufficiali e confermato da Ali Ahmadnia, capo della Direzione dell'informazione del governo iraniano, il quale ha utilizzato la piattaforma social X per comunicare che, durante l'ultima riunione di gabinetto, tutti i rappresentanti governativi hanno votato all'unanimità a favore del ritorno della connettività ai livelli precedenti alla crisi.

Il blackout era iniziato il 28 febbraio, in concomitanza con l'intensificarsi delle tensioni geopolitiche e l'avvio di una serie di attacchi mirati condotti da Stati Uniti e Israele contro obiettivi strategici all'interno del territorio iraniano. Questa misura drastica, inizialmente presentata come una necessità di sicurezza nazionale per prevenire il coordinamento di attività ostili e la fuga di informazioni sensibili, ha paralizzato la vita quotidiana di milioni di cittadini e ha inflitto danni incalcolabili al settore privato. L'organizzazione NetBlocks, che monitora la governance della rete e la libertà digitale a livello mondiale, aveva già evidenziato in un rapporto di aprile come questa interruzione rappresentasse una delle chiusure nazionali più prolungate e sistematiche mai documentate, superando di gran lunga i precedenti interventi di censura operati dalle autorità di Teheran.

Per comprendere l'entità di questo isolamento, basta guardare ai precedenti storici: all'inizio di quest'anno, precisamente l'8 gennaio, il governo aveva già imposto un blocco della rete a seguito di ondate di proteste antigovernative che avevano attraversato le principali città come Teheran, Isfahan e Shiraz. Tuttavia, in quel caso, la restrizione era durata solo circa una settimana. Il blocco attuale, invece, ha quasi raggiunto i tre mesi, trasformando radicalmente il panorama sociale e costringendo le imprese a operare in un vuoto tecnologico quasi assoluto. Durante questo periodo, l'accesso alla rete non filtrata è rimasto un privilegio esclusivo di una ristretta cerchia di alti funzionari governativi e di un numero limitato di giornalisti accreditati presso il regime, creando una disparità informativa senza precedenti nel Paese.

La struttura dell'accesso a Internet in Iran è da tempo organizzata su base gerarchica e discriminatoria. Mentre la popolazione generale rimaneva nel buio digitale, professionisti selezionati come accademici, medici, avvocati e grandi aziende avevano accesso al cosiddetto Internet Pro. Questo sistema, pur garantendo una stabilità maggiore per servizi essenziali come Telegram e WhatsApp, limitava comunque l'uso a un elenco ristretto di piattaforme straniere approvate dal ministero. Per la stragrande maggioranza dei giovani e dei piccoli commercianti iraniani, l'unica via di fuga dall'isolamento è stata l'utilizzo di servizi VPN (Virtual Private Network). Tuttavia, a causa delle restrizioni e della domanda elevatissima, il costo di queste connessioni clandestine è lievitato fino a diventare dodici volte più costoso dell'abbonamento standard all'Internet Pro, alimentando un mercato nero digitale che ha prosciugato le risorse di molte famiglie.

Il ripristino della connettività deciso da Pezeshkian non è solo una risposta alle pressioni sociali interne, ma riflette anche la necessità impellente di riavviare un'economia nazionale allo stremo. Il settore tecnologico iraniano, che negli ultimi anni aveva mostrato segni di vivacità nonostante le sanzioni internazionali, ha subito un arresto quasi totale. La mancanza di connettività ha impedito le transazioni bancarie internazionali, ha bloccato l'e-commerce e ha isolato le start-up locali dai mercati regionali. La decisione di tornare allo stato "pre-crisi" suggerisce che il governo ritenga ora gestibile la situazione sul fronte della sicurezza interna, nonostante le ferite lasciate dagli scontri militari e dalle tensioni con l'Occidente rimangano aperte e profonde.

Le prospettive future restano comunque incerte. Esperti internazionali di diritti digitali e osservatori politici si chiedono se questo ripristino sarà totale o se verranno mantenuti nuovi e più sofisticati sistemi di filtraggio implementati durante il blackout. La società civile iraniana, pur accogliendo con sollievo la notizia, guarda con scetticismo alle promesse di trasparenza del governo. La capacità di Teheran di spegnere e riaccendere la rete a proprio piacimento rimane una spada di Damocle sulla testa dei cittadini. In questo contesto, il ruolo delle grandi piattaforme tecnologiche e delle organizzazioni internazionali sarà cruciale per garantire che l'accesso a Internet sia riconosciuto non come un privilegio concesso dallo Stato, ma come un diritto fondamentale essenziale per la partecipazione alla vita democratica ed economica del 2026. Il mondo osserva ora con attenzione se questa riapertura porterà a un reale allentamento della censura o se sarà solo una breve parentesi in una strategia di controllo digitale sempre più stringente.

Pubblicato Martedì, 26 Maggio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Martedì, 26 Maggio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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