L'esperienza pratica con i sistemi di accumulo di energia a batteria ha rivelato una problematica inattesa: una parte dell'energia accumulata scompare senza lasciare traccia. Le performance reali si discostano dalle proiezioni iniziali, con una scarica delle batterie più rapida del previsto. Gli operatori del settore arrivano a perdere fino a 100.000€ a settimana, attribuendo a mancanze inspiegabili queste perdite. La causa principale di questo fenomeno risiede in una gestione non ottimale dei sistemi di accumulo.
La società tedesca Volytica, specializzata nell'analisi di questi sistemi, ha condotto uno studio su un impianto reale da 350 MWh situato in Europa. L'indagine ha dimostrato come lo squilibrio tra le celle che compongono la batteria può rendere inutilizzabile fino all'11% della capacità installata, un'energia "bloccata" e non disponibile per il mercato. L'analisi ha evidenziato che, quando la cella più carica raggiungeva il 100% della capacità, la cella meno carica arrivava a malapena al 75%. Questa situazione è tipica delle batterie con celle collegate in serie, dove l'elemento più debole limita le prestazioni dell'intero sistema.
Tecnicamente, lo squilibrio nasce dalla naturale variazione delle caratteristiche delle singole celle. Durante la carica, il processo si arresta quando una delle celle raggiunge il limite massimo di capacità. Durante la scarica, invece, il processo si interrompe quando una delle celle si scarica completamente per prima. Questo comporta una perdita giornaliera compresa tra 15 e 40 MWh, pari all'11% della capacità installata. Le batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) presentano ulteriori difficoltà, poiché la stima dello stato di carica può essere imprecisa fino al 50%. Di conseguenza, il sistema di gestione della batteria (BMS) sovrastima la capacità disponibile, portando alla vendita di energia che in realtà non può essere fornita.
Le conseguenze finanziarie di questo squilibrio sono rilevanti: la sovrastima della capacità comporta sanzioni per il mancato rispetto degli impegni presi sul mercato energetico. Nel caso specifico analizzato, le perdite sono state stimate tra 25.000 e 110.000€ a settimana, con una potenziale riduzione del fatturato complessivo del progetto di diversi punti percentuali. In un contesto di instabilità del mercato energetico europeo, questo impatto si fa sentire in modo particolarmente significativo. La crescente adozione di sistemi di accumulo, incentivata da politiche come il Next Generation EU e il PNRR italiano, rende cruciale affrontare questa problematica per massimizzare l'efficacia degli investimenti nel settore.
Gli esperti del settore ritengono che il problema possa essere risolto, ma è necessario introdurre la pratica del ribilanciamento periodico delle celle nei protocolli operativi dei sistemi di accumulo. Non esistono raccomandazioni standardizzate, poiché mancano standard unificati per i sistemi di accumulo e le celle. Si prevede una crescente domanda di servizi di consulenza specialistica. Nel frattempo, i proprietari degli impianti cercano di risolvere autonomamente questi problemi, con risultati variabili. L'implementazione di nuove tecnologie comporta sempre delle sfide, ma affrontarle è fondamentale per garantire il successo della transizione energetica.

