Bitdefender e Netgear: le smart TV sono i dispositivi più vulnerabili nelle case intelligenti
Un nuovo studio rivela un aumento degli attacchi automatizzati verso l'Internet delle cose, con oltre 5 miliardi di eventi di sicurezza registrati nei primi nove mesi del 2026.
La società specializzata in sicurezza informatica Bitdefender e il produttore di apparecchiature di rete Netgear hanno pubblicato i risultati di una ricerca congiunta sull'evoluzione delle minacce nel settore dell'Internet delle cose (IoT). Il rapporto evidenzia come la diffusione di questi dispositivi abbia incrementato l'esposizione degli utenti ad attacchi informatici automatizzati e a campagne malevole su larga scala. Lo studio si basa su dati telemetrici raccolti tra il primo gennaio e il 30 settembre 2026 in 10,4 milioni di abitazioni dotate di tecnologie intelligenti in tutto il mondo.
Gli esperti di Bitdefender hanno analizzato complessivamente 5,4 miliardi di eventi legati alla sicurezza e 1,2 miliardi di rilevamenti di vulnerabilità. Tra i dati più significativi emersi dalla ricerca figurano 4,85 miliardi di tentativi di accesso ai router domestici, con una media di due attacchi al giorno per ogni singolo dispositivo monitorato. Sono stati inoltre registrati 466,6 milioni di tentativi di individuazione delle password tramite tecniche di forza bruta. L'analisi prende in considerazione anche interventi rilevanti delle autorità, come lo smantellamento di quattro botnet IoT operato dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, e la scoperta di software malevoli nelle applicazioni per smart TV capaci di trasformare gli apparecchi in server proxy.
Secondo i dati raccolti, un singolo dispositivo connesso può oggi essere sfruttato dai criminali informatici per quattro diverse finalità: l'attacco diretto, la trasformazione in server proxy, l'utilizzo come sensore per la raccolta di informazioni sensibili e la funzione di punto di ingresso per penetrare nell'intera rete domestica. In questo scenario, le smart TV si sono confermate come la categoria di dispositivi più critica, potendo ricoprire contemporaneamente tutti e quattro i ruoli citati. Per questa tipologia di prodotti sono stati documentati 270,3 milioni di casi di vulnerabilità attive.
Il numero di oggetti connessi alla rete continua a crescere costantemente, con una media attuale di 24 dispositivi per nucleo familiare, rispetto ai 22 registrati nel corso dell'anno precedente. Questa saturazione tecnologica ha portato la fase di ricognizione a diventare la tipologia di attacco prevalente, rappresentando il 90,1% di tutte le attività ostili rilevate. I sistemi di scansione automatizzati setacciano costantemente la rete alla ricerca di infrastrutture e dispositivi con protezioni deboli, con l'obiettivo di integrarli in botnet o utilizzarli come basi per offensive più complesse e mirate.
Lo studio evidenzia infine come la natura di questi attacchi sia cambiata, passando da tentativi mirati a processi di massa gestiti da algoritmi che operano senza sosta. La vulnerabilità dei dispositivi IoT non riguarda solo la protezione dei dati personali contenuti al loro interno, ma la sicurezza complessiva della rete a cui sono collegati. La facilità con cui una smart TV o un router possono essere compromessi mette a rischio l'integrità di tutti gli altri strumenti di lavoro o di comunicazione presenti all'interno delle mura domestiche, consolidando un trend che vede i dispositivi d'uso comune al centro delle strategie del cybercrimine globale.
Articolo realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come lavoriamo
Pubblicato il 30 ottobre 2026, 12:27 a cura di Anna Sulac per Infogioco.it.
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