Google testa l'intelligenza artificiale nello spazio con i processori TPU
Attraverso Project Suncatcher il modello Gemma 4 ha generato testi e analizzato dati telemetrici direttamente in orbita per testare la fattibilità di data center spaziali.
Google ha annunciato il completamento con successo dei primi test operativi per i propri processori TPU (Tensor Processing Units) posizionati in orbita terrestre. L'esperimento ha visto il modello di intelligenza artificiale Gemma 4, in esecuzione sull'hardware installato a bordo di un satellite, rispondere correttamente a una serie di richieste esterne, segnando un avanzamento tecnologico nella gestione delle infrastrutture computazionali fuori dall'atmosfera.
L'iniziativa rientra nel quadro di Project Suncatcher, un programma sperimentale avviato dal colosso di Mountain View per valutare la possibilità di creare un'infrastruttura di calcolo dedicata all'intelligenza artificiale direttamente nello spazio. Durante la fase di prova, gli ingegneri hanno attivato i processori di bordo e richiesto al modello Gemma 4 di comporre un componimento poetico sulla sua permanenza in orbita. Il sistema ha risposto producendo un haiku in lingua inglese: "Blue marble below / Data streams in silent grace / Starlight feeds my core".
Oltre alla generazione di testi creativi, che ha incluso anche la scrittura di brevi poesie umoristiche note come limerick, i tecnici di Google hanno testato le capacità analitiche del sistema affidandogli l'elaborazione dei dati telemetrici provenienti dal satellite stesso. Queste operazioni servono a dimostrare che i processori TPU possono gestire carichi di lavoro complessi senza dover dipendere costantemente dai server situati a terra per ogni singola operazione di calcolo.
Il satellite che ospita i chip è stato lanciato nello spazio nel corso del mese di ottobre 2026. La fase attuale della missione è ora focalizzata sulla verifica della resistenza dell'hardware. Gli ingegneri monitoreranno il comportamento dei processori sotto l'effetto delle radiazioni cosmiche e delle forti escursioni termiche tipiche dell'ambiente spaziale. La stabilità operativa a lungo termine in queste condizioni estreme è l'elemento determinante per il proseguimento del progetto.
Le tappe successive di Project Suncatcher prevedono, in caso di esito positivo di questi test di affidabilità, il lancio di due satelliti interconnessi previsto per il 2027. Questo passaggio permetterà di testare la comunicazione e la distribuzione del carico di lavoro tra diverse unità orbitali. L'obiettivo finale di Google rimane la creazione di veri e propri data center spaziali, capaci di fornire potenza di calcolo per l'intelligenza artificiale riducendo la latenza e sfruttando nuove configurazioni infrastrutturali globali.
Articolo realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. Come lavoriamo
Pubblicato il 1 novembre 2026, 10:14 a cura di Anna Sulac per Infogioco.it.
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