Dopo una lunga serie di rinvii e incertezze, il rover europeo Rosalind Franklin, battezzato in onore della celebre scienziata britannica, è stato ufficialmente inserito nei piani di lancio della NASA. Questa missione, parte integrante del programma ExoMars, segna il primo tentativo da parte dell'Europa di inviare un proprio rover sul Pianeta Rosso, con l'obiettivo primario di individuare eventuali tracce di vita antica. L'importanza di questa missione è difficilmente sottovalutabile, poiché Rosalind Franklin sarà il primo rover in assoluto capace di perforare il suolo marziano fino a una profondità di due metri, aprendo nuove prospettive nella ricerca di bio-segnali.
La superficie di Marte è notoriamente inospitale, caratterizzata da un ambiente sterile. L'assenza di un'atmosfera densa e di un campo magnetico significativo espone il pianeta a livelli elevati di radiazioni cosmiche, che degradano rapidamente le molecole organiche sulla superficie. Pertanto, se la vita esiste ancora su Marte, è probabile che si trovi in profondità nel sottosuolo, una prospettiva che rende l'idea di una futura colonizzazione marziana particolarmente complessa. Tuttavia, per il rover Rosalind Franklin, la sfida è più immediata: sfruttare al meglio il suo trapano a due metri per raccogliere campioni significativi e analizzarli alla ricerca di indizi di vita passata o presente.
Un elemento chiave della missione è il mass-spettrometro fornito dalla NASA, uno strumento sofisticato che permetterà di analizzare la composizione chimica dei campioni prelevati dal rover. Inoltre, la NASA contribuirà fornendo elementi riscaldanti a radioisotopi, essenziali per mantenere i componenti del rover a una temperatura operativa adeguata, e collaborerà alla progettazione finale della piattaforma di atterraggio. Inizialmente, la piattaforma di atterraggio, denominata Kazachok, era stata sviluppata in Russia, ma a seguito degli eventi geopolitici iniziati nel 2022, si è deciso di non utilizzarla.
Il lancio del razzo con il rover europeo avverrà dagli Stati Uniti, precisamente dalla piattaforma 39A del Kennedy Space Center in Florida. Questa scelta è motivata dalle restrizioni sull'esportazione di materiali radioattivi (come gli elementi riscaldanti a radioisotopi) dal territorio statunitense. Il rover sarà trasportato nello spazio a bordo di un razzo SpaceX Falcon Heavy, con un lancio previsto non prima del 2028. Per SpaceX, questa sarà la prima missione marziana in assoluto, un traguardo significativo per l'azienda.
È importante sottolineare che questo progetto europeo ha una storia lunga e travagliata, con circa 25 anni di sviluppo e numerosi rinvii dovuti a diverse cause. Anche la decisione attuale della NASA ha rischiato di essere compromessa a causa dei tagli al budget dell'agenzia proposti dall'amministrazione Trump. Nonostante queste difficoltà, la NASA ha confermato il suo impegno nel progetto e si è dichiarata fermamente intenzionata a supportare l'Europa nel portarlo a compimento. In definitiva, l'Europa si farà carico di tutti i costi, ma il successo della missione potrà essere condiviso da entrambe le agenzie spaziali, rafforzando la cooperazione internazionale nell'esplorazione dello spazio.

