Chrome blinda le sessioni: arriva la tecnologia DBSC contro il furto di cookie

Una svolta epocale per la sicurezza web: Google rende inutilizzabili le credenziali rubate tramite malware, ancorandole permanentemente all'hardware del PC

Chrome blinda le sessioni: arriva la tecnologia DBSC contro il furto di cookie

Il panorama della cybersicurezza globale sta vivendo un momento di trasformazione radicale grazie all’ultima mossa strategica di Google. Questa innovazione, integrata nel browser Chrome per sistemi Windows, punta a neutralizzare una delle minacce più insidiose e diffuse dell'ultimo decennio, ovvero l'esfiltrazione dei file cookie di sessione da parte di software malevoli che colpiscono i computer degli utenti in ogni angolo del pianeta.

Per comprendere l'importanza di questo aggiornamento, è necessario analizzare il funzionamento dei moderni sistemi di autenticazione web. I cookie di sessione sono frammenti di dati che i siti web utilizzano per mantenere l'accesso degli utenti senza richiedere continuamente l'inserimento di nome utente e password. Tuttavia, se un malware di tipo "infostealer" riesce a infettare un computer, può copiare questi file e inviarli a un server remoto controllato dai criminali. Una volta ottenuti questi dati, gli hacker possono "clonare" la sessione dell'utente su un altro dispositivo in qualsiasi parte del mondo, bypassando persino i protocolli di autenticazione a due fattori (MFA). Con l'introduzione di DBSC, questa pratica criminale, che ha causato danni incalcolabili ad aziende e privati cittadini, diventa tecnicamente impraticabile.

La tecnologia DBSC si basa su un principio crittografico estremamente solido: la creazione di una coppia di chiavi, una pubblica e una privata, generata localmente sul dispositivo dell'utente. La chiave privata viene custodita gelosamente all'interno del Trusted Platform Module (TPM), un chip di sicurezza hardware presente nella quasi totalità dei PC moderni. Quando un utente effettua l'accesso a un servizio compatibile, come Google Workspace o un account Google personale, la sessione viene legata indissolubilmente a questa chiave hardware. Di conseguenza, anche se un cybercriminale riuscisse a rubare il file cookie attraverso un virus, questo risulterebbe del tutto inutile al di fuori del computer originale, poiché mancherebbe la firma crittografica generata esclusivamente dal chip fisico presente sulla scheda madre del dispositivo di origine.

L’implementazione di questo sistema di difesa avanzato è iniziata ufficialmente il 25 maggio e sta raggiungendo gradualmente tutti gli utenti mondiali in un arco temporale previsto di circa 60 giorni. La caratteristica più rilevante per l'utente comune è la totale automazione del processo: non è richiesto alcun intervento manuale sulle impostazioni di Chrome, poiché la funzione viene attivata di default non appena il browser viene aggiornato all'ultima versione stabile. Questo approccio riflette la filosofia di Google di rendere la sicurezza informatica un elemento "invisibile" ma onnipresente, capace di proteggere anche chi non possiede competenze tecniche approfondite ma desidera navigare in rete senza il timore di vedere i propri account compromessi.

Oltre alla protezione immediata, l’adozione di DBSC apre la strada a uno standard web più sicuro a livello globale. Google sta collaborando attivamente con altri attori del settore e con gli organismi di standardizzazione internazionale per far sì che questa tecnologia possa essere adottata universalmente. Sebbene oggi sia una prerogativa di Windows e Chrome, l'obiettivo a lungo termine è quello di vedere implementazioni simili su macOS, Linux e altri browser basati su Chromium, come Microsoft Edge o Brave. Questo creerebbe un ecosistema digitale dove il furto di sessione smetterebbe di essere un vettore d'attacco proficuo, costringendo i gruppi di criminalità organizzata a rivedere completamente le proprie strategie d'attacco.

Il contesto attuale vede un aumento esponenziale degli attacchi mirati al furto di credenziali, spesso veicolati tramite campagne di malware sofisticate che colpiscono centri nevralgici a Milano, Parigi e New York. La risposta fornita dai DBSC rappresenta una barriera fisica invalicabile che si frappone tra il software malevolo e i dati sensibili dell'utente. Anche in uno scenario estremo in cui un computer risulti pesantemente compromesso da un virus, il danno potenziale viene limitato drasticamente, poiché l'accesso persistente ai servizi cloud viene interrotto alla radice. Nonostante l'entusiasmo, gli esperti di sicurezza ricordano che questa non è una panacea universale: mentre i DBSC proteggono i cookie, altre forme di minaccia come il phishing o l'ingegneria sociale rimangono pericoli attivi. Tuttavia, l'integrazione di questa tecnologia rappresenta il tassello più significativo degli ultimi anni per quanto riguarda la sicurezza intrinseca dei browser moderni, riducendo drasticamente il rischio di infiltrazioni nelle reti aziendali che spesso partono proprio dal furto di una singola sessione di un dipendente.

In definitiva, il rilascio dei Device Bound Session Credentials da parte di Google segna un punto di non ritorno nella storia del web. La transizione verso un'identità digitale ancorata stabilmente all'hardware è ormai una realtà consolidata. Con la conclusione del rollout globale prevista per la fine dell'estate, miliardi di persone potranno beneficiare di una protezione silenziosa ma formidabile, relegando il furto di cookie a un ricordo del passato per la maggior parte dell'utenza mondiale. La costante evoluzione di Chrome dimostra come la sicurezza non possa essere considerata un traguardo statico, ma un processo di adattamento continuo alle nuove e sempre più sofisticate frontiere del crimine informatico internazionale.

Pubblicato Venerdì, 29 Maggio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Venerdì, 29 Maggio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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