Italia, riscossa a Bursa: il poker alla Turchia scaccia l'incubo retrocessione

Gli Azzurri di Mancini dominano con i gol di Bastoni, Frattesi, Kayode e Pio Esposito, ritrovando gioco e identità in vista della Francia

Italia, riscossa a Bursa: il poker alla Turchia scaccia l'incubo retrocessione

La serata di Bursa del 29 settembre 2026 resterà scolpita nella memoria dei tifosi azzurri come il momento della rinascita, un crocevia fondamentale per una Nazionale che sembrava aver smarrito la bussola dopo la pesante debacle interna contro il Belgio. Sotto la pressione di una possibile retrocessione in Lega B, l'Italia di Roberto Mancini ha risposto con una prestazione di carattere, tecnica e cinismo, travolgendo la Turchia con un perentorio 4-1 che non ammette repliche. Al Timsah Arena, in un'atmosfera infuocata, il commissario tecnico ha operato una vera e propria rivoluzione tattica, affidandosi a forze fresche e a uno schema che ha esaltato le qualità individuali dei suoi interpreti, a partire da un centrocampo dominante e un attacco capace di pungere con costanza chirurgica.

Il ritorno alla vittoria non è stato solo un risultato numerico, ma una vera e propria dichiarazione d'intenti per il futuro del calcio italiano. Dopo gli errori grossolani visti allo Stadio Olimpico di Roma, la coppia difensiva formata da Giorgio Scalvini e Alessandro Bastoni ha garantito una solidità che mancava da tempo, permettendo alla squadra di alzare il baricentro e schiacciare i padroni di casa nella propria metà campo. È stato proprio il difensore dell'Inter, Alessandro Bastoni, a sbloccare il match nelle prime battute, approfittando di un'incertezza difensiva di Zeki Celik su un calcio d'angolo battuto da Matteo Ruggeri. Quel gol ha tolto il peso del dubbio dalle spalle degli azzurri, trasformando la gara in un monologo tecnico che ha messo a nudo tutte le fragilità della selezione guidata da Vincenzo Montella, apparso visibilmente in difficoltà e ormai prossimo all'esonero.

Al centro del progetto di rinascita si è stagliata la figura di Sandro Tonali, vero metronomo della squadra, capace di dettare i ritmi e di alternare verticalizzazioni improvvise a una gestione sapiente del possesso palla. Al suo fianco, un Davide Frattesi in stato di grazia ha confermato di essere uno degli inseristi più pericolosi del panorama europeo. Il gol del raddoppio, nato da una respinta corta del portiere Altay Bayindir su una conclusione velenosa di Michael Kayode, porta la sua firma: un tap-in rapace che segna il nono centro in maglia azzurra per il centrocampista della Lazio, interrompendo un digiuno che durava dall'ottobre del 2024. Proprio Michael Kayode, schierato sulla corsia destra, è stato l'autentico dominatore della fascia, un'iradiddio capace di saltare l'uomo con facilità disarmante e di siglare personalmente il gol del 3-0 con una giocata di rara bellezza atletica, frutto di una velocità d'esecuzione e di un controllo di palla fuori dal comune.

L'attacco ha visto brillare la stella di Pio Esposito, schierato titolare in un tridente tutto estro e fantasia completato dal fratello e da Giacomo Raspadori. La mobilità del numero 10 ha creato varchi costanti per gli inserimenti dei centrocampisti, mentre il giovane centravanti ha lavorato ai fianchi la difesa turca con una fisicità straripante, trovando la meritata gioia personale nel secondo tempo con un colpo di testa in tuffo. Questa sesta rete in Nazionale per Pio Esposito ha spento definitivamente ogni velleità di rimonta dei padroni di casa, che avevano provato a riaprire la contesa con il gol della bandiera di Yilmaz, nato da una momentanea disattenzione difensiva azzurra subito dopo l'intervallo. La reazione rabbiosa e immediata dell'Italia al gol subito è il segnale più importante per Roberto Mancini: la squadra ha ritrovato quell'anima guerriera indispensabile per affrontare i palcoscenici internazionali più prestigiosi, specialmente in un ambiente ostile come quello di Bursa.

Il successo ottenuto in Turchia non serve solo a blindare la permanenza nella massima serie della competizione, ma proietta l'Italia verso la sfida decisiva dello Stade de France contro la Francia. I transalpini, guidati ora dal leggendario Zinedine Zidane, rappresentano il test definitivo per misurare le reali ambizioni di questo gruppo. Nonostante l'assenza annunciata di Kylian Mbappé, i "Bleus" possono contare su talenti purissimi come Michael Olise, reduce da prestazioni mostruose con il Bayern Monaco in Germania e già decisivo nella recente sfida contro il Belgio. Il confronto tattico tra Mancini e Zidane sarà il tema centrale dei prossimi giorni a Coverciano, dove il gruppo azzurro dovrà decidere se confermare il blocco vincente visto a Bursa o affidarsi a un turnover che, alla luce della fluidità di gioco mostrata, appare meno necessario di quanto si potesse ipotizzare inizialmente.

Analizzando le prospettive future, questa vittoria stabilizza l'ambiente federale e permette di lavorare con serenità alla programmazione dei prossimi impegni internazionali. L'integrazione dei giovani talenti sta dando i suoi frutti e la gestione dei senatori come Gianluigi Donnarumma, quasi inoperoso in questa sfida ma sempre leader carismatico, garantisce quella sicurezza psicologica necessaria ai nuovi innesti. L'incubo della retrocessione è svanito, lasciando spazio a una nuova consapevolezza tecnica e tattica: l'Italia può e deve tornare a competere con le grandi potenze del calcio mondiale. La strada verso Parigi è tracciata, e se l'atteggiamento sarà lo stesso ammirato in terra turca, la sfida contro la Francia non sarà più un motivo di timore, ma una straordinaria opportunità per riaffermare la grandezza e la tradizione del calcio italiano in questo 2026. La coesione mostrata dal gruppo suggerisce di dare continuità agli undici protagonisti di questa impresa, evitando di stravolgere un equilibrio faticosamente ma brillantemente ritrovato.

Pubblicato Martedì, 29 Settembre 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Martedì, 29 Settembre 2026

Marco P.

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